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    February 16

    Il Destino Nelle Nostre Mani

    Ogni volta che c’è un derby un pensiero va lassù, a Peppino Prisco, un uomo che viveva un Campionato intero solo per quelle due sfide contro i rivali cittadini. Se ci fosse stato stasera sarebbe stato contento, nel suo modo di vivere il calcio un po’ bausciesco da milanese acquisito. Sarebbe stato contento di questa Inter fisicamente disarmante per ogni avversario, di quel gol un po’ così di Adriano e di quel finale di sofferenza che solo noi possiamo concepire. Il derby è la partita di noi tifosi, quella che non vuoi mai perdere, quanto meno per evitare gli sfottò. Quella di stasera di fatto ci ha consegnato il destino del Campionato in mano, ora tutto sta a noi, perderlo come vincerlo. San Siro spolvera un pubblico da grande occasione, coreografie emozionanti, suoni mozza fiato. L’Inter è in campo e se il Milan prova a fare il match, i ragazzi non hanno problemi a resistere ed anzi a rispondere: le migliori occasioni sono nostre ed il gol arriva con Adriano, il ragazzone brasiliano che un po’ con la testa e un po’ (tanto) con il braccio mette la palla dentro. Tifosamente: chissene frega, vincere così dà un gusto ancora maggiore di presa per il culo per i diavoli. Sportivamente: il gol l’avrei annullato, seppur ci sia l’involontarietà. Insomma decisione difficile, ma di fatto è la situazione che cambia la partita, perché il Milan scompare e sale in cattedra definitivamente l’Inter che gioca un buon calcio, con la potenza fisica e la velocità va a mettere in crisi il centrocampo rosso-nero non abituato e svogliato nel rincorrere gli avversari portatori di palla. Il colpo pesante arriva in chiusura di ripresa quando Deki (che s’era mangiato un gol che anche mia sorella avrebbe messo, e non sto scherzando) fa partire una botta violenta dal limite dell’area su assist di Ibra. Pam, 2 a 0 ed il Milan in tilt. La ripresa ci dà un Milan forse più carico, ma confusionario e che regala a noi nero-azzurri, ottimi nelle transizioni offensive, almeno tre occasioni da gol per chiudere definitivamente il match. Ma il derby quasi mai è chiuso e dal 25° della ripresa, anche grazie all’ingresso di Inzaghi, il Milan trova nuova verve e prende in mano il gioco, trovando il gol con Pato e poi una continua pressione ai limiti della nostra area. Soffriamo, sudiamo sia i ragazzi in campo, sia noi tifosi sugli spalti, sia noi a casa sulle nostre poltrone (è incredibile come una partita ti regali una sauna gratis comodamente seduto a casa). Ma alla fine l’arbitro fischia e il 270° derby della Madonnina va alla squadra oggettivamente più forte, che nonostante alla fine abbia sofferto, ha dato prova per 70 minuti di grande solidità, compattezza e tecnica. Lodi a Maldini, grande signore non solo del Milan, ma del calcio italiano e lodi ad Adriano, che dedica il gol al figlio di Musigno, suo grande fan dimostrando, in fondo di essere un ragazzo con un cuore grande così. Una tiratina d’orecchio ci sta invece per il Mister, che tatticamente azzecca tutto, perché ottima la prestazione di Samuel e Chivu, coraggioso e preciso Santon, buona prova del centrocampo, ma poi fa sudare tutti quanti quando inserisce Vieira e Burdisso togliendo i terminali offensivi.                                                                                                                                                                                                                          Tutto per il verso giusto stasera però alla fine, anche se per un momento, all’ingresso in campo di quel 35enne travestito da 25enne che è Inzaghi, ho la certezza che ogni tifoso nero-azzurro ha pensato “Cazzo, adesso entra, segna e dobbiamo sorbirci la sua solita esultanza di mezzora…” ma per fortuna il guardalinee era sobrio e vede tutti i suoi fuori giochi, esistenti, dal primo all’ultimo.La certezza dello Scudetto è logico che non ci sia, ma ora possiamo solo vincerlo o perderlo noi,possiamo sbagliare solo noi.

    Mi piace pensare che stasera Peppino Prisco abbia fatto uno strappo alla regola, sia sceso un secondo e ci abbia consegnato il destino nelle nostre mani, dicendo che il momento migliore per farlo era proprio oggi, quando gobbi e cacciaviti perdono pezzi per strada.

     

    Andrea

    Comments (3)

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    Complimenti...ONORE A VOI.
    16 Feb.
    tere .wrote:
    Il buon Peppino eggià.....ti immagini le ghignate al pugno de Dios del buon Adri?
    16 Feb.
    Gio' granatawrote:
    Complimenti per la partita,anche quest'anno lo scudetto è vostro,come dice il vostro allenatore( lo possiamo perdere solo noi!)....saluti dalla Torino Granata!.......tifate un po' per noi se avanza tempo.HELP!
    16 Feb.

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