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August 05

La Sfida Eterna

Nella storia dello sport ci sono sfide eterne, che nel susseguirsi degli anni si ripetono di volta in volta con maggiore pathos per gli osservatori e gli appassionati...nel basket indimenticabili sono le sfide tra la Virtus Bologna e la Fortitudo Bologna, oppure in NBA Boston Celtics VS Los Angeles Lakers; e come dimenticare le appassionanti sfide su due ruote tra Vale Rossi ed i vari Max Biaggi, Sete Gibernau ed ora Stoner? Insomma, lo sport è fatto da sfide che ricorrono nel tempo. Quella tra Mourinho e Ranieri inizia nell'estate del 2004, quando Abramovich caccia senza troppi riguardi Ranieri, reo di non essere riuscito, neppure con i suoi fantamiliardi, a vincere qualcosa di serio, ed ingaggia l'astro nascente degli allenatori europei, Josè Mourinho. Di fatto il romano (dev'essere nella loro indole rosicare) se la piglia male, poichè sostituito da un novellino come il portoghese, seppur già molto + vincente di lui.
Estate 2008: la sfida riprende dopo una sosta dovuta al ritorno alla panchina di Ranieri e soprattutto dalla lontanaza dei due. Dopo la pesante batosta subita a Londra contro l'Amburgo, Ranieri rilascia delle dichiarazioni un pò...come dire...fuori luogo e dettate da un senso eccessivo forse di megalomania
"Mourinho? E' un ottimo allenatore, che ha vinto tanto sia in Portogallo che in inghilterra. Ma in Italia è diverso, dovrà capire bene il nostro calcio. Mi dispiace che Lampard non sia venuto in Italia come avrebbe voluto lui, ho un ottimo rapporto col ragazzo, ed ho anche una certezza: se lo avessi chiesto io ad Abramovich, ora sarebbe già qui ad allenarsi, con Mourinho è un altro discorso" sorrisetto beffardo dell'allenatore Juventino, che poi continua "Perchè? Perchè io non sono come lui, non ho bisogno di vincere per avere certezze, mi fido del mio lavoro e della mia esperienza"
Pesantuccio il romano, mai stuzzicare can che dorme. Mourinho, seppur sia giunto in Italia in punta di piedi, cercando di contenere la parte egocentrica e presuntuosa del suo carattere (che sicuramente è una componente essenziale del personaggio Josè assieme alla simpatia a cui ci ha recentemente abituato), non ha potuto fare altro che rispondere alle frecciatine bianconere:
"Sono in Italia per lavorare e non per fare guerra di parole. E sono qui per fare tutto il meglio che posso fare per l'Inter, quindi voglio veramente dimenticare il lavoro degli altri. Ma Claudio Ranieri ha ragione in quello che dice, io sono una persona molto esigente con me stesso, ho bisogno di vincere per essere felice, per avere la sicurezza che tutte le cose stiano andando bene, anche per questo ho vinto tante cose nella mia carriera. Lui, per avere la sua mentalità, ha detto che non ha bisogno di vincere. Lui, forse avendo questa mentalità, proprio per questo a quasi 60 anni ha vinto una Supercoppa, una piccola coppa. Non ha mai vinto trofei importanti. Forse ha bisogno di cambiare la sua mentalità, ma forse è troppo vecchio per farlo"
Eh già...impassibile, pacato, ma forte. Se Ranieri ha usato delle frecciatine, Josè risponde con un fucile a canne mozze...ma la guerra nn è finita, poche ore fa infatti, Ranieri ha di nuovo risposto al "collega" nero-azzurro. Cadendo nel vittimismo oramai abituale dei bianconeri, l'allenatore ha ribattuto dicendo:
"Ecco chi è il vero Mourinho, il vero stile di Mourinho. Non mi piace fare polemiche e ritengo che le parole del pre-campionato si perdano facilmente, però vorrei sottolineare come Mourinho abbia mostrato a tutti la sua vera personalità. Questo è ciò che pensa e dice dei colleghi. Vedremo se riuscirà a vincere più di Mancini, sarà molto dura per lui. Ora però parliamo di calcio..."

A conclusione di questa triste chermesse verbale, vorrei solo fare qualche riflessione: 1) Ranieri fa anche la vittima, ma, come si dice quando si è bambini, è stato lui a cominciare!; 2)Mourinho era e rimane l'allenatore + amato da Abramovich, tanto che il russo ha regalato al portoghese macchine, case e a momenti gli regalava anche una squadra di calcio, la preferita (qll di Setubal) di Mou. I disaccordi ci sono stati come ogni qualvolta un rapporto finisce, ma di certo non meno di quanti ne ha avuti col signor Ranieri nell'estate del 2004, pertanto non sono sicuro che Lampard sarebbe stato ceduto tanto volentieri alla Juve. E poi chi ce lo dice che l'inglese volesse andare alla Juve? Magari voleva e vuole anche adesso SOLO L'INTER x il suo futuro; 3) Parliamo pure di calcio Ranieri: ma le tre pere prese dall'Amburgo come le mettiamo?? Siamo ancora sicuri di poter vincere tutto con una difesa del genere o è meglio concentrarsi un poco alla volta? Inizi a pensare a come fermare l'Artmedia, se no sono cazzi!!!

P.S. Mitico Mou...finchè insulti i gobbi mi starai sempre simpatico...ah, direi di iniziare anche coi giallorossi, il Milan lascialo pure stare, ci ha già pensato Anelka

Andrea


July 30

Più Nero che Azzurro

Premettendo che il Trofeo Tim è un'amichevole + per il pubblico che per le squadre e che secondo Piccinini e l'amico di merende Serena la storia della Stagione 2008/2009 è già scritta (cioè Juve che vincerà Scudetto e Champions League senza troppi problemi, il Milan vincerà la UEFA e l'Inter si barcamenerà tra la zona retrocessione e zona intertoto), dal triangolare di ieri sera si possono estrapolare alcuni primi dati interessanti sul lavoro di Mourinho, che per ora cmq m sembra chiaro (almeno spero) deve ancora dare i suoi frutti:
Nuovi Acquisti:
Mancini e Muntari, a cui aggiungerei il tornato Adriano. L'ex giallorosso s'è comportato bene, seppur ancora indietro come molti compagni nella preparazione è sicuramente stato l'uomo + attivo davanti, svariando da una parte all'altra della fascia offensiva e dando anche mostra di buona capacità di copertura, seppur non ancora altissima. L'africano appena arrivato è invece + avanti nella preparazione fisica, e s'è visto nella reattività che aveva, xò non ha ancora, anzi per niente assimilato le idee di Josè ed è ancora un elemento estraneo al gioco, ma c'era da aspettarselo. Infine Adriano. Che dire, sembra essere sulla buona strada, sembra avere molta buona volontà, però ancora non ci siamo, un attaccante deve segnare o almeno rendersi pericoloso, e lui non l'ha fatto. LAVORI IN CORSO
Difesa:
Nota dolente, anzi, dolentissima. Non tanto per le prestazioni, ma per gli uomini: Samuel e Cordoba nn sn ancora pronti, anzi...Chivu non si sa qnd si riprenderà finalmente dall'intervento alla spalla; Rivas ha problemi che si spera possano essere risolti a breve; Burdisso sarà squalificato nella prima sfida di Champions ma quanto meno x la Supercoppa c sarà. C'era solo Materazzi ma anche lui s'è rotto, insomma la sfiga nn ci lascia mai, ed anche qst'anno le cose non sono partite bene. I Terzini invece sembrano stare bene, Maxwell sopratutto, dalla sua parte non si passa...mentre Maicon è ancora un pò indietro, la sua mole necessita probabilemente + tempo per metabolizzare il lavoro precampionato, in + Mourinho sembra volere puntare molto su Santon, 17enne talento della Primavera e che sembra oramai sicuramente aggiunto nella lista UEFA del Mister Portoghese. Per la difesa quindi Mourinho ha molto lavoro da fare e soprattuto dovrà inventarsi sin da subito qualche statagemma x coprire i buchi delle assenze. DA REINVENTARE
Centrocapo e Attacco:
Il centrocampo è nel calcio moderno la zona del campo + importante. Qll della nuova Inter deve fare un gran lavoro essendo a tre, ma dimostra di noin avere inventiva e probabilemtne proprio x qst Mourinho avrebbe voluto avere con sè Lampard, sicuramente in grado di far eil regista molto meglio di Muntari, che cmq aggiunge reattività e forza fisica. L'attacco invece deve imparare nuovi movimenti rispetti a qll presenti nelle tattiche manciniane, e la cosa sembra non essere ancora stata ben compresa. Ieri sera s'è creato poco, concluso ancora meno e rimanere a secco qnd si hanno a disposizione così tnt punte è una cosa abbastanza imbarazzante. Nonostante ciò le attenuanti ci sono e anche il Mister ha sottolineato che il lavoro da fare è ancora tanto.

Insomma, + ombre che luci ha messo in mostra il Trofeo Tim di ieri sera x noi nero-azzurri, ma il cammino è ancora lungo fino alla SuperCoppa contro la Roma. Inoltre siamo i Campioni d'Italia e con un allenatore o cn un altro bisogna sempre dimostrarlo!

Andrea

July 11

Lettera del Mancio

Girando per alcuni dei mie preferiti blog nero-azzurri ho trovato una piacevole sorpresa. Nel blog iostoconmancini.com, è stata messa una lettera che il nostro ex Mister Roberto Mancini ha scritto a loro, come a tutti noi tifosi nero-azzurri che difficilmente dimenticheremo i 5 anni assieme a lui. La riporto nella sua commovente immediatezza:

Cari ragazzi,
come sapete non mi piace molto parlare, soprattutto di me, ma da giorni sentivo il bisogno di dirvi qualcosa e credo che sia arrivato il
momento giusto.
Ho letto tutti i vostri messaggi, sono rimasto molto colpito da tante manifestazioni di affetto e confesso che mi sono anche un po’ emozionato ripensando ai momenti belli di questi anni che abbiamo passato insieme.
Vi ringrazio con tutto il cuore, non potete immaginare quanto sia bello essere ricordati così. Ma io sono stato un allenatore dell’Inter e gli allenatori, così come i giocatori, passano.
L’Inter invece resterà per sempre e voi siete soprattutto tifosi dell’Inter, questa è la cosa più
importante: la squadra ha bisogno di voi.
Grazie ancora e un abbraccio forte, anch’io non vi dimenticherò mai
Roberto Mancini

Poche parole, ma giuste, come sempre sono state quelle del Mancio...grazie di tutto Mancio, ma come dici tu, noi tifiamo Inter ed allora adesso forza Mourinho...sperando che l'arrivo di un omonimo del Mancio (Amantino Mancini) porti bene...

Andrea


July 04

Sogni di Una Notte d'Inizio Estate

Innanzitutto vorrei salutare tutti e scusarmi x la mia lunga assenza suq st blog, causata da impegni abbastanza importanti quali gli Esami di Maturità ch ho ora ho finalmente e cn grande felicità portato a termine. In qst settimane sn successe varie cose che vorrei brevemente riassumere in qst intervento
La vecchia Italia:
La sfida cn la Spagna è stata la fine della bravissima era Donadoni e la fine soprattutto di un ciclo di giocatori in maglia azzurra a mio parere, protagonisti sia del Mondiale che delle qualificazioni. Toni, Di Natale, Cannavaro, Zambrotta, Materazzi, Ambrosini, Panucci sn giocatori già avanti con l'età (calcisticamente parlando) che hanno dato tnt alla maglia azzurra, ma rappresentano un'Italia vecchia, fuori forma, senza idee. La mancanza di alternative tattiche, l'assenza di carattere da parte di alcuni giocatori, la oscena prestazione contro l'Olanda, le appena sufficienti prestazioni con Romania e Francia ed infine la arrendevole sfida con la Spagna mostrano una Nazionale da rimettere in sesto. Molte sn le colpe di Donadoni, che cmq ammiro x eleganza e pacatezza, ma molte sn anche le colpe di coloro che hanno scelto un uomo con così poca esperienza lavorativa x allenare gli Azzurri, cioè Abete ed Albertini. Uomini con maggiore esperienza sarebbero sicuramente stati + inclini ad affrontare i vari problemi che il Mondo del Calcio internazionale pone ad un Mister. Insomma Lippi avrà molto da fare...ah, dimenticavo, chapeau alla Spagna x la vittoria e x il gioco espresso, giovane e frizzante, il contrario del nostro.
Sogni di una notte d'inizio estate:
Lampard e Quaresma. Due nomi, due sogni x noi tifosi interisti. Il primo, nonostante le mega offerte di rinnovo (si parla 9.5 milioni di € all'anno offerti dai bleus x la Leggenda del Chelsea cm lo chiamano i tifosi), sembra sempre + vicino ai neoazzurri grazie alle pressioni emotive di Mourinho e sarà molto probabile l'anno prossimo vederlo passeggiare lungo i Navigli piuttosto che lungo il Tamigi. Il secondo è abbastanza giovane, talentuoso, ma direi che 40 milioni cash oppure 30 + Pelè (giovane di grandi prospettive) mi sembrano davvero tnt x un calciatore che a parte qualche bella giocata ha finora fatto vedere davvero poco, inoltre Mancini della Roma sembra già nostro, e nn è un acquisto da sottovalutare, seppur nn sia un fuoriclasse, e Bastian Schweinsteiger ha avuto il permesso di Klinsmann, suo nuovo CT, di trattare cn Branca. E proprio Branca stesso sembra stia vivendo in un sogno, visto che se con Mancini era stato un pò accantonato a favore di Lele Oriali, ora può sfoderare ttt il suo fascino da tombeur de femmes in giro x tutta Europa, cercando ali offensive e centrocampisti che vadano bene al nuovo mister Mourinho. Insomma il portoghese sembra davvero essere uno special one, visto che in circa un mese di lavoro all'Inter ha già iniziato a fare sognare un centrocampo stellare, un attacco mirabolante ed una coppa dalle grandi orecchie a tutti i tifosi nero-azzurri. Continuate pure a lavorare così, di sogni ce n'è sempre bisogno.
Via libera al secondo extracomunitario:
Questa è una notizia fresca datta ieri tardo pomeriggio.
Il Consiglio Federale ha dato il via libera al tesseramento del secondo extracomunitario in serie A accettando la richiesta della Lega calcio. La norma per la stagione 2008-09 prevede la possibilita' per le societa' di A di tesserare 2 calciatori extracomunitari in due casi: in sostituzione di un extracomunitario in scadenza contratto o che vada all'estero oppure in sostituzione di un altro extracomunitario che vada all'estero. E' una notizia importante xkè sposta tutti gli equilibri che finora s'erano imposti nel calcio-mercato, permettendo così la ricerca di nuovi talenti nel Sud America. Un esempio? L'Inter potrebbe tranquillamente acquistare Kerlon e nn darlo via x forza in prestito, potrebbe anche tenerlo e faro crescere al fianco dei grandi Ibra, Cruz, Figo, ecc...Insomma, il mercato si ravviva e sn sicuro che vedremo nuovi colpi di grande interesse.

Andrea
June 14

Hai un momento Dio?

Forse è esagerato, ma in certi casi ti chiedi se qualcuno lassù ce l'abbia cn te. Ieri è tornata in campo l'Italia ed il risultato, nonostante la buona prova in generale di gran parte degli elementi della Nazionale, non è stato qll che tutti ci aspettavamo. 1 a 1 contro un'arcigna Romania, guidata dagli "italiani" Chivu, Radu e Mutu ed aiutata (ed anche molto visto la prestazione che ha sfoderato) dall'ex portiere della Fiorentina Lobont.
Donadoni ha cambiato molti elementi rispetto alla sfida con l'Olanda, addirittura 5/11 della squadra. Chiellini, Perrotta, De Rossi, Del Piero, Grosso. E la differenza s'è vista: Grosso, che in Nazionale si trasforma rispetto al giocatore opaco che è nei club, spingeva come un dannato sulla sinistra facendo vedere i sorci verdi ai romeni; Perrotta e De Rossi invece, oltre ad aiutare molto Pirlo coprendolo in fase di costruzione di gioco, hanno mostrato la loro abilità migliore, cioè la capacità di inserirsi negli spazi lasciati dai nn perfetti difensori in maglia gialla; infine i due juventini sono stati all'altezza delle prestazioni stagionali, con un Chiellini un pò impacciato ma sempre efficace ed un Del Piero che quanto meno ha provato a creare qualcosa (seppur ci si aspettasse qualcosina in + dal Capitano). Ma non è bastato. Nonostante un primo tempo dominato, a passare in vantaggio ad inizio ripresa è la Romania con Mutu su un deprimente errore di Zambrotta, ologramma rispetto a quel grande terzino di spinta che giocava nella Juve. Per fortuna l'Italia si scuote subito ed in seguito ad un calcio d'angolo, su sponda di Chiellini, il vecchio Panucci firma il pareggio. Poi è solo Italia ancora, che però rischia ancora una volta, all'80° circa, di andare in svantaggio:  Panucci trattiene in area un attaccante rumeno e l'arbitro (vecchia conoscenza x noi interisti) senza indugi indica il dischetto. Il rigore in Italia non l'avrebbero mai fischiato, ma in Europa è tutto un altro calcio, ci può stare come decisione. Per fortuna che in porta, contro il fiorentino Mutu, c'è San Gigi Buffon che con un gesto da miracolato spinge la palla fuiori dalla porta e tiene a galla le speranze di tutti noi Italiani.
Finisce così, con un deludente risultato nonostante la buona prestazione. Certo tutto sarebbe stato diverso se non avessero annullato un gol regolarisso a Toni nel primo tempo. Ma probabilmente la sfiga è con noi e Dio è da altre parti (probabilmente ama l'arancione Olanda, visto l'arbitraggio di Francia-Olanda). Oggi l'arbitro pelatone ha almeno avuto i maroni di ammettere il proprio errore, piccola soddisfazione per noi italiani che così potremo avere scuse buone se martedì sera dovessimo trovarci fuori dalla maggior competizione continentale x Nazioni. Io faccio solo una richiesta: Dio, so che avrai probabilmente problemi maggiori, ma per un'oretta e mezza, martedì sera, non potresti aiutarci un pò? Magari evitando l'ennesimo tortone anti-italiano agli Europei dopo quello Scandinavo di 4 anni fa e magari anche consentendoci di battere ancora una volta quei dannati francesi...oh, Signore, io mi accontenterei sinceramente anche di un gol di mano, in fuorigioco, a tempo scaduto...anzi godrei, xkè l'importante è passare e sai, si, insomma, qui ci sarremmo anche noi cazzo!

Andrea
June 10

La Caduta del Muro di Berna

Donadoni VS Van Basten, i due grandi giocatori del Milan scuola Sacchi; Oranges VS Azzurri, i Campioni del Mondo contro le grandi promesse dei Paesi Bassi. Si poteva racchiudere in pochi elementi la sfida di ieri sera tra Italia e Olanda. L'Italia arrivava sicura, carica dal tifo di tutta la Nazione, consapevole di essere la squadra Campione del Mondo in carica. L'Olanda arrivava con mille dubbi e altrettante poche sicurezze: mancavano tutti e tre e trequartisti titolari che Vam Bastem avrebbe voluto schierare, la Nazione era da tempo che criticava il Cigno d'Amsterdam e la sfortuna ultimamente none ra proprio stata dalla loro parte. Fino a ieri sera.

Come spesso accade nel calcio, quello che pochi avrebbero scommesso, è successo. 3 a 0 tondo tondo, bello secco degli oranges che mette in ginocchio un'Italia vacua, senza grinta, scoglionata. Ok, ci poteva stare una vittoria dell'Olanda, sono un'ottima formazione, con tanti giovani di grande talento, però non è concepibile una tale disfatta. Non è possibile che i Campioni del Mondo in carica giochino una prestazione del genere. Sicuramente anche la sfiga è stata tutta dalla nostra parte: primo gol, al 26° di Van Nistelroy, in netto fuorigioco, con Panucci fuori dal campo infortunato in posizione passiva (seppur ancora oggi la Federazione Europea Arbitri non abbia spiegato in modo preciso la propria opinione sul gol). L'Italia si lancia in avanti, con disordine, lasciando spesso da soli in difesa un Materazzi ancora lontano dalla forma Mondiale ed un Barzagli per niente adatto a fare il compagno difensivo dell'interista (sono entrambi forti fisicamente, ma lenti come lumache); e così dopo un salvataggio sulla linea di Van Bronkhorst, con un perfetto contropiede vecchia scuola, l'Olanda raddoppia con il talento merengues Snjeider. A questo punto l'Italia deve cambiare qualcosa ma Donadoni non fa assolutamente nulla. Si rientra in campo, un pò più decisi, ma sempre e comunque imprecisi e confusionari. Si cambia solo a ripresa inoltrata con l'ingresso di Del Piero, che si crea da solo, da grande campione, due occasioni da gol, e Cassano, che dispensa assist x tutti, sprecati in modo scandaloso da Toni&Co. L'Olanda a differenza nostra, è sempre ordinata, soffre ma contiene gli Azzurri ed alla fine mette a segno la stoccata finale: contropiede ancora una volta che inizialmente Buffon riesce a fermare in uscita, ma poi, sul colpo di testa a porta praticamente vuota di Van Bronkorst, non può nulla.3 a 0. Una bella batosta davvero, ma ciò che più addolora tutti noi tifosi italiani è l'aver visto in campo una squadra senza voglia, senza fame, impaurita. E di chi sono le colpe? Personalmente tendo a ritenere l'allenatore colpevole ma fino ad un certo punto. Sicuramente Donadoni ha fatto errori come quello di schierare titolare Panucci seppur si fosse infortunato in settimana e soprattutto l'errore abnorme di lasciare fuori De Rossi per schierare il centrocampo titolare del Milan, che con tutto il rispetto se è arrivato 5° in campionato ci sarà qualche motivo no?? La Roma è la squadra più equiibrata e che gioca meglio (mi duole ammetterlo ma è così) in questo momento in campionato e non concepisco la scelta di lasciare in panchina tutti e tre i giocatori autori di una strepitosa annata in giallorosso: De Rossi, Perrotta e Aquilani. Nonostante ciò, nonostante queste sceltre, non è possibile che i giocatori entrati in campo abbiano giocato così male. Non c'era ordine, non c'era grinta, non c'era una forma di gioco che si avvicinasse minimamente a quel gioco che chiamiamo calcio. Solo l'entrata di due grandi fuoriclasse come Del Piero e Cassano hanno camnbiato un minimo le cose.
Eravamo I Campioni del Mondo, la squadra con la migliore difesa reuropea, dovevamo essere un muro ieri a Berna...qst muro è crollato. Ora bisogna ricostruirlo mattone x mattone, usando molta più modestia e grinta, bisogna dimenticare che siamo i Campioni del Mondo, e puntare solamente ad essere i Campioni d'Europa. Donadoni, ragazzi, avete 4 giorni per lavorare, per favore, ve lo chiede tutta Italia...ricostruite quel dannato muro, xkè così nn si va avanti!!!


Andrea

June 02

E Venne Il Giorno...

Oggi, alle ore 14.27, sul sito ufficiale dell'Internazionale Football Club, compare qst annuncio ufficiale:
"F.C. Internazionale annuncia l'arrivo di Josè Mourinho. Il tecnico portoghese ha firmato un contratto triennale e lavorerà, al nuovo progetto nerazzurro dei Campioni d'Italia, con i collaboratori Rui Farias, Silvino e Andrei Villas Boas. Il vice allenatore sarà Giuseppe Baresi, una carriera all'Inter, attualmente dirigente del Settore Giovanile."
Era tnt che si attendeva qst annuncio, xkè era inutile oramai negare cm si è fatto x mesi, era inutile nascondersi dietro un dito. L'Inter è riuscita nelle difficile se non titanica impresa di prendere l'unico allenatore sul mercato internazionale + strafottente e antipatico (x gli avversari) del Mancio: Josè Mourinho, The Special One, l'uomo della Provvidenza, colui che Moratti è sicuro c farà fare il salto di qualità anche in Europa. Io tutte qst certezze nn le ho, ma Mourinho è un grande allenatore, il Mancio se n'è andato (sorvoliamo la tristissima faida giudiziaria che ha intenzione di intraprendere l'ex-allenatore dell'Inter contro la Società, e a mio parere fa anche bene) e quindi il tifoso nero-azzurro nn può fare altro che incrociare le dita e guardare avanti. Il dado è tratto, ora bisogna vedere se la scommessa di Moratti sarà vincente.
La sua è una carriera diversa da qll di Mancini, ha fatto tnt gavetta il portoghese, partendo dalle giovanili di Barcellona e Benfica, passando x la squadretta del Leira, giungendo sul podio europeo col Porto e diventando il re di londra al Chelsea. Un pò di tempo fa avevo scritto un intervento su Inter e Chelsea, chidendomi se mai i destini di qst due squadre così simili nei rispettivi campionati, si sarebbero mai incrociati. Quel giorno è arrivato, xkè Mourinho si porta dietro collaboratori fidati, che aveva portato cn se nell'esperienza inglese, e insiste da qnt si dice fortemente cn Moratti affinchè porti a Milano anche alcuni giocatori che sn stati alla base delle sue vittorie (Carvalho, Lampard, Drogba, Deco, Essien, ecc...). Il mercato è ancora lunga, c'è tempo x creare la squadra stellare che il Presidente ed il nuovo Mister sognano. Mourinho porta cn se una mentalità forte, da duro, una convinzione nei propri mezzi e nelle proprie capacità che ha costruito nel suo lungo cammino partito dalla cittadina natale di Setubal. Dicono sia un grande stratega, le partite cm le prepara lui nn lo fa nessuno dichiarano i suoi giocatori, inoltre è abilissimo nell'affiancare in prima squadra grandi campioni a giovani di talento in crescita e qst nn può che essere un vantaggio x Balotelli & Co., cioè ragazzi giovani e di talento di cui l'Inter Primavera è ben provvista. Non si può sapere ora cosa otterrà Mourinho qua in Italia, sicuramente le prerogative ci sn tutte, ora bisogna sl aspettare e vedere.
Il Mancio l'abbiamo già ringraziato abbastanza penso x ciò che ha dato, ora è tempo di girare pagina ed andare avanti, cm all'Inter si è fatto sempre, forse fin troppe volte. Qualche innesto importante servirà sicuramente xkè il giorno che tnt si aspettava da tempo è venuto: all'Inter oggi è iniziata la NUOVA ERA DI JOSE' MOURINHO.

Andrea

P.S. Vorrei fare un piccolo applauso alla primavera dell'Inter, che oggi nella prima partita dei play-off (quarti di finale) ha portato a casa un rotondo 4 a 0 ai danni dell'Ascoli. A segno Federici, Balotelli, e doppietta di Siligardi. Bisogna tenere conto di qst ragazzi, alcuni potrebbero già essere pronti x essere gettati nella mischia del vero calcio professionistico. Intanto complimenti ragazzi!
May 27

Lettera aperta al Mancio

Caro Roberto,
m sento di darti del tu anche se nn ti conosco personalmente, cm tnt tifosi interisti, xkè sei entrato nel cuore di ogniuno di noi (a chi +, a chi meno) grazie a tutto qll che hai fatto x la società Inter. Sul tuo sito c'è scritto <<
Molti la chiamano "Inter"... Io preferisco "Internazionale" Un nome. Un obiettivo>>. Un uomo che pensa, dice e scrive qst parole nn può che essere amato. Dal 2004 al 2008 hai vinto tnt in una società cm la nostra, forse troppo, difatti hai attirato su di te e sull'Inter l'antipatia di molti. Certo, nn che tu facessi molto x evitarlo eh, insomma, un pò strafottente lo sei a volte, ma lo sei xkè hai fiducia in te e qst fiducia in se stessi l'hai trasmessa ad ogni giocatore, gurdandolo negli okki, parlandogli. L'hai trasmessa a tutti noi tifosi che finalmente, dopo 15 anni di dolori siamo tornati a gioire x la nostra amata squadra.
Dovevi parlare col Presidente, l'hai fatto, te ne sei andato. Non so cosa v siate detti, non so chi abbia deciso cosa, nn so se sei stato tu a volertene andare, ma spero vivamente sia così. Almeno t potrei capire visto tutte le infamie che t hanno lanciato addosso da qnd alleni l'Inter, mentre se a cacciarti è stato Moratti penso che nn sarei in grado di concepire qst scelta e fossi in te chiederei di essere pagato fino all'ultimo centesimo, almeno rimarrai x un bel pò sul groppone del Presidente. Ma il calcio è fatto così: c si affeziona a calciatori ed allenatori e poi all'improvviso tutto ricomincia da zero, i calciatori se ne vanno, gli allenatori cambiano, ma i ricordi rimangono. E allora t ricorderemo sempre così, con la testa bagnata mentre gridi la tua gioia alla tribuna nero-azzurra a Parma; t ricorderemo cn qll maglia al contrario cn su scritto "15: CAMPIONI" in quel di Siena; ti ricorderemo mentre mandi gentilmente, ma un pò alterato, a quel paese Ordine o Mauro; mentre rispondi stizzito a quelli che si sn permessi di mettere in dubbio la purezza del tuo lavoro e della tua società; ti ricorderemo nel post-Liverpool, qnd lasciasti tutti a bocca aperta e rivelandoci in anticipo ciò che sta avvenendo oggi: il tuo addio. T hanno paragonato a tnt allenatori, addirittura al Mago H.Herrera, ma nessuno ha capito, a parte noi interisti forse, che tu sei semplicemente Roberto Mancini. C'è chi fatica a sopportarti anche tra noi tifosi, ma nessuno può negare che TU SIA UN VINCENTE.
Grazie x averci portato a vincere di nuovo, x averci portato sul tetto d'Italia, x averci difeso sempre e cmq da tutto e tutti, x averci reso così maledettamente stronzi e bastardi xkè eravamo e siamo vincenti finalmenti.
Grazie Mancio, auguri x il tuo futuro e noi, bèh, speriamo di cavarcela!

Andrea
May 25

V per Vendetta

E' stata una stagione dura, in cui si è arrivati alla fine cn poke energie fisiche e mentali nei giocatori che hanno giocato tutto l'anno, difatti a risolvere la stagione c ha pensato Ibra che a lungo è stato assente dall'atmosfera stressante che si respirava alla Pinetina e soprattutto a Milano. Ieri sera si giocava la Finale di Tim Cup tra Roma ed Inter, finale unica, allo stadio Olimpico di Roma. La Roma doveva vendicarsi, lo stadio era il loro (strana coincidenza vero?), il pubblico era il loro, l'Intr arrivava rillassata ma stanca. Vince la Roma 2 a 1 cm da copione appariva già scritto, ma nn cn qst distanza di gioco che hanno sempre detto di avere rispetto a noi nero-azzurri: il primo tempo è stato abbastanza sotto tono da parte di entrambe le formazioni, purtroppo però l'Inter, con una difesa fortemente rimaneggiata, si fa fregare da un calcio d'angolo al 36° in cui Mexes è rapidissimo e bravissimo a girare a rete al volo un pallone difficile. Uno a zero Roma. La ripresa si apre cn una Roma + aggressiva rispetto ad una Inter troppo chiusa dietro e giustamente al 54° arriva il raddoppio giallo-rosso: Perrota triangola molto bene cn Vucinic attraverso un uno-due in velocità molto bello e infila Toldo impotente. Solo ora l'Inter si sveglia e prova a reagire tnt che al 60° riesce ad accorciare le distanze: in seguito ad un cross respinto di Balotelli, Pelè (entrato ad inizio ripresa x Deki) si avventa sul pallone e fa partire un potente destro indirizzato nell'angolino destro. L'Inter c crede e continua a spingere, gudagnando metri e arrivando + volte vicina al gol, ne è un esempio la traversa clamorosa di Burdisso e che ancora una volta dimostra che i fotunati qst'anno nn siamo stati noi, ma i giallo-rossi, seppur insistano a negarlo. Dopo sei lunghi minuti di recupero il match finisce cn la vendetta della Roma che riceve per il secondo anno consecutivo la Coppa Italia.
Qll di ieri sera era un'Inter cn tnt assenze, si giocava la Finale cn sl tre attaccanti a disposizione, e poki difensori. Il centrocampo (il reparto che durante ttt l'anno ha fatto maggiori sacrifici) era nettamente spompato e stanco. Insomma c sn poke colpe, poteva essere una vera debaclè ieri sera xkè la Roma fisicamente, s'era visto nelle ultime giornate di Campionato, sta molto meglio di noi. L'Inter ha retto, ha mostrato anche di sapere fare un buon gioco, nel culo di tutti qll che lo negavano, ma nn è riuscita a pareggiare la partita e protrarla fino ai tempi supplementari. La Roma ha avuto la sua piccola vendetta, ma ricordiamoci che di vittoria nn si è mai abbastanza pieni, quindi l'anno prox i giallo-rossi saranno + affamati che mai. Cn qst gara si è ufficialmente chiusa la Stagione 2007/2008 che c ha riempito di soddisfazioni. Ora bisogna pensare al mercato e soprattutto a chi metter in panchina. Io spero vivamente resti Mancini, xkè ciò che ha fatto qst'uomo x l'Inter l'ho visto fare a poki, se nn a nessuno dell'era Moratti. Tutto dipenderà dal Mancio, dalla sua decisione: avrà ancora voglia di farsi tirare merda addosso da mezza Italia sl xkè ama e difende l'Inter, oppure preferisce andarsene da vincente, lasciando un ricordo indelebile nei cuori di noi tifosi e di tutta la Società e di cambiare totalmente aria, lontano dal marasma e dallo schifo che è la stampa italiana (all'80% almeno) e la antisportività anti-Inter? Lo sapremo presto e saremo qui x commentare

Andrea
May 22

Destini incrociati

Sarà che tifando Inter sn sempre stato abituato (fortunatamente ora molto meno) alla sconfitta, ma qnd ci sn delle competizioni importanti la mia attenzione del post-partita viene attirata magneticamente dai vinti e dalle loro reazioni. Ieri, mercoledì 21 maggio, si giocava LA finale, cioè la finale di Champions League tra Manchester United e Chelsea. Grande calcio e grande divertimento, una delle più belle finali senza ombra di dubbio degli ultimi anni nonostante le due squadre si conoscessero decisamente bene e avrebbero potuto quindi preferire annullare l'avversario piuttosto che attaccare. Invece è stata una lezione di calcio, decisamente un' altra cosa da qll finale che fu Milan-Juve in cui le italiane hanno sl mostrato al mondo cm NON giocare a calcio, ma qst è un'altra storia. Fatto sta che dopo 90 minuti giocati ad incredibile intensità e dopo due tempi supplementari giocati con la grinta e l'orgoglio, si è arrivati alla lotteria dei rigori, sul risultato di 1 a 1 e che ha vinto il Manchester.
Ma la mia attenzione era tutta sul Chelsea. Il destino del Chelsea di qst mercato estivo sembra indissolubilmente legato a qll della nostra amata Inter: Mancini che sembra essere sulla strada x Londra mentre Lampard potrebbe, chissà, fare il viaggio a rotta inversa. Tifavo Chelsea in fondo, lo ammetto, xkè speravo che se avesse vinto, Abramovic nn avrebbe avuto i coglioni di cacciare un uomo come Avram Grant. Un allenatore da elogiare ed ammirare x ciò che ha fatto x i blues: giunge a sostituire lo Special One (l'uomo speciale) Josè Mourinho, il vincente Josè Mourinho che xò stava facendo un annata deprimente in campionato e deludente in Europa. Viene subito nominato The Ordinary One (l'uomo qualunque) in opposizione al suo predecessore ed anche x la sua pacatezza, x la sua mancaza totale di arroganza o strafottenza, x la sua educazione che da molti venne subito scambiata x mancanza di esperienza o debolezza. Mai niente di + sbagliato fu detto: il Chelsea finisce il campionato in testa, a pari punti cn i Red Devils che vincono xò x una migliore differenza reti, e riesce a portare x la prima volta nella storia i Blues in finale di Champions. Ieri sera il suo Chelsea ha giocato un secondo tempo spettacolare, fatto di corsa, spettacolo, sacrificio e intelligenza ma nn è bastato. Ai rigori il Capitano Terry sbaglia il rigore decisivo, qll che poteva dare la vittoria, xkè scivola, all'ultimo passo, sprando la palla a lato. Lacrime di disperazione x John Terry, anima di qst Chelsea ed a consolarlo chi va? Grant, lui che forse teneva + di chiunque altro a qll partita x dimostrare che nn era l'Ordinary One, ma semplicemente Avram Grant. La medaglia nn gli interessa, tnt che la lancia in mezzo ai suoi tifosi, in segno di ringraziamento ed essi logicamente apprezzano. A lui interessava dimostrare di valere qualcosa cm allenatore e lo ha fatto ma penso che + di tutto abbia dimostrato ad Abramovic ed al calcio intero qnt valga essere uomo oggi cm oggi in uno sport così inzozzato da scandali e dal danaro che ogni valore sembra perso. Pensaci Abramovic se vuoi cacciarlo, xkè Mancini nn direi proprio che è un Ordinary One....e tu Mancini pensaci bene a volere andare lassù, nella uggiosa Londra, hai visto che fine fanno gli Special One? Il calcio è fatto anche di destini incrociati, di squadre che pur nn incrociandosi in campo pssono cambiare i piani l'una dell'altra.....chissà cm andrà a finire la storia di Inter e Chelsea, chissà se i loro due destini si incroceranno alla fine

Andrea
May 18

Un noir da Campioni d'Italia

Potevano solo gufare, tirarci dietro la sfiga, lanciare addosso a tutti noi ridicole intercettazioni e buffonesche critiche, ma tutto era nelle nostre mani, sia la vittoria che la sconfitta. Stranamente l'Inter ha preso la via che nessuno voleva se non il tifo nero-azzurro e qualche sporadico sportivo ancora presente in Italia: LA VITTORIA. Una settimana nel silenzio, costretti a farlo da una stampa sdegnosa che s'è spinta oltre i limiti entro cui sarebbe dovuta restare. Il campo pesante di Parma sembrava un segno del destino rispetto al pomeriggio splendente di Catania...ed invece cm un noir che si rispetti fino in fondo, c'è stato il colpo di scena, xkè sapevamo che x noi era + difficile, soprattutto mentalmente.
16 Scudetti, 3 di fila, 100 anni...sn numeri dell'Inter vincente di qst'anno e dell'era Mancini, un uomo che rispetto profondamente nonostante la sua tracotanza xkè ha riportato l'Inter sul tetto d'Italia, dove da troppo mancava; xkè c ha sempre difeso da tutto e da tutti; xkè in fondo qst squadra la ama qualunque sarà la sua scelta x il futuro. Grazie a tutti i ragazzi, dal mitico Genio Ibra che oggi ci ha salvato cn orgoglio svedese e grinta serba, fino al giovane Pelè, a Tyson Rivas, a Burdisso, passando x i mitici Capitano, Esteban, Julio Ricardo, Julio Cesar, SuperMario (nn sto qua a nomirali tutti, c vorrebbe troppo tempo) e tutti gli infortunati (che sn davvero tnt). Sto gioendo xkè anche l'anno prox potremo urlare a squarciagola in ogni città che andremo: "I CAMPIONI DELL'ITALIA SIAMO NOI"; sto godendo xkè dopo le dichiarazioni forse un pò eccessive di tnt giocatori della Roma oggi gli tocca 'rosicà'. Xò è anche giusto dirlo, complimnenti a loro x la stagione giocata ad altissimi livelli e x averci creduto fino alla fine. In conclusione xò abbiamo vinto noi, i migliori se mi è permesso dirlo: 2 anni in testa al Campionato, davanti sempre e cmq anche nei momenti in cui avevamo 10 infortunati (di cui almeno 6 possibili titolari) ed il morale era sotto le suole. E' la vittoria della grinta, della fatica, degli attributi, dei Cambiasso, degli Zanetti, dei Maicon, di tutti noi tifosi, presenti anche a Parma.
Era durissima, sembrava davvero un giallo di un grande scrittore noir. l'Inter, la vittima perfetta: triste, attaccata da tutti senza motivi, sl xkè è ciò che è; la Roma, la xfetta antagonista: bella, forte, affascinante. Tutti erano cn lei, almeno così sembra. Infine il contorno, una settimana uggiosa, davvero poco a che vedere cn la Primavera che dovrebbe essere nel suo pieno. E dopo una lunga rincorsa si arriva allo scontro finale. Parma, la pioggia, la fatica. Catania, il sole, il sielo e dopo poco la Roma già in vantaggio. No, nn poteva finire così e allora c pensano loro: Ibra a Parma, Zenga a Catania. Lo svedese rientra dopo una lunghissima assenza e cm se niente fosse segna due gol ed ipoteca lo Scudetto; Walter Spiderman invece acchiappa un pareggio che vuol dire salvezza e annulla la bella Roma, anche oggi xò poco cinica seppur fortunatissima (2 o 3 traverse x il Catania). La trama è riscritta di nuovo, INTER CAMPIONE, ed in grado così di riscattarsi x tutte le ingiustizie subite da parte dei media negli ultimi 15 giorni.
Si chiude una stagione durissima, ma affascinante, nn c'è che dire. Inter, CAMPIONISSIMA D'ITALIA, Fiorentina che acchiappa cn una magia di Osvaldo la Champion League mandando così i cugini in UEFA. Retrocedono, assieme al Livorno, Empoli e Parma. I verdetti sn scritti, si può chiudere il libro della Stagione 2007/2008, un noir da brivido che xò alla fine ha visto trionfare noi, una realtà fantastica del calcio italiano, un mondo a sè che x una volta nn è voluto cadere nel masochismo....

SIAMO CAMPIONI D'ITALIA, IN CULO A GUFI E "VEDOVE" ALLEGRE
SIAMO CAMPIONI D'ITALIA, X LA SEDICESIMA VOLTA IN 100 ANNI DI STORIA
SIAMO CAMPIONI D'ITALIA X LA TERZA VOLTA CONSECUTIVA
SIAMO CAMPIONI D'ITALIA, SIAMO L'INTER, SIAMO L'ARMATA NERO-AZZURRA
SIAMO SEMPLICEMENTE, FANTASTICAMENTE CAMPIONI D'ITALIA

Andrea

May 11

A volte mi sembra di avere le corna...

Inter-Siena: 2-2...non m va di parlare della partita, penso possiate capire il xkè, il rammarico è tnt, ma preferisco soffermarmi, attraverso un vecchio intervento (purtroppo sempre attuale) che avevo scritto su un mio precedente blog e che ho riadattato x l'amara occasione, sulle emozioni che in qst casi prova ogni tifoso, rimasto deluso dalla propria squadra:

A volte mi sembra di avere le corna....tifando una squadra come l'Inter.  Oramai si sa, l'Inter è una parte di me, la radiografia del mio cuore mette in mostra un cuore nero-azzurro. E come in amore, qnd pensi che la tua ragazza t'ha messo le corna, sfasi, ti incazzi, tiri giù tante bestemmie che nel giro di mezzo minuto ti sei giocato Paradiso, Purgatorio e pure Inferno xkè manco Satana si sogna certe cose (e cmq meglio non andarci all'Inferno, troppi rosso-neri, a partire dal capo). Fumi pacchetti di sigarette, ti dilanii xkè sapevi che era un amore difficile, ma il fascino di qst amore era troppo seducente, troppo ammaliante. Parli al passato xkè sei arrabbiato, un pò ferito forse, ma dentro di te è tutto al presente. Ecco oggi mi sento così. Qst Inter ci stava abituato troppo bene, troppo fedele al mio tifo cm a qll di tnt altri. Eppure giri l'angolo e la vedi là, a limonare cn lei, qll fottutissima cosa che ogni volta ci blocca qnd invece dovremmo dare il meglio di noi: la Paura. Tra l'altro devo ammettere che la Paura oggi non sembrava essere sto granchè: una squadretta (cn tutto il rispetto) di media classifica, già sicura della salvezza, senza motivazioni apparenti, se non qll di un allenatore apertamente milanista e di una vicinanza societaria sia alla Juventus che alla Roma un pò inquietante. Inoltre lo Stadio San Siro era un capolavoro: la Nord cantava, lo Stadio la supportava, sembrava quasi che noi tutti tifosi volessimo caricarci sulle spalle, attraverso le nostre voci, i ragazzi, il Mancio, la squadra. E all'inizio la squadra va, col gol di un buon Vieira, ma improvvisamente ecco la Paura: 1 a 1 di Maccarone. Allora ancora cori, ancora grida, ancora sudore, e l'Inter torna davanti, sperando di avere finalmente fottuto la Paura con il gol di Balotelli. Non è così: nella ripresa, circa alla mezzora, Kharja pareggia: è 2-2. E sn proprio queste cose che t fanno incazzare, ti fanno capire che, porco cane, la Paura cn cui l'Inter ci sta mettendo le corna nn aveva assolutamente nulla + di noi, xkè se vogliamo noi siamo + forti del Siena, siamo + forti del Milan, siamo + forti di ogni squadra d'Italia se solo si comprendesse il profondo amore che spinge ogni domenica, ogni tifoso allo Stadio! Ed è x qst che vuoi farglielo capire all'Inter, urlandoglielo x tutta qst settimana e anche domenica prossima a Parma, che siamo meglio noi della Paura, anche se nn sarà facile, xkè la fortunata Roma (anche oggi porco *** la traversa li ha salvati sull'uno a zero) è li, cn la sua capacità di fare sempre i punti + opportuni, ad un punto e xkè settimana prox sulla panchina opposta c sarà un uomo che x ogni tifoso interista è rimasto quasi un incubo: HECTOR CUPER. Si, lui, l'uomo del maledetto 5 maggio, l'uomo che forse nn aveva eccessive colpe, o almeno nn tnt qnt i giocatori in quel caso, ma che cmq rimane l'emblema della Paura degli interisti e l'emblema della follia suicida nero-azzurra. Inoltre cm se nn bastasse oggi era l'11 maggio, un'altra data infausta della storia centenaria nero-azzurra...tutto sembra essere programmato xkè qst Scudetto salti via dai nostri petti dove, forse incautamente e cn un bel pò di bausceria tipicamente interista, l'avevamo già piazzato cn onore e fiducia verso la Squadra.
A volte mi sembra di avere le corna...è vero, xò, non so voi, ma io nn sn in grado di smettere di amare così all'improvviso qualcuno che ho amato e sto amando da 18 lunghissimi anni...anche xkè la certezza di avere le corna,fortunatamente, nn c'è ancora....
FORZA RAGAZZI, NN MOLLIAMO ORA,
LA NORD è QUI CON VOI!!!!

May 04

Quando ti piange il cuore

Quando ti piange il cuore, diceva una vecchia canzone...quando ti piange il cuore c'è poco altro da fare che asciugare le lacrime, rialzarti e riprovarci. Niente è ancora perduto, niente è ancora deciso. L'Inter perde il derby, lasciando i tifosi cn un grido strozzato in gola, e cn tnt speranze un pò infrante. Quando ti piange il cuore c'è poco da dire, xkè nn si può sempre pretendere che il cuore sorrida. Tifare Inter profondamente, cn tutti se stessi, come qualsiasi altra squadra, diventa molto + che un passatempo o una valvola di sfogo: diventa un rito domenicale, diventa un amore profondo ed insito in te, diventa un culto mistico di una divinità così astratta ma allo stesso tempo così materiale e concreta che fai fatica a mantenere la razionalità che t contraddistingue in qualsiasi altra situazione...e così oggi ad ogni interista, dopo la sconfitta cn il Milan e la vittoria rocambolesca della Roma, piange il cuore.
Un pomeriggio caldissimo sia sul campo che negli animi di ogni tifoso: il Milan si gioca una grandissima occasione x il quarto posto, l'Inter si gioca addirittura uno Scudetto, il terzo di fila checchè se ne dica. Primo tempo che parte lento cn ritmi blandi ma che il Milan prende in mano subito, giocherellando con grande abilità con il pallone e con i centrocampisti dell'Inter, senza però mai cambiare ritmo e senza mai imprimere velocità alla manovra. E così i rossoneri costruiscono meno di qll che avrebbero potuto, arrivando cmq pericolasamente al tiro da fuori con Seedorf prima e Gattuso poi, ed un paio di volte in area con il solito Inzaghi che si mangia un gol e ne sfiora un altro facendo venire i tremori alla Nord. L'Inter nn è in palla, fatica, corre poco, Cambiasso deve coprire i buchi lasciati sulla destra da un Vieira assente e lento, Zanetti non si vede e Maniche in marcatura fissa su Pirlo non aiuta i compagnia di reparto.
Se il primo tempo era stato un pò deludente x un derby ove ci si giocava tnt, la ripresa cambia totalmente faccia al match: il Milan entra in campo carichissimo e aumenta anche il ritmo giungendo finalmente e meritatamente al vantaggio: Kakà sfonda sulla sinistra nero-azzurra, Materazzi nn può competere in velocità, palla in mezzo dove Inzaghi è un combra ad insaccare anticipando tutti, siamo al 6° del sec. tempo. Siamo frastornati, ed il Milan colpisce ancora: Vieira fa una delle stupidate + grosse di tutta la sua carriera, perde palla sulla pressione di Ambrosini, Kakà è un falco, ed è due a zero al 56°. I tifosi nero-azzurri (tra cui il sottoscritto) inizia a sudare freddo, consapevole che poteva essere una Caporetto oltre ad un altra occasione sprecata. I ragazzi xò a qst punto iniziano a giocare, creando gioco sulle fasce e x vie centrali e proprio Crespo al 60° circa avrebbe una grande occasione, scattando sul filo del fuorigioco, che xò manda al vento tirando in bocca a Kalac. Al 76° El Jardinero viene atterrato, si conquista la punizione che con freddezza trasforma sul palo di Kalac: 2-1, è il momento di metterci i coglioni. E l'Inter ci prova, è un Inter bella, aggressiva con due armi in + in campo come Balotelli e Suazo, ma tutto è inutile, si chiude sul due a uno, e con il ritorno del Milan alla vittoria nella stracittadina.
La Roma intanto vince 3 a 0 a Genova dove la Samp ha dominato x tutto il primo tempo, prendendo anche due traverse. Il rammarico è tanto, perchè se anche non si fosse vinto, si poteva e si doveva dare una dimostrazione diversa: non si può stare in balia di un Milan distante 20 punti per un'ora e non si può sempre svegliarsi e mettercela tutta sl qnd si è presa la tranvata dell'uno-due rosso-nero. Vero, loro avevano molto + da giocarsi oggi, noi possiamo ancora chiudere tutto settimana prox; vero, loro stavano meglio fisicamente e qst si sapeva; e vero anche infine che loro hanno meritato + di noi.
Un anno fa contro la Roma, qst'anno contro il Milan: l'Inter alle grandi feste è allergica, xkè ha sempre qll pizzico di innata follia, che t fa odiare qst squadra ma che allo stesso tempo t tiene legata ad essa indissolubilmente. Tifando Inter si deve mettere in preventivo che ogni tnt ti piangerà forte il cuore, ma è proprio in quei momenti che si capisce qnt la si ama.
FORZA RAGAZZI, IL TRICOLORE CI ASPETTA!!!

Andrea

April 27

Step by Step

Ad inizio anno quasi tutti gli interisti erano stra-gasati e sicuri che sarebbero arrivati a tre giornate dalla fine cn lo Scudetto in mano. Ed invece , come dovrebbe essere sempre per la bellezza di qst sport, siamo li, ancora in bilico nella consapevolezza della nostra forza, ma anche nell'ansia di una Inter che spapiamo qnt possa essere inaffidabile. Eppure qll di oggi e delle ultime due giornate è una Inter nuova, un'Inter ligia e operaia, dove sembra esserci la consapevolezza in ogni giocatore, che ogni propria mossa, che ogni tocco, che ogni secondo della partita può essere qll decisivo x portare a casa il sedicesimo Scudetto della centenaria storia nero-azzurra.
Pomeriggio torrido, 50.000 tifosi xò presenti x incitare la beneamata alla vittoria, sperando in un miracolo da Roma. Il miracolo nn arriva, e lo si capisce già al 20° del primo tempo qnd la Roma già era avanti sul Torino (assolutamente inavvicinabile come grinta e gioco a qll di settimana scorsa) per due gol a zero, mentre noi a San Siro costruiamo senza segnare ed a tratti soffriamo anche, come al terzo minuto qnd Matri, vecchio cuore rosso-nero, si lancia verso l'area nero-azzurra, incredibilmente aperta, e sbaglia un gol scandaloso che avrebbe messo sulle ginocchia Mancini & Co. L'Inter però alla fine passa, al 22°, qnd su cross del buon Vieira, Cruz ci mette testa, spalla e corpo e butta la palla in rete: 1 a 0 e tutto sembra + semplice. Il Cagliari prova una reazione ma senza grandi risultati: Burdisso e Chivu controllano seppure andando talvolta in affanno per erroracci stupidi (soprattutto il solito Burdisso); nonostante ciò l'Inter là davanti si fa sentire eccome, soprattutto con il giovane Balotelli, sempre presente nel pressare e provare a ripartire. La ripresa si apre con i milanesi ancora arrembanti ma anche in qst caso l'area rosso-blu sembra stregata e non si passa fino all'81°, qnd Matrix, entrato da appena 7 minuti al posto di un opaco Stankovic, mette dentro con una bella capocciata la precisa punizione sinistra di Chivu: la gara è messa al sicuro, 3 punti e l'ennesimo piccolo passo verso la gloria. Ultimo squillo al 90° scoccato: Biondini fa partire un buon destro da fuori area, che, deviato da Materazzi, gonfia la rete per il definitivo 2 a 1 interista.
Passo dopo passo l'Inter si avvicina alla bramata meta del tricolore, nonostante le goleade della Roma, nonostante le gufate dei finti cugini rosso-neri (che passano in vantaggiop a Livorno cn un gol in netto fuorigioco di Inzaghi, ma nessuno dice nulla, mi sembra chiaro) e nonostante sia strano che qnd una squadra gioca contro di noi ci mette sempre il 200% e qnd gioca con le altre si estingue sparendo dal campo (vedi Torino). Nonostante tutto noi andiamo avanti ed ora andiamo dritti verso il derby, un derby che non varrà solo il dominio di Milano ma dell'Italia intera per una volta nella storia. Step by step, passo dopo passo, noi ci speriamo e lo sogniamo, e chissà che non arrivi proprio contro i tanto "amati" milanisti, così da poter urlare finalmente ad Ambrosini di mettersi nel culo lui qualcosa, anche se sinceramente qst'anno se nn arrivano manco quarti, ci sarà ben poco da mettersi dove nn batte il sole.............

Andrea
April 14

E ritornammo a veder le stelle

Come Dante dopo tante peripezie, ieri sera noi tutti abbiamo tirato un sospiro di sollievo. Non solo per il risultato, ma x il gioco che abbiamo finalmente visto dopo tanto. A San Siro il pubblico s'è divertito finalmente per la prima volta in qst 2008. L'Inferno è passato, il Paradiso speriamo venga, ma diciamo che il Purgatorio è quasi finito.
2 a 0 alla Fiorentina, unica squadra italiana ancora in Europa e soprattutto una delle squadre che esprime il miglior gioco in Italia. La vittoria era un imperativo x i ragazzi del Mancio visto i rocamboleschi 3 punti arrivati in casa giallorossa nel pomeriggio (3 a 1 ad Udine) arrivati tra litigi interni (Doni e Panucci) e espulsioni non date a Totti che insulta l'arbitro senza riguardi (poi siamo sempre noi i favoriti...eh va be...). L'Inter scende in campo consapevole della forza dei Viola e del loro attuale stato di forma eccelso, consapevole anche di dover dare sfogo ai fiorentini all'inizio sperando in un calo successivo nella ripresa. E così accade: la Fiorentina fa buon possesso palla, corre, cerca spazi che xò la difesa nero-azzurra, composta da Matrix in spolvero e Burdisso in crescita, non permette chiudendo sempre con puntualità ed estrema precisione. Dopo la partenza viola, il pallino lo prende l'Inter che trova una importante valvola di gioco sulle fasce dove Vieira va ad inserirsi bene sempre supportato da Maicon e Stankovic; ne nascono così una serie di occasioni su palle alte, dove Cruz prova a impensierire Frey. Meritevole di nota la prestazione del portiere francese che nonostante i problemi al ginocchio, già precedenti alla sfida, ma ripresentati in seguito ad uno scontro di gioco cn Balotelli, riesce a salvare il risultato nel primo tempo. L'Inter trova davanti un muro da lui eretto: 4 o 5 calci d'angolo di fila cn almeno 3 parate degne di nota di Frey su Cruz prima e Vieira poi. Il primo tempo si chiude così. Nella ripresa l'Inter sembra molto + carica, probabilmente aizzata dalle parole del Mancio, la Fiorentina invece sembra stanca, reduce dalla trasferta europea di Eindhoven ed i nero-azzurri lo capiscono: Cambiasso, supportato da Vieira, suona la carica e spinge tutta la squadra a pressare alto. La Fiorentina entra in crisi ed al 55° arriva il vantaggio: Vieira sfonda sulla destra, butta la palla in mezzo, i Viola non spazzano e nella confusione il solito Cambiasso infila l'uno a zero. Ottavo gol stagionale x il Cuchu. La Fiorentina sente il colpo e dopo sette minuti subisce il due a zero: Balotelli, che x tutta la partita aveva supportato il centrocampo e aveva fatto ottimi movimenti, scatta sul filo del fuorigioco, con un movimento alla Inzaghi...3 falcate alla Ibra ed è davanti a Frey...la freddezza di Henry e palla in rete, stadio in delirio e tre punti in saccoccia. La Fiorentina prova a scuotersi cn Vieri, ma Julio Cesar para tutto con grande freddezza ed il match si chiude qua.
Avevamo voglia di tornare a vedere i nostri giocatori giocare alla grande, dal primo all'ultimo minuto, dal primo all'ultimo degli undici in campo, da Julio, a Matrix, a Deki finalmente tornato, a Esteban, a Vieira, a SuperMario. Avevamo tutti voglia di calcio, di Inter, di tre punti, di spettacolo; avevamo voglia di ritornare a vedere le stelle vestite di nero-azzurro e ieri finalmente ci siamo riusciti...non sarà Dante, ma x noi è poesia lo stesso!

Andrea
April 06

Ci vuole un fisico bestiale!

"Vincere un campionato cm abbiamo fatto l'anno scorso, nn è cosa di ogni anno. Un Campionato vinto con tanti punti di vantaggio lo si vede ogni 50 anni forse. 4 punti sn abbastanza per stare tranquilli". Così il Mancio spiega ai microfoni di Sky la situazione dell'Inter di qst'anno. Per l'ennesima volta si erge ad estremo difensore della beneamata innanzi a domande sibilline e accuse fuori luogo di giornalisti di scarso livello (che a Sky cmq sn pochi anche xkè a parte rare volte è una delle reti + imparziali al momento in Italia). L'Inter va a Bergamo e porta a casa una vittoria di importanza incredibile, soprattutto in seguito alla vittoria di ieri della Roma contro un Genoa che esce dall'Olimpico amareggiato dopo una buona prestazione grintosa. E grintosa è anche la prova dell'Inter di oggi che affronta una Atalanta che parte forte, carica dalla recente vittoria contra l'altra milanese, il Milan. Nonostante tutto noi reggiamo ed anzi al 20° passiamo in vantaggio: calcio d'angolo ben battuto, Vieira parte dal limite dell'area, s'incunea sovrastando fisicamente ed atleticamente il difensore bergamasco Pellegrino ed infila in rete per l'uno a zero. Il primo tempo si chiude senza particolari occasioni x noi e cn la squadra di casa che fatica a trovare spazi. Nella ripresa l'Inter sembra + stanca e lascia spazi alla manovra atalantina che cmq nn riesce a impensierire particolarmente Julio Cesar, sempre ben aiutato anche oggi da un ottimo (cm spesso accade ultimamente) Tyson Rivas e da un decente Burdisso. Il centrocampo ritrovato xò è il vero punto di forza Interista: Zanetti sembra essere fatto di una lega metallica ancora sconosciuta ai più...corre, lotta, recupera palloni, attacca, difende; Cambiasso cm già + volte ho detto è, a mio parere, il vero metronomo ...senza lui l'Inter va male, cn lui, anche se fatica, non subisce gol ma soprattutto vince;  Vieira sembra essere tornato a livelli abbbastanza buoni e dopo la sfida interna col Palermo lo torniamo a vedere nn solo a segno ma a giocare da buon giocatore; infine Stankovic...purtroppo su di lui ho ancora molti dubbi dovuti soprattutto al fatto che x qnt possa correre nn si rende mai pericoloso, ma ha il merito di lanciare in gol Balotelli x il due a zero. Difatti in una ripresa in cui l'Inter sembrava iniziare a sbandare pericolasamente, la partita viene chiusa intorno al 74°: Cambiasso tocca palla per Stankovic che senza pensarci su lancia in profondità il giovane SuperMario, sul filo del fuorigioco ma in posizione regolare, il quale dribla cn abilità Coppola e piazza il due a zero finale. Dopo le segnatu