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    January 25

    L'Ennesima Rinascita

    Sono stato lì lì ad addormentarmi, lo ammetto, e solo la paura che la Samp ci segnasse mi ha evitato di cadere in stato catarchico. Non è stata una bella partita, ci sono state più botte che occasioni o azioni. Doveva essere la partita di Ibra e Cassano, è stata la partita di Adriano. Il ragazzone brasiliano è stato anche stasera il più brillante tra i nerazzurri, anzi, brillante è dire troppo, diciamo il più reattivo. Oltre al gol ha cercato di fare reparto da solo, perchè Mancini, si è visto, era totalmente fuori luogo in quella posizione per lui atipica, seppur a mio parere in quel ruolo, affianco ad una vera prima punta di prestanza fisica possa fare bene. Il gol vittoria è stato il suo, contro la Roma ha giocato bene, contro l'Atalanta è stato il migliore in campo: la domanda sorge spontanea, siamo di fronte all'ennesima rinascita di Adriano? Forse, ma scordiamoci di rivedere il fuoriclasse dei primi anni italiani, quello là era un altro giocatore. Questo è una vera prima punta, un attaccante di peso, di sostanza, perfetto da mettere in mezzo all'area a raccattare palle sporche e cross dalle fasce. Caro Adriano, siamo interisti, oramai ci hai conosciuti, prima di tornare a comprare le magliette con il tuo nome ed andare in giro orgogliosi di mostrare la nostra fede da te rappresentata ce ne vorrà ancora di tempo, perchè ne abbiamo subite tante e darti piena fiducia dopo tutto quello che hai fatto, beh, non ce la sentiamo ancora. La domanda pertanto rimarrà, ne sono sicuro, ancora per un pò di tempo (forse fino alla sfida contro il Manchester) lì, sospesa, senza risposta.
    Se vogliamo ora analizzare la partita, c'è poco da dire. Abbiamo giocato male, la difesa mi è parsa per l'ennesima volta nelle ultime partite un pò troppo ballerine e impaurita, Santon dimostra tenacia, grinta, ottime doti offensive, ma in difesa deve ancora migliorare, soprattutto nelle diagonali e nel comprendere prima i movimenti degli avversari. La Samp è rimasta chiusa in difesa per larghi tratti e sappiamo quanta difficoltà abbia la nostra squadra a trovare varchi contro questo tipo di formazioni, ma nonostante ciò i tre punti che Mourinho voleva con forza sono arrivati. La Juve l'abbiamo respinta indietro a 3 punti di distanza ancora. Degna di nota invece l'espulsione di Musigno...dire all'arbitro "hai paura" per ben due volte facendo anche il segno del "ti stai cagando addosso eh..." mi ha fatto ridere come un pirla. Molti altri, dopo l'ennesima ammonizione dubbia verso i nostri, avrebbero forse mandato a fare in culo l'arbitro oppure avrebbero accusato sua madre di lavorare sulla tangenziale est. Non sto dicendo sia stato un bel gesto, ma è stato divertente dai! Musigno è fatto così, se secondo lui l'arbitro è sottoposto ad eccessive pressioni causa cazzate dei colleghi, non lo manda a quel paese, ma gli fa una seduta psicologica momentanea e lo mette innanzi alla realtà. Che poi la realtà sia quella giusta, beh, chissene frega, quantomeno i giornali hanno anche questa settimana qualcosa da scrivere.
    Ed ora via, verso Catania, con l'obbiettivo di vincere ancora, lasciandoci alle spalle il momentaccio di inizio 2009. Stasera potrebbe essere stata la rinascita dell'Inter schiacciasassi di un pò di tempo fa, ma la prima rinascita, non l'ennesima come quella di Adriano.

    Andrea
    January 18

    Mosca Cieca

    La sconfitta di oggi con l'Atalanta è l'ultimo capitolo di una storia iniziata prima di Natale e speriamo conclusasi oggi. La storia narra di una squadra con un forte potenziale (non immenso come si vuole fare credere...perchè penso che sia Juve che Milan abbiano in attacco giocatori più forti di Obinna come riserve e a centrocampo gente più integra di Vieira) che in Campionato, grazie alla forza dei singoli ed alla grinta di squadra, vince, ma non convince. Eppure i risultati arrivano meritatamente, seppur senza il calcio champagne con cui ad esempio la Roma s'è ubriacata ma non ha mai vinto un emerito cazzo, fino a questo nefasto inizio di 2009:
    Inter-Chievo: 4-2, la squadra domina solo nel finale e a tratti, il resto soffre e dal 2 a 0 di vantaggio si fa recuperare con paurosa facilità, che inizi a cambiare qualcosa nelle teste dei giocatori?
    Siena-Inter: 1-2, vinciamo, ma non meritiamo. Solo Maicon con le sue giocate ci trasporta ad una vittoria ingiusta, il pari sarebbe stato meritato per il Siena. Qualcosa non funziona, ma sarà il Natale alle porte.
    Inter-Cagliari: 1-1, stavolta ci è andata proprio di culo, perchè i sardi sono venuti a Milano e ci hanno cotti come un porcheddu sulle fiamme della loro reattività. E' il match della ripresa, ma siamo l'Inter, si deve dare di più.
    Atalanta-Inter: 3-1, il tracollo. A Bergamo non perdavamo dalla metà degli anni '90, oggi li abbiamo dato una grande rivincita.
    Con questo piccolo schema volevo solo fare capire che purtroppo oggi non si può solo dire "Eh, ghe n'è minga, l'è stato un dì stort, l'è andata inscì", non si può, perchè prima dei bergamaschi abbiamo giocato altre tre sfide e potevamo perderle tutte e tre anch'esse. E' un periodo che le cose non vanno e neppure la pausa invernale ci ha aiutato. Sembriamo una squadra che scende in campo a giocare a mosca cieca, senza una vera meta, corriamo a caso, la porta è un optional. Oggi l'Atalanta ci ha, per merito suo e demerito nostro, legnato per bene. Bagno di umiltà e via, tutti a casa.
    Potrei dire che sono incazzato perchè così abbiamo riaperto tutto, se la Juve vince stasera torna a meno 1. Ma non è così, non sono incazzato, può capitare di perdere, il calcio è un gioco. Però sono preoccupato, perchè è quattro partite che soffriamo e con i nostri risultati diamo forza ai bianco-neri che ci seguono, e si sa che gli avversari prendono sempre forza dalle disgrazie altrui. In più il 24 febbraio c'è il Manchester. E' vero, manca tanto, ma spero solo che la smettano i ragazzi di giocare a mosca cieca, perchè i Red Devils ci vedono. Ci vedono eccome.

    Andrea

    January 11

    Un Pareggio Tutte le Cagate Porta Via (o almeno spero)

    C'è stato spettacolo nonostante i tre punti non presi. Peccato che non si giocava contro Manchester o Barcellona, ma a San Siro contro il Cagliari. Tutto il rispetto per la squadra di Allegri eh, soprattutto dopo ieri sera, ma tutti ci aspettavamo l'armata nero-azzurra. Invece l'Inter è sembrata contratta, intirizzita, infreddolita direi. E ci può anche stare. Si torna al lavoro dopo circa 2 settimane e mezzo di stop, nella gelida Milano, di sera. Ròb de màt. Primo tempo noiosetto, dal ritmo blando e da serata davanti il camino a fare un cazzo (si, insomma, due palle di partita), poi la ripresa si cambia registro: a Mourinho iniziano a girare e inserisce subito Quaresma al posto di Cordoba ed ir agazzi capiscono il messaggio ed iniziano a premere sull'acceleratore, ma proprio nel momento in cui sembravamo più vicini al vantaggio, su un lancio lungo Samuel scivola e lascia Aquafresca solo a tu per tu con Julio Cesar che non può nulla. Uno a zero Cagliari nel gelo di una Milano polare e di un pubblico zittito. Musigno ricorre così alla sua tattica oramai classica, la "li metto dentro tutti, anche alla cazzo, così in una fottuta palla vagante in area magari finalmente sto coso rotondo entra in rete porco dinci". Fuori Figo, vecchio marpione oramai affaticato, e Samuel, dentro Crespo e Mancini. Prova e riprova, finalmente il pari arriva su una bellissima azione di Crepso che mette in mezzo un rasoterra che Ibra deve solo spingere a rete, c'è però da dire che il gioco latita, se non per azione dei singoli, e che il Cagliari quando arriva vicino alla porta di Julio fa cacare in mano (vedi Biondini che spara alto a porta aperta innanzi a lui). Il resto del match è emozioni da entrambi le parti, con Acquafresca che si mangia un gol incredibile e Muntari che accarezza il palo esterno della porta di Marchetti dopo un bel uno-due con Cambiasso. Ultimo ululato di San Siro arriva sul gol annullato, giustamente, per fuorigioco di Mancini, che si dimostra più contento di giocare con la neve che a pallone (vedi foto sito Inter FC).
    Un pari era il risultato giusto per quanto visto in campo e saranno felici tutti perchè così c'è la possibilità che il Campionato si ravvivi un pò. Sono comunque contento sia tornato il week-end calcistico, più che altro per non sentire più notizie su le affermazioni da campagna elettorale dei bianco-neri ("Vinceremo il Campionato"; "Io ci credo"; ecc....) ma soprattutto le notizie su Beckham: attenzioni signori, Beckham ha starnutito e la moglie gli ha pulito il naso! Ma ce la fate?? Ragazzi il calcio è quello di ieri sera, insomma, quello giocato sul campo, non una sala stampa o davanti i microfoni. Spero, di cuore, che per il paregio di ieri riporti le notizie sulla loro strada, spazzando via le cagate. Parlate pure di crisi Inter, basta che non mi piazzate ancora in prima pagina Backham al guinzaglio di quel cagnaccio della moglie.

    Andrea
    December 21

    Tutto in un Abbraccio

    Non è il titolo di un film e neppure di una canzone (almeno in questo caso). E' la risoluzione di una partita rognosa e che appariva senza via d'uscita. E' la risoluzione di Siena-Inter, al secondo gol di Maicon: Musigno scatta e va ad abbracciare il suo terzino destro autore di una doppietta, se ne fotte del sudore che va a sporcargli la sciarpa ed il giubbotto bello, se ne frega di apparire come nuovo possibile protagonista per Brokeback Mountain 2. Lui va perchè sapeva che le possibilità di vincere erano davvero poche.
    In uno stadio dove nessuno aveva mai vinto e dove tutti avevano fortemente sofferto, l'Inter non si dimostra più forte delle altre squadre di Serie A, almeno in quel di Siena. Partita scialba, senza accelerazioni particolari, priva di colori. Poi però un guizzo del campione la riaccende: angolo di Balotelli e taglio da destra verso il centro di Maciste che firma l'uno a zero. Le cose sembrano mettersi bene ma in agguato c'è sempre il solito Kharja che sembra provare un piacere particolare a piazzarcelo in...rete in pallone. E così avviene, allo scadere del primo tempo siamo dunque 1 a 1. La ripresa se è possibile è ancora più noiosa del primo tempo, con noi che giochicchiamo, oro che ci rubano palla e ripartono e noi che li abbattiamo prendendoci il giallo. Anche un'intera puntata di Porta a Porta dedicata solo ai farfugliamenti di Crepet sarebbe stata meno noiosa. Ma poi ancora il lampo del campione Maciste, su un'azione concitata riceve palla da Maxwell e scaraventa in rete con un dolce pallonetto il due a uno. Peccato che ci sia un netto fuorigioco di Maicon, o meglio, come si dice in questi casi, c'è luce tra il nostro terzino destro e l'ultimo difensore senese, pertanto il gol sarebbe dovuto essere irregolare. Ma il guardalinee non se ne accorge e regala all'Inter e a tutti noi interisti il titolo di Campioni d'Inverno (di cui sinceramente ci importa 'na cippa) ma soprattutto il momentaneo +9 Juve e +12 Milan, facendoci così passare una rilassante domenica di un freddo dicembre. Sarei corso anche io ad abbracciare il brasiliano, perchè quella partita non l'avremmo vinta in nessun modo, neppure se fossimo stati li per tre giorni ed anzi, l'avremmo anche persa, perchè il Siena, mai domo, anche nel finale cerca il pareggio e solo una estenuante chiusura difensiva ci regala i 3 punti. Ci sono stati dei netti passi indietro rispetto alle partite precedenti soprattutto nel piano del gioco, però bisogna sottolineare come fosse difficile venire a giocare sul campo di Siena e pensare di vincere facile.
    Un piccolo excursus: il 2008 si era aperto (+ o -, giorno + o giorno -) con la vittoria a San Siro dell'Inter manciniana, ancora con discussioni sull'arbitro, e ci si ricorda chiaramente l'abbraccio tra Ibra e il Mancio con relativa caduta di quest'ultimo. Il 2008 si chiude con una vittoria dell'Inter mourinhiana in quel di Siena, discussa per errori arbitrali, ma di cui ci si ricorda chiaramente l'abbraccio tra Maicon e Musigno...sarà mica che questa Inter la si può trovare tutta in un abbraccio?

    Andrea

    P.S. Volevo fare un ringraziamento a Sergio per avermi permesso di iniziare a collaborare con il blog C'è Solo l'Inter e con voi lettori che ogni settimana mi date la possibilità di scrivere. Auguroni a tutti per questo Natale e soprattutto auguri di un buon 2009, che abbiate tanta gioia.

    December 14

    La Prima alla Scala (del calcio)

    Qualche settimana fa avevo scritto che non invidiavo chi aveva fatto l'abbonamento quest'anno, perchè di spettacolo, a San Siro, la nostra Inter ne aveva dato ben poco. Poi oggi (sarà l'aria del Natale, o cazzo ne so) i ragazzi hanno messo in scena nella Scala del calcio uno dei più belli spettacoli finora visti in Serie A. Uno show in 4 atti, uno più emozionante dell'altro. Non mancava nulla: gioia, paura, la tragedia sfiorata, la rinascita, la rabbia, ancora la gioia. Ecco un breve riassunto dell'opera:
    Atto Primo: Ibra affiancato da Obinna sembra l'ennesima presa per il culo al popolo calcistico italiano di Mourinho. Eppure l'Inter se ne frega ed entra in campo con voglia. Questo è l'atto della freschezza, della gioia, della magia. Perchè magica è l'azione con cui Maxwell va a segno: scambi rapidi tra il terzino, Obinna e Deki che lancia nello spazio di nuovo Maxwell, il quale dribla un difensore e batte Sorrentino. Uno a zero, pubblico in delirio per il calcio spettacolo, 11° giocatore dell'Inter a segno in questa stagione. Le cose vanno bene, andiamo vicini al due a zero, controlliamo, il Chievo non ci fa paura, siamo forti e si vede.
    Atto Secondo: L'atto della tragedia sfiorata. L'inizio della ripresa nero-azzurra è sulla falsa riga del primo tempo: controlliamo, giochiamo alla grande e manco a farlo apposta andiamo subito a segno, ancora con una azione spettacolare. Palla al centro, Ibra di tacco la smorza e mette li una palla che Deki calcia con una potenza inaudita in rete. Due a zero, tutto il pubblico è con noi. Ma come tutte le storie con protagonista l'Inter, niente è così facile. Dieci minuti di black-out mentale ci fanno mollare la presa sulla preda che sembrava oramai sfinita, invece con un guizzo di Pellissier (qualche colpa Julio Cesar nostro ce l'ha però) il Chievo si mostra ancora vivo, e come se non bastasse riesce anche a trovare il pari con una fortunata serie di rimpalli nella nostra area. La tragedia sta per verificarsi sotto gli occhi dello Stadio, annichilito.
    Atto Terzo: Il terzo atto è quello introspettivo. Narra le vicende esterne al campo, ovvero i pensieri del Comandante Musigno. Io una partita dell'Inter la seguirei con una telecamera fissa sul volto del Mister, e non capirei un emerito cazzo di ciò che avviene in campo. L'Inter gioca alla grande e lui è li impassibile, ogni tanto chiama il Capitano o Cambiasso e gli da qualche indicazione, facendo delle facce che manco Arturo Brachetti riuscirebbe a imitare. Poi il Chievo accorcia e mentre Baresi sorride come per dire "Ma si, un golletto lasciamoglielo pure fare" Musigno inizia ad inalberarsi, sguercia come un pescivendolo e si incazza perchè nessuno lo capisce. Infine arriva il due a due e li te ne accorgi: Baresi sembra l'urlo di Munch versione moderna, Oriali perde 3/4 del suo fascino e Musigno inizia ad insultare tutti in portoghese. La partita lo sta provando fisicamente, si dimena, poi lentamente di tranquillizza (3 a 2 per noi) infine ritorna a stare zitto, impassibile senza emettere emozioni (4 a 2). Complimenti per il self-control Mister, ma un Comandante dev'essere così.
    Atto Quarto: L'eroe risolve tutto, il suo nome è Zlatan Ibrahimovic. La scena si stacca da Musigno e torna sul campo, dove i nostri eroi stanno riprendendo le loro facoltà mentali ed hanno ripreso ad attaccare affannosamente il Chievo, grazie anche all'ingresso di Figo, Crespo e Balotelli (praticamente difendevano solo Julio, Cordoba, Samuel e ogni tanto un raccattapalle a turno). Al minuto 79, il nostro eroe si libra in cielo, su cross di Maicon dopo una splendida combinazione con Luigi Figo, ed è 3 a 2 per noi. Esultano tutti, la gente ritorna a gioire. Il Chievo stavolta dimostra i suoi limiti, le sue difficoltà e alla fine crolla: Stankovic mette una palla invitante in mezzo all'area, Ibra giunge e lascia partire un missile pauroso che si insacca sotto la traversa. 4 a 2, le danze si chiudono, la tragedia è stata sventata ed ha lasciato spazio alla favola a lieto fine.
    Insomma quante emozioni ci ha regalato l'Inter. A livello puramente tecnico vorrei sottolineare comunque la cosa più positiva: nonostante abbiamo vinto grazie a due gol di Ibra, oggi non siamo stti dipendenti da lui, anzi è stato lui a dipendere dalla squadra. Senza Deki, Cambiasso, Zanna, Maxwell, Maicon, Figo, oggi Ibra non avrebbe segnato. +9 su Milan e Juve, sperando stasera di poter essere a +8. Intanto però possiamo sederci in poltrona stasera e sperare di vedere uno spettacolo almeno pari a quello messo in atto dai nostri ragazzi oggi pomeriggio alla Scala del Calcio

    Andrea
    December 07

    Ed il Cielo è Sempe più Nero-Blu

    Mea culpa, mea maxima culpa. Ammetto di non essere riuscito a vedere l’Inter ieri sera e ciò un po’ mi ha seccato. Soprattutto perché abbiamo asfaltato l’ennesima avversaria, e non una qualunque: la Lazio di Zarate, di Pandev, di Ledesma, di Rocchi. La stessa Lazio che in settimana, imbottita di riserve, ha dato una lezione al Milan; la stessa Lazio con l’attacco stellare e che prima del derby faceva sfraceli. Milan e Juve si erano aggrappati con le loro speranze a questa partita, pregando che la Lazio riuscisse in qualche modo a fermare questa Inter che in Campionato di partita in partita si sta dimostrando sempre più convincente.

    Non avendo visto il match farei la figura del baluba descrivendolo e parlandone, penso che quindi sia meglio fare una breve analisi dei risultati ottenuti finora dai nostri beniamini.

     

    Mourinho: ha preso in mano l’Inter Manciniana, un’Inter vincente, convincente e schiacciasassi. Lui era la scommessa di Moratti, ma soprattutto era la scommessa fatta sui sentimenti di noi tifosi: cambiare per l’ennesima volta, quando finalmente le cose sembravano girare dal verso giusto. Subito Musigno (anche ieri negli spezzoni che ho visto di match grande exploit di faccette da parte di Josè, mitico! Lo amo solo per quelle faccette) divide il pubblico nero-azzurro: spavaldo, arrogante, pieno di sé, ma anche sincero, schietto, chiaro, vincente. Di fatto la sua fissa per il 4-3-3 ci ha fatto penare per tutta la prima parte della stagione, ma sia chiaro, non è scomparsa come molti giornali vogliono fare credere per poi cadere dall’albero quando sarà riproposto, semplicemente Josè ha capito che con i giocatori che ha a disposizione e con Mancini e Quaresma ancora fuori dalla mentalità tattica la cosa migliore era il 4-3-1-2. Il fatto di capirlo prima che fosse tropo tardi ci sta permettendo di essere sopra tutti con il migliore attacco, una difesa incredibile, e +9 (almeno per oggi) su Milan e Juve.

     

    Samuel: sembra banale ma quando lui c’è le cose vanno sempre meglio. L’anno scorso fin quando c’era lui l’Inter del Mancio girava che era una meraviglia, vincevamo alla grande sia in Campionato che in Champions e avevamo vantaggi paurosi sulle avversarie. Poi si ruppe e rischiammo un nuovo 5 maggio, per non parlare delle figuracce europee. Quest’anno torna in un momento delicato, in cui fatichiamo a convincere e ci dimostriamo troppo ballerini in difesa: no problem, con lui nelle ultime 5 giornate di Campionato un solo gol subito. Non sono io a dirlo, ma i numeri e quando parlano quelli, bè, c’è ben poco da ribattere.

     

    Cambiasso: uno dei pochi a rimanere punto fisso sia col Mancio che con Musigno. Il suo talento non si può discutere: incontrista di quantità, piede fino da rifinitore, polmoni alla Zanna e due coglioni alla Rambo. Il centrocampo senza lui è nulla e questa stagione quando è mancato la squadra sembrava senza cervello. El Cuchu è il cuore pulsante dell’Inter di Musigno, come lo era dell’Inter del Mancio: El Cuchu è il cuore pulsante dell’Inter, punto e basta.

     

    Ibra: sempre presente, neppure un cagotto, una febbriacciattola, la scusa del figlio vhe non riesce a far ei compiti. Nulla. Lui c’è sempre con Musigno, nel culo di chi diceva che ‘sto ragazzone svedese non aveva continuità. Ok, forse a livello di prestazioni non ha ancora una continuità paurosa, ma quando uno non fa una nerchia tutta la partita e poi mi fa un colpo di tacco come quello con cui ieri sera ha servito in corsa Dejan Stankovic e per spiegarlo mi dice “Beh, ragazzi, è l’unica cosa che si poteva fare, se no era palla persa. A chi non sarebbe venuto in mente un colpo di taekwondo in quel momento?” (tipo a me Ibra) va solo osannato. Musigno sognava di allenarlo ed adesso che può farlo si sta sbizzarrendo, sta provando a trasformarlo in un bomber di classe pura e col piedino (sto cazzo, un 47) da mago, sta provando a renderlo l’anima dei nero-azzurri, anche a rischio di trasformare l’Inter in Ibra-dipendente. Ma ciò non accadrà mai. Noi siamo l’Inter, potremo avere mille amori, ma nessuno ci prenderà mai totalmente se non quello per la maglia nero-azzurra.

     

    Quaresma – Adriano – Balotelli: i primi due sono le scomesse del Musigno, l’altra la scommessa del Mancio che s’è ritrovato in mano il portoghese. E’ inutile sottolineare come per ora sono tutti e tre scommesse perse. Ma il calcio è una ruota, e forse a parte il Briatore brasiliano Adriano che ne ha avute fin troppe di chance, gli altri due hanno tutto il tempo e le qualità per uscire da questa situazione. Balotelli sembra già poter tornare titolare martedì, Quaresma invece starà ancora un po’ fuori ma arriverà il suo turno.

     

    A mio parere son questi gli elementi principali della storia di Musigno all’Inter. Certezze ancora non ne abbiamo del suo lavoro qua all’Inter, tranne forse una: il cielo della Serie A è sempre più nero-blu dopo ieri sera e così Milan e Juve se vogliono sperare ancora dovranno per fora vincere.

     

    Andrea


    P.S. ho 19 anni, 7 o 8 in meno di Adriano, tutto ieri nn avevo fatto sforzi tipo allenamento, eppure non ho retto fino alle 3 in una serata in disco. Lui si allena tutti i santi giorni (almeno dovrebbe) e non sente la stanchezza? Cioè, ragazzi, bisogna fargli i complimenti.

    December 01

    L'importanza di Chiamarsi Sulley

    E si vola. +6 su Juve e Milan e si vola sempre di più in testa alla classifica, sempre più soli. Con la vittoria di ieri contro un Napoli mai domo, dimentichiamo (almeno momentaneamente) la figuraccia di Champions e mettiamo un punto esclamativo su un mese di novembre che in Campionato ci ha permesso di tornare sopra tutti ed allungare il vantaggio. E' difficile dire quali siano stati gli elementi che abbiano permesso questa accellerazione, ma io penso di averne trovati due:
    1) Finalmente Musigno l'ha capito, l'Inter non è ancora psicologicamente preparata per il 4-3-3, se un tifoso lo vede, rischia di finire al cotolengo coi matti. Il centrocampo a rombo permette copertura difensiva, maggiore spinta dei terzini (Maicon ne usufruisce al massimo) e soprattutto inserimenti dei centrocampisti;
    2) Muntari e Stankovic giocano nei ruoli a loro congeniali, ed il centrocampo a rombo gli permette di inserirsi in area con tempi giusti, anche se poi la mira può essere giusta (Sulley) o sbagliata (Deki).
    Ed eccoci arrivati or dunque giunti a lui, Sulley Muntari, il centrocampista ghanese arrivato in estate tra la poca euforia di noi interisti che ci aspettavamo come minimo Lampard (il massimo non si è ancora capito da chi fosse rappresentato) e per il quale i più pragmatici hanno storto il naso, affermando con un pò di disgusto "Cazzo, non ci bastavano Matrix e quel pirla di Burdisso, adesso anche sto qua! Se giocano tutti e tre assieme, mettiamo in conto di finire la partita in 8!". Orbene, ammettiamolo, abbiamo sbagliato. Finora è lui l'acquisto più azzeccato. E non solo perchè gli altri due, Mancini (che sta ancora cercando di capire quale minkia è il suo ruolo) e Quaresma (che invece è da quando è arrivato che, a parte quando scende in campo, si ordina la sua pettinatura da iper-tamarro) stanno penosamente non rispettando le attese, ma perchè sta dimostrando che l'anno in Inghilterra lo ha maturato. Nel 4-4-2 è a proprio agio, ancora di + che nel 4-3-3 dove comunque stava facendo bene. Se Musigno non lo schiera trequartista, Sulley dimostra di saper randellare al punto giusto, di sapere recuperare palloni, di sapere far ripartire l'azione, ma soprattutto di azzeccare tutti gli inserimenti: i due gol contro Juve e Napoli sono la dimostrazione che il ragazzo ha tempi perfetti d'inserimento e anche un pò di giusto fiuto del gol, cosa che non guasta mai.
    Per il resto però bisogna dire chapeau anche a Ivan Ramiro, per il suo gol da attaccante d'area puro (imparassero Adri ed anche Ibra, che mette i gol da Genio, ma quelli da ciula li canna tutti) ed a tutti i ragazzi per come hanno saputo subire senza mai soffrire veramente; complimentissimi a Lavezzi/Zalayeta per il loro gol, degno di quello Cruz/Maicon/Muntari; uno schiaffetto invece a Mario e Ricardo...Musigno ha ragione, siete giovani, belli (così dicono) e forti, dovete allenarvi, perchè non è possibile avere più presenze in discoteca che in campo!! Imparate da Sulley, che non avrà di certo un gran bel nome, ma sta dimostrando la sua importanza

    Andrea

    November 23

    Tra Realtà e Sogno

    Chi tifa Inter sa di essere sempre in un precario equilibrio che svaria tra la realtà ed il sogno, tra la sicurezza e la più imprevista insicurezza, tra l'impresa degli eroi ed il fallimento dei perdenti. La Juve è sempre stata l' "AntiCristo" nero-azzurro. Ieri si sfidavano l'orgoglio di chi aveva ragione e l'onore di chi è rinato; la forza di coesione dei campioni e la compattezza del gruppo; la fidanzata imprevedibile ed affascinante (tremendamente affascinante) e la mogliettina precisa, rigorosa, fedele.
    Ieri l'Inter poteva scacciare l'ultimo granello di polvere dalla sua giacca nuova: battere finalmente la Juventus in Campionato dopo quella dannata (o paradisiaca) estate del 2006, era un dovere morale verso tutti i tifosi e soprattutto verso la nuova forza acquisita.
    Il freddo sembrava non sentirsi in quel bacino d'emozioni ribollenti che era ieri sera San Siro, il calore dei tifosi era tanto e lo si percepiva dalle immagini e dalle sonorità sempre piacevoli che giungevano alle orecchie dei telespettatori connessi da tutto il Mondo. Mou spiazza ancora everybody mandando in campo al fianco di Ibra il recidivo Adri e spedendo in tribuna Balotelli ed in panca Cruz (ho la certezza che almeno un centinaio di maledizioni se l'è prese prima del match Josè da partre di noi nero-azzurri). Ma alla fine ha avuto ragione lui: non c'è stata partita, abbiamo dominato in lungo ed in largo, non abbiamo mai sofferto ed anzi abbiamo costretto gli avversari a soffrire. Il gol di Muntari nella ripresa chiude il cerchio delle nostre occasioni fino a quel momento sfruttate malissimo da Ibra. Perfetti sia Samuel che Matrix; grintosi, cattivi e sempre al posto giusto invece i centrocampisti. Abbiamo battutto la Juve, a San Siro, davanti al nostro pubblico, proprio nell'anno in cui loro erano più sicuri che avrebbero usato il nostro culo come un tamburo, proprio nell'anno in cui era più importante ma anche difficile batterli, perchè loro stavano giocando meglio; perchè arrivavano da una serie di vittorie convincenti; perchè noi stavamo giocando maluccio; perchè noi non avevamo più il Mancio in panca, ma Musigno e dovevamo dimostrare che anche con lui siamo una corrazzata; perchè non potevamo lasciare la possibilità ai cuginastri di superarci di nuovo.
    Nella conferenza stampa pre-partita, il portoghese aveva sottolineato come questa partita per lui fosse solo UNA partita e non come per tutti noi tifosi invece LA partita. Nel vederlo esultare a fine partita però, con quello sguardo orgoglioso, con quella sciarpetta un pò così, con quel pugnetto al cielo alla Nadal ho avuto una certezza: lui, alle parole che ha detto in conferenza stampa, non ci credeva per un cazzo, perchè in tutto il Mondo sanno che Inter-Juve è LA partita di serie A, è l'emblema nel mondo del calcio italiano, è la consapevolezza che chi vince questa sfida si trova immerso in un limbo tra LA realtà di avere battuto una diretta concorrente per il titolo ed IL sogno di avere battuto la rivale di sempre. Oggi fino al match di ritorno quel limbo è nostro, su quel pezzo astratto di terra risplende sotto il timido sole dell'inverno una bandiera nerazzurra, piantata con grinta da 11 giocatori, 1 allenatore e migliaia e migliaia di tifosi
     
    Andrea
    November 16

    Biglietto da Visita

    <<Piacere, il mio nome è Zlatan Ibrahimovic, tiro sleppe paurose e se ne ho voglia risolvo una partita da solo. Voi mi avete già conosciuto, ma in questi due anni sono migliorato, faccio molti più assist e molti più gol. Ah, dimenticavo, l'avevo detto che mi candidavo al Pallone d'Oro....>>
    All'incirca sono queste le parole che Ibra ha redatto e firmato ieri sera in quel di Palermo ed ha spedito via tubo catodico alla Juventus. Un biglietto da visita di due gol, il primo di una bellezza e di una potenza devestante (84 km/h da fermo praticamente), l'altro su punizione, dal limite dell'area alla velocità di 124 km/h. Bazzeccole? Era stanco, era poco prolifico, era fuori ruolo...insomma ogni scusa era buona per noi tifosi per sperare che Musigno (cioè il Mou, ma le smorfie che fa in panca sono fantastiche, per questo trovo Musigno un soprannome azzeccato) gli desse almeno un turno di riposo. Ebbene erravamo tutti e lui aveva ragione: una doppietta con cui ci toglie di mezzo questa inutile trasferta. Inutile, si, perchè per noi interisti quello di ieri sera era un importante allenamento mentale in vista delLA sfida con i da sempre rivali gobbi. Certo, Musigno non poteva in conferenza stampa dire "Ehi, salve, andiamo a Palermo a vincere ma soprattuto a prepararci per la Juve. Il resto sono tutte storie", sicuramente non lo pensa nemmeno, ma solo xkè non è interista nell'anima. Non è una colpa eh, pochi allenatori dei nostri ragazzi dell'era Moratti erano veramente nero-azzurri (forse solo Zaccheroni ed il Mancio lo è diventato), e forse è anche meglio così, perchè se no non avrebbe mandato in campo ieri sera Cordoba, che difatti salterà la Juve per squalifica, ma che è stato importantissimo per annullare Miccoli, ed anche Maicon, anch'esso diffidato, ma che sulla fascia destra è una cosa sovrumana e che contro una squadra contro il Palermo che usa poco le fasce diventa necessario e sufficente per creare caos nelle teste difensive avversarie.
    In ogni caso abbiamo vinto, siamo tornati in testa, da soli, con tre punti sui gobbi, che per due giorni hanno sognato, hanno riassaporato la testa della classifica (e che tutti i giornali hanno acclamato come se già fossimo a giugno). Arriviamo alLA sfida di sabato prossimo rillassati noi tifosi, con qualche preoccupazione in meno, sperando in Ibra, in Samuel (grande prestazione anche ieri), in Maicon, in Cambiasso. Convinti che non possiamo regalare nulla ai bianco-neri, convinti di dovere mettere il cuore in campo, perchè l'ex Derby d'Italia è sempre una partita a sè. Spediamogli questo bigliettino da visita Ibra, ma ciò che conterà poi sarà la testa, il cuore ed i coglioni che noi tutti tifosi vedremo in campo a San Siro il 22 novembre alle ore 20.30

    Andrea
    November 09

    L'Angelo Argentino

    Non sarebbe morto nessuno logicamente, però ci sarebbero girate le palle non poco. Non invidio per niente gli abbonati di quest'anno: spettacolo zero, gol meno che meno, sofferenza tanta. Finora la ricetta vincente che Mourinho ha promesso, a San Siro non s'è ancora vista, anzi, i nostri ragazzi fanno una fatica boia in casa a strappare i tre punti, ma cosa ancora più incredibile per questa Inter, fa una fatica boia a segnare. Contro tante squadre c'è l'alibi della paura avversaria, ovvero l'idea base di chi viene a San Siro (indipendentemente che affronti Milan o Inter) è "Noi ci chiudiamo come cozze e ci attacchiamo alla nostra area come ostriche, se ci va di culo ripartiamo e un golletto lo facciamo". L'Udinese però arrivava oggi dopo una vittoria meritatissima in coppa UEFA, a Mosca (non maturata al 93°, in casa, contro il MiCalaLaBraga F.C.); arrivava da seconda in classifica a sorpresa; arrivava da squadra che aveva estirpato alla Roma il trono di 'più bella', in senso di gioco, della Serie A. Insomma, non era un'avversaria qualunque, soprattutto se vediamo che negli ultimi 2 anni non ci abbiamo mai vinto, neppure per sbaglio. La gente sperava nei tre punti, logico, ma soprattutto sperava di vedere finalmente qualcosa di simile ad un gioco di squadra.
                                                                                                                Niente
    Per i primi 45 minuti ho visto 11 uomini in maglia nero-azzurra che vagavano di qua e di là, senza ordine, senza idee, senza grinta, senza gioco, e 11 friulani farmi venire i brividi ogni volta che si avvicinavano alla porta di Julio (Cesar). Nella ripresa migliora un pochino la cosa, nel senso che almeno i friuliani si chiudono (cozza-ostrica ricordate?) nella loro metà campo e fanno sfogare l'Inter che però gioca davvero male...neppure le smorfie di Maicon, che un sorriso me lo strappano sempre visto quanto sono ridicole, riescono stavolta a farmi ridere, o almeno sorridere. Nulla. Ma poi, un lampo, una luce accecante ci risveglia dallo stato catatonico in cui eravamo caduti
                                                                                       Entra Julio (Cruz). El Segna Semper Lù.
    I nostri occhi riniziano a muoversi, i cuori a battere, le speranze a salire, le mani a battere, la voce ad incitare i nostri beniamini, anzi, IL nostro beniamino! Si, perchè dal momento che entra Cruz, nel tifoso interista scatta una molla: "Osti, va lì ch'el ghè el Cruz, un golletino lo piazza speriamo!". E allora nonostante una partita di merda, nonostante Mourinho non abbia la minima idea probabilmente di cosa voglia dire ordine tattico (però lo pretende...bah), nonostante talvolta scenderesti in campo, prenderesti il pallone e diresti con tono scocciato al primo giocatore dell'Inter che ti trovi a tiro "Ecco ciula, guarda me. Così si fa un cazzutissimo cross!"
    (ne sa qualcosa un certo Conceicao quando passò per San Siro), nonostante tutto questo quando al 92°, tuffandosi come un angelo caduto in terra dal Paradiso, probabilmente spinto dal Prisco e dal Giacinto, Julio Cruz incorna e piazza il gol vittoria, la gioia è implosa nei nostri petti, è sgorgata fuori dalle nostre bocche facendo vibrare all'impazzata le corde vocali e tutti i nonni hanno sognato di avere per nipote Cruz, tutti i padri di avere per figlio Cruz, tutti i ragazzi di avere per amico Cruz, tutte le ragazze (ed i gay) di avere per fidanzato Cruz.
    Chissene frega se abbiamo giocato da cani, per oggi non ce ne frega nulla, per oggi vediamo solo un angelo argentino ch'el segna semper lù.

    Andrea

    P.S. Mi sembra il minimo non fare gli auguri ad uno dei pochi gobbi che ammiro, Del Piero. Un fuoriclasse dentro e fuori dal campo, auguri anche dal popolo interista.

    November 05

    Nella testa di un genio

    Un motivo ci sarà pure. Noi interisti siamo strani, criticoni, ma ci vediamo bene. Pertanto un motivo ci sarà pure se nella Nord appena arrivato si cantava "E con Burdisso, io pippo e resto fisso..." mentre oggi qualcuno (parecchi qualcuno) cantano "E se c'è Burdisso, lo ammazzo crocifisso...". Io penso sinceramente che Burdisso, nonostante quei lineamenti da pugile dei peggiori bar di Caracas, nonostante quell'atteggiamento da 'dai, vieni, vieni che ti riempo di botte' e che poi puntualmente le prende (o il cartellino rosso, oppure vedi Valencia), nonostante tutto ciò penso sia un genio. Si, un genio, avete capito bene. Il perchè è un pò complesso ma seguite il mio ragionamento: siete nel bel mezzo di una partita ed una palla senza particolari pretese vi giunge incontro; vi girate verso la vostra porta e vedete il portiere uscire chiamando la palla (tra l'altro non un portire qualunque, ma uno dei migliori nelle uscite), vi girate dall'altra parte e notate un piccolo francese, che ha talmenyte tanto talento che gioca in una squadra cipriota, che v sta correndo incontro. Ora, le cose che potete fare sono due e molto semplici: 1) ti fidi del tuo amico, compagno di squadra e portiere e gli lasci quella cazzo di palla che aveva chiamato; 2) se ti intimorisce così tanto l'avvento del fuoriclasse francese che gioca in una squadra cipriota, scodelli il pallone il + lontano possibile dalla tua area. Ma Burdisso invece è un genio, in quella mini frazione di tempo in cui un normale essere umano sceglie una delle due opzioni lui si pone domande esistenziali  (è nata prima la gallina o prima l'uovo?)e nel frattempo compie difficilissimi calcoli fisici/matematici/econometrici per capire quale opzione sia la migliore. Poi, l'illuminazione: LA APPOGGIO INDIETRO, DI TESTA, così il mio amico, compagno di squadra e soprattutto portiere potrà prenderla. I calcoli si rivelano errati probabilmente a causa di qualche ipotesi mal posta, oppure a causa di una variabile labile identificata non correttamente, fatto sta che regala il pallone al temibile fuoriclasse francese militante nel campionato cipriota, dando così l'uno a uno. Un errore a volte succede anche ai migliori, ma essendo Burdisso un genio, sa che la statistica vuole che due cagate nella stessa partita non si possono fare, soprattutto contro una squadra dal nome così impronunciabile che solo un Luca Giurato ebbro riuscirebbe a dire correttamente. A meno che il soggetto preso in considerazione (in questo caso lui stesso, cioè Burdisso) non sia una schiappa. Eppure lui è genio e soprattutto sregolatezza, tanto da riuscire ad andare contro le norme della statistica: la palla arriva con un docile cross dalla destra, un avversario è di fianco a te, ma tu sei in netto anticipo, hai tremila angolazioni diverse dove spedire il pallone tranne una, cioè di fianco a te. Burdisso, nella sua mente anormale, inizia a prender ein considerazione ogni posibile angolazione per poi passarla all'avversario. Un errore probabilmente legato alla non perfetta visuale (coperta dlal'arrivo del pallone) che non gli ha permesso di calcolare in maniera adeguata le angolazioni. Fatto sta che il genio regala il 3 a 2 momentaneo, poi pargegiato dal mitico julio che ci evita una figuraccia europea nonostante non riesca a cancellare totalmente una scia di ironica sfiga/sbadataggine/rincoglionitaggine (figo 'sto neologismo) che ci accompagnerà fino alla prossimo roboante vittoria, se mai ci sarà.
    Comunque posso dire un'unica cosa? Burdisso, noi odiamo i geni, vaffanculo.

    Andrea
    November 01

    Le Cazzate e la Grinta

    E' un Inter senza via di mezzo, dopo due a zero consecutivi, tre gol alla Reggina, prendendone però anche due. Dopo due prove non ippecabili oggi ci si aspettava una forte risposta, anche perchè la Reggina, nonostante giocasse in casa, non è comunque al livello di un Genoa o di una Fiorentina. Ci voleva dunque una risposta di carattere.
    Venti minuti di showtime da parte dei nero-azzurri che prendono la porta di Campagnolo di mira grazie anche ad un 4-4-2 spregiudicato. Quaresma prende dopo pochi minuti un palo (che trema ancora adesso), mentre poco dopo Miacon non sbaglia, concludendo a rete un'azione da manuale del calcio. La Reggina si rende pericolosa attraverso le ripartenze, ma è ancora l'Inter a colpire con Vieira al 23° mettendo dentro una bellissima palla servitagli da Quaresma. Poi il buio. L'Inter scompare di fatto dal gioco lasciando campo alla Reggina, la nostra difesa si trova in difficoltà, perchè Zanetti e Vieira faticano a coprire bene le fascie dove Quaresma torna poco mentre Mancini è evanescente (sia in fase difensiva che in fase difensiva). Su un calcio d'angolo per i padroni di casa arriva il 2 a 1: Cozza, lasciato tutto solo al limite dell'area, scaraventa in rete. Brutto errore dei nostri ragazzi che se prima sognavano una goleada si trovano a dovere fronteggiare una possibile rimonta. Paura che si avvera nella ripresa grazie a Brienza, che sfrutta una disattenzione della nostra difesa troppo alta e soprattutto una mezza cavolata di Julio Cesar, eccessivamente fuori dai pali e che per questo non riesce ad arrivare in tempo su un rasoterra neppure troppo angolato. Allora l'Inter tia fuori le palle e finalmente riprende a costruire gioco, crea occasioni grazie ad un Balotelli attento alla posizione, ma ispiratissimo, ad un Ibra sempre illuminante, all'innensto di Crespo che sotto porta fa sempre male ed a un Quaresma in crescita. La palla però non entra fino al novantunesimo quando finalmente dopo troppo tempo l'Inter riesce a sfruttare un calcio d'angolo: ottimo cross di SuperMario e nella mischia Ivan Cordoba riesce a controllare e sparare in rete il gol del definitivo tre a due.
    L'Inter del Mancio prima e di Mou poi ci sta abituando ad avere una grinta particolare, una voglia di fare superiore a quella delle avversarie, però oggi come oggi ci sono troppe sbavature, troppi errori, troppe cazzate tra attacco e difesa. C'è bisogno di equilibrio, perchè è normale che, se giochi con quattro attaccanti e con due esterni difensivi votati all'attacco come Maicon e Maxwell, qualche rischio lo prendrai, ma due gol dalla Reggina per l'Inter sono forse un pò troppi. Comunque per l'ennesima volta prendiamo il lato positivo, abbiamo vinto. E se prima quanto meno non prendevamo gol, ora quanto meno ne segniamo uno in più degli avversari e nel calcio è questo ciò che conta.

    Andrea


    P.S. Vi prego, se Mancini è quello visto oggi, sopprimetelo, mi fa pena vederlo camminare senza meta sulla fascia!

    October 30

    Il Bicchiere Mezzo Pieno

    Mi dispiaccio in anticipo per la brevità di questo intervento, ma ammetto che dopo la partita di ieri contro la Fiorentina mi girano abbastanza i cogli**i. Il gioco manca e quando si attacca lo si fa con disordine, Mourinho non s'è dimostrato il Comandate che serviva (vedi prec. articolo) ed il centrocampo senza Cambiasso è come una casa senza fondamenta. E non parliamo dell'attacco che è meglio.
    Ma guardiamo il bicchiere mezzo pieno, in 5 parole:

    quanto meno non prendiamo gol

    Che amara soddisfazione amici interisti...

    Andrea
    October 27

    Comandante Mou

    E’ stata senza dubbio una giornata non indimenticabile, tolti i colpi di genio di Ibra, unica luce in un reparto confusionario e buio, ed il pauroso culo che ha evitato al Genoa di uscire da San Siro con tre punti non tanto demeritati. Insomma, rimaniamo comunque davanti a tutti, ma assieme a Udinese e Napoli e col Milan che accorcia la distanza ad un solo punto, grazie ad il solito Kakà, che anche nelle giornate meno positive, tira fuori dal cilindro numeri da fuoriclasse.

    Tornando all’Inter, c’è molta delusione, non tanto per lo zero a zero che è un risultato onorevole contro una squadra ben organizzata e temibile come il Genoa, ma piuttosto per come è maturato il pareggio, cioè in una partita dove i grifoni hanno avuto le migliori occasioni ed anche con un uomo in meno non hanno mai sofferto. Una squadra con le individualità e lo strapotere fisico come siamo noi, non dico che debba dominare e stravincere, ma quantomeno dimostrare in campo sempre e comunque la sua superiorità. Poi una sconfitta o un pareggio possono arrivare, ma noi tifosi e penso anche la Società vorrebbe una squadra con gli attributi e sempre pronta a lottare per la vittoria.

    In una giornata che ha lasciato a tutti noi interisti un po’ di amaro in bocca una nota positiva la voglio trovare comunque, senza soffermarmi troppo sulla tattica o sulle singole prestazioni, e la trovo nella reazione e nelle parole di Mourinho nel post-partita. Andare davanti ai giornalisti e dire menzogne ed ipocrisie è oramai pane quotidiano e la base oratoria di ogni allenatore che vuole calcare i “campi” televisivi della Serie A. Il Mister portoghese sta, giornata dopo giornata, rompendo ogni schema, prima criticando apertamente chi gli sta sulle palle, poi mandando a parlare il suo collaboratore ed infine dicendo chiaramente che così non andava. Di Allenatore, ha precisato, ce n’è uno e tutti, chi gioca e chi sta in panchina o addirittura in tribuna, deve rispettare le direttive del Mister. La squadra, ha inoltre aggiunto, dovrà essere totalmente rivista, sistemata ed eventualmente cambiata in gran parte per la partita di mercoledì, sia dal punto di vista tattico che mentale, perché giocare a San Siro come si è giocato ieri non è concepibile. Piccola autocritica dunque per le scelte finora effettuate, ma soprattutto messaggi chiari ad alcuni elementi della rosa che giustamente non sono stati nominati (i panni sporchi si lavano in casa, lo sa bene il Mou a differenza di altri suoi colleghi) almeno in pubblico, nonostante le allusioni di giornali e tivù. Mi sono soffermato molto volentieri anche ad ascoltare Spalletti, dopo la dura sconfitta per 3 ad 1 contro l’Udinese, per sentire finalmente ammettere una crisi chiara di gioco e di risultati della sua Roma. Niente. Solita blanda difesa per i giocatori, nessun rimprovero, la Roma non è in crisi, solo in un momento difficile che passerà. Mourinho, in testa alla classifica, era incazzato nero per uno zero a zero, Spalletti sembrava semplicemente amareggiato dopo una batosta come quella di ieri. C’è qualcosa che non va: i giocatori è giusto difenderli, lasciarli tranquilli, ma giocare a calcio è il loro lavoro, se qualcuno sbaglia o il gruppo intero sbaglia è giusto che il loro “superiore” si incazzi e gli faccia una bella tirata d’orecchie, se necessario anche in televisione, senza entrare nei singoli errori. Spalletti non ha sbagliato, ma è chiaramente succube di un sistema ipocrita dove sorridere e fare il buono ha sempre la meglio su chi magari decide di togliersi qualche sassolino dalle scarpe (Herrera, Zeman, il Mancio). Ci vuole poco ad essere simpatici in Italia, come poco ci vuole a risultare antipatici, la differenza sta nella capacità effettiva poi di essere buoni comandanti in momenti difficili e non. Se Mou riuscirà a rigirare l’Inter come un calzino dal punto di vista mentale per il match contro la Fiorentina sarà l’ennesima conferma che è di lui che l’Inter ha bisogno, mentre mi sembra oramai chiaro che il calcio italiano avesse bisogno di un allenatore di fama Mondiale con due coglioni così.


    Andrea

    October 23

    Parlando di Calcio

    Nella memorabile giornata in cui giunge la notizia dell'imminente arrivo alla Clinica Milanello, Reparto Geriatria, dell'inglese David Beckham (che troverà come compagni di briscola Maldini, Emerson e Favalli), da San Siro arriva la vittoria per uno a zero dell'Inter ai danni dell'Anorthosis Famogosta.
    Nel pomeriggio, uscendo dall'Università Statale in Milano, passando per Piazza Duomo, nel vedere una manciata di tifosi ciprioti con le loro magliettine bianche e azzurre, m'è venuta una sorta di tenerezza nei loro confronti: lo ammetto, mi aspettavo una brutta batosta per loro. In realtà è stata una delle più noiose partite che abbiamo visto in tv, seconda solo alla finale di Champions tra Juventus e Milan. L'Inter fa girare alla grande palla, mentre i bianco-azzurri si difendono ad oltranza. Sentire dire da pseudo-opinionisti che l'Inter ieri ha deluso perchè doveva assolutamente stravincere, l'ho trovata una dimostrazione di ignoranza calcistica. Per ballare il liscio, bisogna essere in due e ieri sera invece c'era solo l'Inter a cercare di muovere qualche passo, e penso che vedere 21 giocatori (tutti tranne logicamente Toldo) nella metà campo dell'Anorthosis faccia capire quanto l'Inter abbia provato più volte a creare gioco, ma soprattutto quanto i ciprioti abbiano fatto di tutto per non giocare a calcio ieri sera. Se Ibra illumina, Cambiasso detta e Stankovic morde i polpacci degli avversari, Maicon è devastante come sempre ed Adriano finalizza. L'Inter non ha giocato affatto male, il discorso è che giocare a pallone contro squadre che si difendono ad oltranza e salgono solo per calci piazzati, diventa davvero difficile, e le partite si sbloccano solamente per colpi di genio dei singoli (Ibra,Maicon, Adriano). Noi comunque le nostra occasioni le abbiamo avute con Muntari, Maicon, Ibra, Quaresma, ma solo quella di Adriano è andata dentro, capita.
    In una partita così noiosa, l'unica cosa positiva per un osservatore (oltre logicamente ad i 3 punti portati a casa e la buona presstazione della squadra) è stata la possibilità di vedere molti dettagli del gioco delle squadre di Mourinho, poichè i giocatori dell'Anorthosis non pressavano alto e permettevano di fare girare palla ai nero-azzurri. Innanzitutto finalmente la difesa è apparsa parte della squadra e non elemento estraneo: si alzava a ritmo con centrocampo ed attacco, tanto da andare oltre la linea del centrocampo per accompagnare il fraseggio degli altri due reparti. Era quello che voleva Mourinho e adesso che l'infermeria si sta svuotando può attuare con tanto lavoro. Il centrocampo è la parte più interessante: Cambiasso gioca come giocava Makelelè nel Chelsea, cioè è il regista di ogni azione, la palla passa sempre, costantemente da lui e quando ce l'hanno gli avversari è il primo a portare pressing alto ed aiutare i difensori che escono sugli esterni a pressare, in più se il primo passaggio lo sbaglia al 28 del primo tempo, si può dire che Mou abbia trovato il suo ruolo perfetto. Peccato davvero per l'infortunio, che si spera non sia nulla di grave, perchè il Cuchu ci serve. Altra nota positiva è Stankovic, finalmente tornato quello che conoscevamo e Muntari che quando non fa falli è importantissimo per noi. L'attacco ha come unica certezza Ibra, tutto il resto gira intorno a lui.
    Primi in Campionato, primi in Champions League. Qualcuno diceva che non eravamo più quelli dell'anno scorso?

    Andrea
    October 19

    Una Notte da Leoni

    Lo abbiamo criticato, lo abbiamo insultato ed abbiamo storto il naso ad alcune sue affermazioni. Ma alla fine ha sempre ragione. Stasera Mourinho ha messo in campo ancora una volta il 4-3-3 ed abbiamo visto un Inter straripante. Ogni ripartenza era un'occasione da gol, perchè Obinna, Quaresma e Ibra andavano con la potenza di un treno ad affrontare i difensori giallorossi, che non coperti da Aquilani e De Rossi, cadevano puntualmente in crisi. Stasera non ci avrebbe bloccato nessuno, e per la prima volta ci siamo alzati sulla poltrona ad applaudire il gioco di una squadra con un modulo che fino a due setitmane fa odiavamo profondamente, esaltati come un bambino in un negozio di caramelle dentro un negozio di giocattoli dentro a Gardaland. Insomma, un'estasi totale.
    Come cambiano facilmente le cose nel calcio: eravamo i vincitori che non convincevano, quelli che prendevano i tre punti solo grazie alle individualità ed alla fortuna. Stasera ci aspettava la vera prova del nove, cioè affrontare in trasferta una Roma affamata, alla ricerca di una vittoria scaccia crisi, una squadra che in ogni situazione quando ci affronta tira fuori i maroni. I giallo-rossi sono stati spazzati via dalla migliore condizione e dalla fisicità dei nero-azzurri, è stata annullata totalmente, poche storie. La Roma non s'è mai vista realmente in attacco e Totti che tanto doveva impensierirci ed aiutare loro a ritrovare la vittoria, s'è perso nei meandri della coppia Cordoba-Chivu che stasera è stata impeccabile ed ha azzeccato tutto. Certo, avevano una difesa tirata su come un palazzo abusivo sulla costiera amalfitana (alla cazzo insomma), ma non è tanto il risultato finale in sè a rendere soddisfatti tutti noi, quanto piuttosto il gioco espresso: il centrocampo era perfetto con Cambiasso faro a recuperare e smistare palloni, Muntari e Stankovic invece a correre come dannati e a provare più volte le incursioni in area avversaria, tanto che alla fine Deki il gol lo trova, e che gol ragazzi; la difesa non soffre, sta alta come vuole Mourinho, pressa ed evita il fraseggio stretto tipico dei giallo-rossi; Maicon divora kilometri e si rende sempre pericoloso, senza mai soffrire dietro; infine i tre là davanti fanno ottime cose, con Ibra in stato di grazia e Quaresma ed Obinna ad intercambiarsi sulle fasce e soprattutto a rendersi pericolosi. Già, Obinna. Quando l'ho visto in campo mi sono chiesto che cacchio avesse fumato o bevuto Josè, perchè lasicare in panchina Balotelli o Adriano per Cruz o Mancini ci sta, ma per Obinna proprio no!! Ed invece, come spesso capita, mi sono dovuto fare andare di traverso le parole, perchè la scelta del nigeriano è la + azzeccata del match: lavora tanto, sbaglia molti passaggi, è vero, però è una spalla perfetta per la fisicità di Ibra con la sua velocità, in più alla fine trova anche un bel gol con una sberla di sinistro dal limite.
    Insomma è stata una serata particolare, una serata giocata da undici leoni che hanno trasformato gli avversari in pecorelle smarrite, una serata che ci ridà il posto che ci confà, ovvero la testa della classifica in solitaria. Una notte da leoni che spero si prolunghi almeno fino a mercoledì, perchè ora ci tocca la Champions...ma per adesso godiamoci questa bella vittoria, ci voleva proprio...

    Andrea

    P.S. dimenticavo, vedere la Juve perdere a Napoli, non ha prezzo.
    October 05

    Chapeau...

    Il calcio di oggi fa cagare. Una volta era poesia allo stato puro, con degli scrittori (Corso, Suarez, ecc...), degli interpreti (mitico Brera) e soprattutto grandi lettori (il tifo accesissimo). Oggi è business, soldi, tanti soldi, e poche, pochissime emozioni se non nei cuori di noi tifosi veri. Però ogni tanto allo stadio avvengono cose che per un istante sembrano riaccendere qull'aria poetica che si respirava entrando a San Siro o in qualsiasi altro campo di gioco italiano...ci sono giocate che illuminano una buia sera di inizio ottobre e scaldano gli animi di ogni amante del calcio. Il gol di Ibra di ieri sera è di una inenarrabile bellezza e precisione, di una velocità pazzesca tanto che fatichi a vederlo bene anche al replay. Quel colpo di tacco ha improvvisamente fatto luce in una partita dove ancora una volta l'Inter creava, creava, ma non segnava, non ci riusciva proprio. C'è voluto un colpo di genio del Genio per sbloccare il risultato.
    Il Bologna aveva solo tre punti in classifica, cioè quelli presi dalla vittoria proprio a Milano contro il Milan. Ieri sera giunge di nuovo a Milano speranzosa la squadra romagnola, pensando che chissà, i miracoli possono accadere due volte. La valutazione era errata, perchè vincere col Milan non era stato un miracolo, ma un semplice colpo di culo. Dopo l'uno a zero di Ibra su uno stupendo assist di un Adriano in gran forma, il Bologna si rintana uscendo poco e dando la possibilità all'Inter di creare molte occasioni. Ancora una volta però non segnamo, anche perchè le fasce, che dovrebbero produrre la maggior mole del nostro gioco per le due punte non funzionano granchè: Quaresma ci prova, si fa vedere, è + in palla rispetto alle ultime apparizioni, ma è poco incisivo; Mancini è un corpo estraneo, non trova la posizione, continua a cambiare, sembra un'anima in pena. L'incostanza dell'ex romanista si sapeva e la sta mettendo ampiamente in mostra; l'enigmatica mancanza di incisività del tamarrissimo lusitano invece richiede un'analisi più approfondita che sinceramente non ho voglia di fare e lascio volentieri agli scienziati del CERN che oltre ad accelerare particelle non hanno un cazzo da studiare. La ripresa riprende con noi in attacco e su un cross di Mancini, Volpi va a deviare di mano: secondo l'arbitro è rigore. Anticipo tutti i gufetti "gobbi", "cacciaviti" e "porchettari": non era rigore. Volpi devia il pallone prima col piede e poi gli rimbalza sulla mano, per il regolamento in questo caso il rigore non dev'essere assegnato. Francamente me ne infischio, l'importante è che Adri lo trasformi, dopo che Ibra gli ha lasciato la gentil concessione di batterlo. 2 a 0. Poi la partita cala decisamente, anche se appena 5 minuti dopo il nostro raddoppio, Capitan Zanetti s'addormenta e passa la palla, dopo uno stop inguardabile in piana area, a Moras che sigla il finale due a uno al 56°. Il resto è occasioni nero-azzurre (sprecate) e l'infortunio di Rivas che costringe Cambiasso ad entrare come difensore centrale. Giusto, dimenticavo. Ho solo una critica da muovere: non si può mai, MAI lasciare fuori Cambiasso, a meno che non stia per morire. Poi sinceramente lasciarlo in panca per Vieira o Muntari mi sembra un attentato alla comune intelligenza.
    Comunque è andata bene e sono contento: la Lazio ha pareggiato, noi l'abbiamo raggiunta in classifica. Mi hanno detto che ha debuttato Obinna, io sinceramente non me ne ero manco accorto; due attaccanti hanno ritrovato il gol, seppur per vie impervie ma l'hanno trovato e speriamo sia un importante sblocco per loro perchè anche ieri abbiamo creato tanto, ma se la palla non entra ci sono poche scuse. Intanto noi ci godiamo il Genio ventisettenne, che finchè s'inventa colpi di tacco del genere avrà sempre qualcuno pronto ad acclamarlo e che penserà di nuovo al calcio come a poesia. Chapeau.....

    Andrea


    October 02

    Mamma li Crucchi!

    Nel post-derby tanti tifosi nero-azzurri hanno "attaccato", o meglio criticato, Mourinho per la scelta degli 11 schierati contro il Milan. Gli si era soprattutto imputata la presenza di Burdisso e non di Cordoba, Mancini e Quaresma invece di due a scelta tra Balotelli, Adriano e Cruz. Ieri sera la solfa è cambiata, difatti il portoghese sembra avere ascoltato ogni parola del tifo, ed ha schierato una formazione ottima a mio modesto parere e che infatti ha controllato ottimamente il match. Unico errore? Oltre al pasticcio Maicon - Julio Cesar nell'occasione del gol subito, il non essere riuscito a fare il due a zero quando ce n'era l'oppurtunità e se in attacco hai tre campioni come Ibrahimovic, Balotelli ed Adriano il gol in un modo o nell'altro DEVE arrivare. Invece non è arrivato. Tenendo conto che abbiamo avuto culo nel primo gol, perchè è vero che Maicon è stato molto bravo ad evitare Wiese con il tocco sotto, ma la palla gli era arrivata con un fortunoso rimpallo, si può dire che ieri non abbiamo giocato affatto male. Il controllo della partita è stato sempre nostro, eravamo noi a dettare i tempi ed il Werder si rendeva pericoloso solamenta quando noi arretravamo troppo, lasciandogli appunto spazio di manovra. Il gol di Pizarro è nato da un perfetto assist di Diego, ma anche da un accenno di uscito di Julio Cesar che manda fuori ritmo Maicon, il quale non tiene l'attaccante avversario e lo lascia segnare indisturbato...un brutto errore, però uno dei miei dubbi principali sull'Inter di Mourinho non è tanto nel modulo o nell'uso degli attaccanti, ma è nella difesa: confermo che ho sempre detto che la nostra difesa è arcigna, che corriamo pochi rischi, però è innegabile che quelle poche volte che corriamo rischi, al 60% la palla entra e così tanti gol su palla in movimento non li prendevamo da un bel pò di tempo. Non voglio di certo fare parallelismi da stampa italiana tra Mourinho e il Mancio, dico solo che forse una buona cosa sarebbe iniziare a mettere bene a posto i movimenti difensivi, anche perchè è chiaro che con il portoghese in panchina ed il suo gioco capita spesso di fare un gol solo e di doverlo difendere coi denti, cosa che ieri non ci è riuscita. Per concludere il discorso sul reparto arretrato farei un complimento a Zanna che da terzino sinistro si comporta bene (anche se un paio di volte si fa prendere alle spalle dai movimenti del terzino) e invece tirerei un pò le orecchie a Maicon, che come sempre in fase offensiva è massacrante (un gol ed un palo quasi al 90° che poteva cambiare la storia) ma in difesa è un pò regredito rispetto all'inizio della scorsa stagione. Note positive invece giungono da centrocampo ed attacco. Il primo reparto ieri sera ha trovato qualità e soprattutto sostanza nelle interdizioni di Cambiasso e soprattutto Muntari, che finalmente si rivede in campo. Il ghanese ha recuperato una enormità di palloni, commettendo pochi falli e facendo ottime aperture e cambi di gioco; Stankovic è ancora un pò indietro di condizione, ma dialoga bene con gli attaccanti ed aiuta in difesa quando serve. Il centrocampo deve però fare il doppio della fatica se davanti si hanno Ibra, che ieri ha giocato molto bene, ma troppe volte ha peccato di driblomania sprecando così occasioni importanti; Balotelli ed Adriano. Proprio gli ultimi due erano quelli che dovevano fare più sacrifici ed a sorpresa...GLI HANNO FATTI! Fino a 6 mesi fa se si chiedeva ad Adriano di aiutare Maicon o Zanetti sulla facia sinistra ti avrebbe riso in faccia e sarebbe andato a ballare la samba con una bottiglia di vodka in mano. Ieri ha corso, s'è sacrificato e mi è piaciuto; Balotelli è stato meno presente nelle occasioni da gol rispetto al brasiliano, ma ha fatto un incrdibile lavoro di ripiegamento e se non ci fosse stato lui tante volte avremmo corso rischi.
    In generale quindi la partita è stata buona, abbiamo rivisto alcuni giocatori ma soprattutto abbiamo rivisto un Inter propositiva. Nonostante questo non sono arrivati i 3 punti che ci avrebbero permesso di andare a 6 punti in testa al girone da soli. Ci accompagna il temibile e fortissimo (ma chi cazzo sono??) Anorthosis Famagosta...e se ieri sera abbiamo urlato contro la sfortuna, ma soprattutto contro sti dannati crucchi, spero di non dovere urlare "Mamma li ciprioti" la prossima partita di Champions, perchè suona un pò male.

    Andrea
    September 29

    Al Circo

    Spesso accade che una persona di indole violenta si nasconda cercando di cambiare carattere, mostrandosi gentile, forte ma anche generoso, placido e rispettoso. Ma se qualcosa va diversamente dai suoi piani state certi che il vero Io violento uscirà fuori. L'Inter non è mai stata una squadra che vinceva tutte le partite o che dava l'immagine ai propri tifosi di squadra rassicurante, così forte da poter abbbattere ogni muro, anche se negli ultimi 4 anni ha fatto di tutto per farci cambiare idea. Ieri sera la vecchia indola nero-azzurra è rispuntata fuori: giocato da cni fino al gol preso, una mezzoretta di rincoglionimento totale e poi la realizzazione che stavano perdendo in un derby giocando da cani e che se non avessero quantomeno provato a cambiare il risultato i tifosi sarebbero stati leggermenti incazzati (è un eufemismo dire "leggermente"). Non che ciò cambi molto le cose, sono in ogni caso abbastanza alterato dopo ieri sera, ma quantomeno ho visto un'Inter nel finale che in 10 contro 11 ha cmq creato di + sfiorando il gol dimostrando di avere un minimo di orgoglio personale.
    La partita l'hanno giocata meglio loro bisogna essere sinceri, perchè sono stati bravi a non darci punti di riferimento, nè in attacco, nè a centrocampo. Cambiasso riusciva ad andare in ogni dove, ma da solo purtorppo non si fa nulla e Zanetti era impegnato a provare a fermare Kakà in qualche modo, mentre Vieira penso stesse raccogliendo le margherite di San Siro cantando canzoni francesi ed avrei tanto voluto che Materazzi andasse li e lo prendesse a testate. Se passiamo all'attacco arrivano le note dolenti: Ibra è morto, starà anche bene fisicamente ma non arriva + per primo sul pallone e qnd ci riesce, gliela fregano; Quaresma e Mancini sono davvero tristi da vedere per noi tifosi interisti, ma scommetto che sn stati divertentissimi x tutti gli avversari. In effetti vedere Mancini che manca il pallone e prende la bandierina battendo un calcio d'angolo averebbe fatto ridere anche il + depresso dei tifosi del Cagliari (non me ne vogliano), mentre vedere Quaresma che vagava senza meta nei meandri della trequarti campo milanista m ha messo addosso un magone che non potete immaginare...ho fatto incubi tutta notte immaginandomi i due esterni offensivi un pò come Timon e Pumba che andavano in giro per San Siro cantando Akuna Matata mentre l'Inter le prendeva di santa ragione da un brasiliano con una faccia da jena ridens decisamente inquietante e dei capelli alla Demo Morselli dei tempi d'oro. Abbiamo subito gol dall'uomo più brutto d'Italia e non lo dico per sfotterlo, lo dico perchè lo penso veramente...è davvero brutto, anche più di Galliani se possibile. Certo che ci ha messo dentro una palla strepitosa, nata da un'azione altrettanto strepitosa, non ha colpe la difesa. Ecco, proprio la difesa, l'unico reparto che ieri ha fatto qualcosina di emglio, perchè alla fin dei conti il gol non è colpa di nessuno se non dei piedi raffinati dei milanisti e perchè oltre che in quella occaisone veri rischi non li abbiamo mai corsi. Materazzi finchè resta in campo prima di essere sostituito regna sulle palle alte e randella con la giusta quantità sulle fragili caviglie rosso-nere, mentre Burdisso sis a come va nelle partite importanti, sembrava un bambino spaesato in città, ogni tanto azzeccava qualche cosa, ma ilr estante 60% delle volte creava casini. L'espulsione poi è davvero da pirla (come direbbe Mourinho): ma io dico...ti hanno appena sostuituito il compagno di reparto, sei rimasto li con solo Chivu a fare scudo e ti metti a fare due interventi da Jack lo Squartatore sugli avversari? Deve mancarti qualche venerdì. E c'è già andata bene che non hanno espulso anche Dejan, perchè l'intervento che ha fatto nel finale su Kakà era da pazzo e da espulsione diretta, invece hanno espulso Materazzi, che era li in panchina a urlare frasi che ora non si possono ripetere verso Morganti...giusta anche li l'espulsione, anche se capisco il nervosismo di Matrix. Lui è uno dei pochi veri interisti che abbiamo in squadra oramai e perdere un derby così è sempre brutto, in + i tifosi avversari sembrano non avere ancora capito il dolore ed il vuoto che un uomo sente quando gli manca la madre (e lui l'ha persa qnd aveva 12/13 anni). Continuate a cantare pure Materazzi figlio di p*****a, ma è più uomo lui di tutta la Curva Sud messa assieme.
    Ho messo un pò di ironia nel commento di oggi perchè se avessi parlato seriamente sarei risultato pesantuccio come sempre dopo le sconfitte. Chiedo solo una cosa ai ragazzi: già saranno giorni pesanti a scuola ed al lavoro per noi interisti a contatto con i tifosi di altre squadre, evitatiamo almeno dichiarazioni come quelle di Ibra ("L'abitro ha vinto non il Milan" ) perchè se no semrba davvero di essere l circo...

    Andrea
    September 25

    C'Era Una Volta...

    C'era una volta un ragazzino, che sbarcò a Milano con un volo diretto dall'Argentina. Era in compagnia di un connazionale. I due erano Javier Zanetti e Sebastian "Avioncito" Rambert. La storia vuole che Javier fu portato a Milano solo per riuscire a convincere l'attaccante di belle speranze a giocare nell'Inter. 6 mesi dopo Rambert aveva collezionato 2 presenze, giocando da cani e nel mercato invernale viene venduto al Real Saragoza, mentre Javier Zanetti, arrivato in estatae in silenzio, senza fare rumore, senza clamori, a fine anno firma 32 presenza in Campionato, 2 in Coppa UEFA e 5 in Coppa Italia. Era lui il grande acquisto, correva dappertutto e non sbagliavamai un passaggio. Oggi, settembre 2008, Javier Zanetti, nostro mitico Capitano timbra il cartellino delle 600 presenza in gare ufficiali con la maglia nero-azzurra. 600 presenze! Una bandiera, l'emblema dell'interismo più profondo, un strepitoso esmpio per ogni ragazzo, un uomo con due palle così ed un cuore altrettanto grande. Grazie Zanna per questi 13 anni assieme, grazie per amare così profondamente una squadra come l'Inter, che sappiamo essere un amore difficile, ma forse proprio questo è il bello no?

    C'era una volta un Inter con un attacco per niente stellare ma fatto di corsa, fatica e grinta. Questo attacco era composto dal Fenomeno Ronaldo, dal Gladiatore cileno Ivan Zamorano, da Marco Branca e infine da Maurizio Ganz. El segna semper lù. Maurizio Ganz giunge all'Inter dopo varie stagioni nel Campionato di serie B, ottime stagioni, ma passare dal Campionato cadetto ad una squadra che voleva tornare ai fasti passati non era di certo facile. Eppure il ragazzo di Tolmezzo si mette in silenzio al lavoro, rendendosi sempre disponibile per l'allenatore anche a gara iniziata. Aveva due pregi Maurizio: 1)non faceva mai storie se veniva lasciato in panchina; 2) quando entrava erano cazzi per gli avversari, perchè la metteva dentro sempre e se non la metteva lui faceva segnare i compagni con i suoi movimenti in profondità. El segna semper lù. Poi la Premiata Ditta Mazzola (che come dirigente ha sempre fatto cagare) - Moratti lo lasciano andare via...dove? Al Milan, ai cuginastri. Ecco, là continua a segnare e porta a vincere uno Scudetto il Milan di Zaccheroni. Oggi Maurizio Ganz gioca nella selezione di calcio Padana, all'Inter c'è un altro giocatore che se lo lasci in panchina non si lamenta mai e quando entra, puntualmente segna: Julio Ricardo Cruz, "El Jardinero". El segna semper lù. Ieri sera in una gara terribilmente difficile per la compagine nero-azzurra, contro un Lecce chiuso come un'ostrica ed allenato da un milanista guastafeste come Beretta, serve l'ingresso in campo dell'argentino per darci i tre punti. Ieri sera non è stato Ibra l'eroe, nonostante una traversa bestiale che sta ancora tremando; non è Adriano l'eroe, lui che è stato sul trono per poi caderci miseramente e che ora sta cercando di riprendersi con la fatica ed il sudore; non sono Mancini o Quaresma gli eroi, i nuovi acquisti e neoppure Balotelli, giovane sbruffoncello ma di classe sopraffina. L'eroe per ora è lui, "El SEgna Semper Lù" Cruz...da Ganz a Cruz, per fortuna ci sono ancora giocatori che salvano la patria.

    C'era una volta Josè Mourinho, e neppure tanto tempo fa eh, circa una settimana, che appena vedeva un microfono, si gasava, si esaltava e tirava fuori il meglio di sè, con battutine sagaci, un pò caustiche talvolta, ma sempre argute e intelligenti. Con queste battute ha conquistato la stampa ma soprattutto il pubblico nero-azzurro. Oggi Josè sembra disperso nei meandri dei suoi pensieri, se ne frega delle critiche che vengono dagli avversari (vedi Beretta), se ne frega di vantarsi del suo record personale di 100 partite senza sconfitte in casa. Davanti ai microfoni ci manda Beppe Baresi, il suo vice, uno che ui microfoni li vedeva poco anche quando ci giocava a calcio, uno che a differenza di Mourinho non è per nulla arrogante e per nulla esuberante, sembra anzi quasi timido, intimorito da una stampa che, lui lo sa bene, non ha mai amato l'Inter. Prima del derby ci sarà Josè? Oppure vedremo ancora Beppe e ciò spiazzerà gli avversari a livello psicologico? Bah, sinceramente me ne frego, spero solo che l'Inter vinca, perchè c'era una volta l'Inter che i derby li perdeva tutti, oggi invece siamo la nuova Inter, quella che solitamente li vince i derby.

    Andrea