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10月19日 Una Notte da Leoni Lo abbiamo criticato, lo abbiamo insultato ed abbiamo storto il naso ad alcune sue affermazioni. Ma alla fine ha sempre ragione. Stasera Mourinho ha messo in campo ancora una volta il 4-3-3 ed abbiamo visto un Inter straripante. Ogni ripartenza era un'occasione da gol, perchè Obinna, Quaresma e Ibra andavano con la potenza di un treno ad affrontare i difensori giallorossi, che non coperti da Aquilani e De Rossi, cadevano puntualmente in crisi. Stasera non ci avrebbe bloccato nessuno, e per la prima volta ci siamo alzati sulla poltrona ad applaudire il gioco di una squadra con un modulo che fino a due setitmane fa odiavamo profondamente, esaltati come un bambino in un negozio di caramelle dentro un negozio di giocattoli dentro a Gardaland. Insomma, un'estasi totale. Come cambiano facilmente le cose nel calcio: eravamo i vincitori che non convincevano, quelli che prendevano i tre punti solo grazie alle individualità ed alla fortuna. Stasera ci aspettava la vera prova del nove, cioè affrontare in trasferta una Roma affamata, alla ricerca di una vittoria scaccia crisi, una squadra che in ogni situazione quando ci affronta tira fuori i maroni. I giallo-rossi sono stati spazzati via dalla migliore condizione e dalla fisicità dei nero-azzurri, è stata annullata totalmente, poche storie. La Roma non s'è mai vista realmente in attacco e Totti che tanto doveva impensierirci ed aiutare loro a ritrovare la vittoria, s'è perso nei meandri della coppia Cordoba-Chivu che stasera è stata impeccabile ed ha azzeccato tutto. Certo, avevano una difesa tirata su come un palazzo abusivo sulla costiera amalfitana (alla cazzo insomma), ma non è tanto il risultato finale in sè a rendere soddisfatti tutti noi, quanto piuttosto il gioco espresso: il centrocampo era perfetto con Cambiasso faro a recuperare e smistare palloni, Muntari e Stankovic invece a correre come dannati e a provare più volte le incursioni in area avversaria, tanto che alla fine Deki il gol lo trova, e che gol ragazzi; la difesa non soffre, sta alta come vuole Mourinho, pressa ed evita il fraseggio stretto tipico dei giallo-rossi; Maicon divora kilometri e si rende sempre pericoloso, senza mai soffrire dietro; infine i tre là davanti fanno ottime cose, con Ibra in stato di grazia e Quaresma ed Obinna ad intercambiarsi sulle fasce e soprattutto a rendersi pericolosi. Già, Obinna. Quando l'ho visto in campo mi sono chiesto che cacchio avesse fumato o bevuto Josè, perchè lasicare in panchina Balotelli o Adriano per Cruz o Mancini ci sta, ma per Obinna proprio no!! Ed invece, come spesso capita, mi sono dovuto fare andare di traverso le parole, perchè la scelta del nigeriano è la + azzeccata del match: lavora tanto, sbaglia molti passaggi, è vero, però è una spalla perfetta per la fisicità di Ibra con la sua velocità, in più alla fine trova anche un bel gol con una sberla di sinistro dal limite. Insomma è stata una serata particolare, una serata giocata da undici leoni che hanno trasformato gli avversari in pecorelle smarrite, una serata che ci ridà il posto che ci confà, ovvero la testa della classifica in solitaria. Una notte da leoni che spero si prolunghi almeno fino a mercoledì, perchè ora ci tocca la Champions...ma per adesso godiamoci questa bella vittoria, ci voleva proprio... Andrea P.S. dimenticavo, vedere la Juve perdere a Napoli, non ha prezzo. 10月5日 Chapeau... Il calcio di oggi fa cagare. Una volta era poesia allo stato puro, con degli scrittori (Corso, Suarez, ecc...), degli interpreti (mitico Brera) e soprattutto grandi lettori (il tifo accesissimo). Oggi è business, soldi, tanti soldi, e poche, pochissime emozioni se non nei cuori di noi tifosi veri. Però ogni tanto allo stadio avvengono cose che per un istante sembrano riaccendere qull'aria poetica che si respirava entrando a San Siro o in qualsiasi altro campo di gioco italiano...ci sono giocate che illuminano una buia sera di inizio ottobre e scaldano gli animi di ogni amante del calcio. Il gol di Ibra di ieri sera è di una inenarrabile bellezza e precisione, di una velocità pazzesca tanto che fatichi a vederlo bene anche al replay. Quel colpo di tacco ha improvvisamente fatto luce in una partita dove ancora una volta l'Inter creava, creava, ma non segnava, non ci riusciva proprio. C'è voluto un colpo di genio del Genio per sbloccare il risultato. Il Bologna aveva solo tre punti in classifica, cioè quelli presi dalla vittoria proprio a Milano contro il Milan. Ieri sera giunge di nuovo a Milano speranzosa la squadra romagnola, pensando che chissà, i miracoli possono accadere due volte. La valutazione era errata, perchè vincere col Milan non era stato un miracolo, ma un semplice colpo di culo. Dopo l'uno a zero di Ibra su uno stupendo assist di un Adriano in gran forma, il Bologna si rintana uscendo poco e dando la possibilità all'Inter di creare molte occasioni. Ancora una volta però non segnamo, anche perchè le fasce, che dovrebbero produrre la maggior mole del nostro gioco per le due punte non funzionano granchè: Quaresma ci prova, si fa vedere, è + in palla rispetto alle ultime apparizioni, ma è poco incisivo; Mancini è un corpo estraneo, non trova la posizione, continua a cambiare, sembra un'anima in pena. L'incostanza dell'ex romanista si sapeva e la sta mettendo ampiamente in mostra; l'enigmatica mancanza di incisività del tamarrissimo lusitano invece richiede un'analisi più approfondita che sinceramente non ho voglia di fare e lascio volentieri agli scienziati del CERN che oltre ad accelerare particelle non hanno un cazzo da studiare. La ripresa riprende con noi in attacco e su un cross di Mancini, Volpi va a deviare di mano: secondo l'arbitro è rigore. Anticipo tutti i gufetti "gobbi", "cacciaviti" e "porchettari": non era rigore. Volpi devia il pallone prima col piede e poi gli rimbalza sulla mano, per il regolamento in questo caso il rigore non dev'essere assegnato. Francamente me ne infischio, l'importante è che Adri lo trasformi, dopo che Ibra gli ha lasciato la gentil concessione di batterlo. 2 a 0. Poi la partita cala decisamente, anche se appena 5 minuti dopo il nostro raddoppio, Capitan Zanetti s'addormenta e passa la palla, dopo uno stop inguardabile in piana area, a Moras che sigla il finale due a uno al 56°. Il resto è occasioni nero-azzurre (sprecate) e l'infortunio di Rivas che costringe Cambiasso ad entrare come difensore centrale. Giusto, dimenticavo. Ho solo una critica da muovere: non si può mai, MAI lasciare fuori Cambiasso, a meno che non stia per morire. Poi sinceramente lasciarlo in panca per Vieira o Muntari mi sembra un attentato alla comune intelligenza. Comunque è andata bene e sono contento: la Lazio ha pareggiato, noi l'abbiamo raggiunta in classifica. Mi hanno detto che ha debuttato Obinna, io sinceramente non me ne ero manco accorto; due attaccanti hanno ritrovato il gol, seppur per vie impervie ma l'hanno trovato e speriamo sia un importante sblocco per loro perchè anche ieri abbiamo creato tanto, ma se la palla non entra ci sono poche scuse. Intanto noi ci godiamo il Genio ventisettenne, che finchè s'inventa colpi di tacco del genere avrà sempre qualcuno pronto ad acclamarlo e che penserà di nuovo al calcio come a poesia. Chapeau..... Andrea 10月2日 Mamma li Crucchi!Nel post-derby tanti tifosi nero-azzurri hanno "attaccato", o meglio criticato, Mourinho per la scelta degli 11 schierati contro il Milan. Gli si era soprattutto imputata la presenza di Burdisso e non di Cordoba, Mancini e Quaresma invece di due a scelta tra Balotelli, Adriano e Cruz. Ieri sera la solfa è cambiata, difatti il portoghese sembra avere ascoltato ogni parola del tifo, ed ha schierato una formazione ottima a mio modesto parere e che infatti ha controllato ottimamente il match. Unico errore? Oltre al pasticcio Maicon - Julio Cesar nell'occasione del gol subito, il non essere riuscito a fare il due a zero quando ce n'era l'oppurtunità e se in attacco hai tre campioni come Ibrahimovic, Balotelli ed Adriano il gol in un modo o nell'altro DEVE arrivare. Invece non è arrivato. Tenendo conto che abbiamo avuto culo nel primo gol, perchè è vero che Maicon è stato molto bravo ad evitare Wiese con il tocco sotto, ma la palla gli era arrivata con un fortunoso rimpallo, si può dire che ieri non abbiamo giocato affatto male. Il controllo della partita è stato sempre nostro, eravamo noi a dettare i tempi ed il Werder si rendeva pericoloso solamenta quando noi arretravamo troppo, lasciandogli appunto spazio di manovra. Il gol di Pizarro è nato da un perfetto assist di Diego, ma anche da un accenno di uscito di Julio Cesar che manda fuori ritmo Maicon, il quale non tiene l'attaccante avversario e lo lascia segnare indisturbato...un brutto errore, però uno dei miei dubbi principali sull'Inter di Mourinho non è tanto nel modulo o nell'uso degli attaccanti, ma è nella difesa: confermo che ho sempre detto che la nostra difesa è arcigna, che corriamo pochi rischi, però è innegabile che quelle poche volte che corriamo rischi, al 60% la palla entra e così tanti gol su palla in movimento non li prendevamo da un bel pò di tempo. Non voglio di certo fare parallelismi da stampa italiana tra Mourinho e il Mancio, dico solo che forse una buona cosa sarebbe iniziare a mettere bene a posto i movimenti difensivi, anche perchè è chiaro che con il portoghese in panchina ed il suo gioco capita spesso di fare un gol solo e di doverlo difendere coi denti, cosa che ieri non ci è riuscita. Per concludere il discorso sul reparto arretrato farei un complimento a Zanna che da terzino sinistro si comporta bene (anche se un paio di volte si fa prendere alle spalle dai movimenti del terzino) e invece tirerei un pò le orecchie a Maicon, che come sempre in fase offensiva è massacrante (un gol ed un palo quasi al 90° che poteva cambiare la storia) ma in difesa è un pò regredito rispetto all'inizio della scorsa stagione. Note positive invece giungono da centrocampo ed attacco. Il primo reparto ieri sera ha trovato qualità e soprattutto sostanza nelle interdizioni di Cambiasso e soprattutto Muntari, che finalmente si rivede in campo. Il ghanese ha recuperato una enormità di palloni, commettendo pochi falli e facendo ottime aperture e cambi di gioco; Stankovic è ancora un pò indietro di condizione, ma dialoga bene con gli attaccanti ed aiuta in difesa quando serve. Il centrocampo deve però fare il doppio della fatica se davanti si hanno Ibra, che ieri ha giocato molto bene, ma troppe volte ha peccato di driblomania sprecando così occasioni importanti; Balotelli ed Adriano. Proprio gli ultimi due erano quelli che dovevano fare più sacrifici ed a sorpresa...GLI HANNO FATTI! Fino a 6 mesi fa se si chiedeva ad Adriano di aiutare Maicon o Zanetti sulla facia sinistra ti avrebbe riso in faccia e sarebbe andato a ballare la samba con una bottiglia di vodka in mano. Ieri ha corso, s'è sacrificato e mi è piaciuto; Balotelli è stato meno presente nelle occasioni da gol rispetto al brasiliano, ma ha fatto un incrdibile lavoro di ripiegamento e se non ci fosse stato lui tante volte avremmo corso rischi. In generale quindi la partita è stata buona, abbiamo rivisto alcuni giocatori ma soprattutto abbiamo rivisto un Inter propositiva. Nonostante questo non sono arrivati i 3 punti che ci avrebbero permesso di andare a 6 punti in testa al girone da soli. Ci accompagna il temibile e fortissimo (ma chi cazzo sono??) Anorthosis Famagosta...e se ieri sera abbiamo urlato contro la sfortuna, ma soprattutto contro sti dannati crucchi, spero di non dovere urlare "Mamma li ciprioti" la prossima partita di Champions, perchè suona un pò male. Andrea 9月29日 Al Circo Spesso accade che una persona di indole violenta si nasconda cercando di cambiare carattere, mostrandosi gentile, forte ma anche generoso, placido e rispettoso. Ma se qualcosa va diversamente dai suoi piani state certi che il vero Io violento uscirà fuori. L'Inter non è mai stata una squadra che vinceva tutte le partite o che dava l'immagine ai propri tifosi di squadra rassicurante, così forte da poter abbbattere ogni muro, anche se negli ultimi 4 anni ha fatto di tutto per farci cambiare idea. Ieri sera la vecchia indola nero-azzurra è rispuntata fuori: giocato da cni fino al gol preso, una mezzoretta di rincoglionimento totale e poi la realizzazione che stavano perdendo in un derby giocando da cani e che se non avessero quantomeno provato a cambiare il risultato i tifosi sarebbero stati leggermenti incazzati (è un eufemismo dire "leggermente"). Non che ciò cambi molto le cose, sono in ogni caso abbastanza alterato dopo ieri sera, ma quantomeno ho visto un'Inter nel finale che in 10 contro 11 ha cmq creato di + sfiorando il gol dimostrando di avere un minimo di orgoglio personale. La partita l'hanno giocata meglio loro bisogna essere sinceri, perchè sono stati bravi a non darci punti di riferimento, nè in attacco, nè a centrocampo. Cambiasso riusciva ad andare in ogni dove, ma da solo purtorppo non si fa nulla e Zanetti era impegnato a provare a fermare Kakà in qualche modo, mentre Vieira penso stesse raccogliendo le margherite di San Siro cantando canzoni francesi ed avrei tanto voluto che Materazzi andasse li e lo prendesse a testate. Se passiamo all'attacco arrivano le note dolenti: Ibra è morto, starà anche bene fisicamente ma non arriva + per primo sul pallone e qnd ci riesce, gliela fregano; Quaresma e Mancini sono davvero tristi da vedere per noi tifosi interisti, ma scommetto che sn stati divertentissimi x tutti gli avversari. In effetti vedere Mancini che manca il pallone e prende la bandierina battendo un calcio d'angolo averebbe fatto ridere anche il + depresso dei tifosi del Cagliari (non me ne vogliano), mentre vedere Quaresma che vagava senza meta nei meandri della trequarti campo milanista m ha messo addosso un magone che non potete immaginare...ho fatto incubi tutta notte immaginandomi i due esterni offensivi un pò come Timon e Pumba che andavano in giro per San Siro cantando Akuna Matata mentre l'Inter le prendeva di santa ragione da un brasiliano con una faccia da jena ridens decisamente inquietante e dei capelli alla Demo Morselli dei tempi d'oro. Abbiamo subito gol dall'uomo più brutto d'Italia e non lo dico per sfotterlo, lo dico perchè lo penso veramente...è davvero brutto, anche più di Galliani se possibile. Certo che ci ha messo dentro una palla strepitosa, nata da un'azione altrettanto strepitosa, non ha colpe la difesa. Ecco, proprio la difesa, l'unico reparto che ieri ha fatto qualcosina di emglio, perchè alla fin dei conti il gol non è colpa di nessuno se non dei piedi raffinati dei milanisti e perchè oltre che in quella occaisone veri rischi non li abbiamo mai corsi. Materazzi finchè resta in campo prima di essere sostituito regna sulle palle alte e randella con la giusta quantità sulle fragili caviglie rosso-nere, mentre Burdisso sis a come va nelle partite importanti, sembrava un bambino spaesato in città, ogni tanto azzeccava qualche cosa, ma ilr estante 60% delle volte creava casini. L'espulsione poi è davvero da pirla (come direbbe Mourinho): ma io dico...ti hanno appena sostuituito il compagno di reparto, sei rimasto li con solo Chivu a fare scudo e ti metti a fare due interventi da Jack lo Squartatore sugli avversari? Deve mancarti qualche venerdì. E c'è già andata bene che non hanno espulso anche Dejan, perchè l'intervento che ha fatto nel finale su Kakà era da pazzo e da espulsione diretta, invece hanno espulso Materazzi, che era li in panchina a urlare frasi che ora non si possono ripetere verso Morganti...giusta anche li l'espulsione, anche se capisco il nervosismo di Matrix. Lui è uno dei pochi veri interisti che abbiamo in squadra oramai e perdere un derby così è sempre brutto, in + i tifosi avversari sembrano non avere ancora capito il dolore ed il vuoto che un uomo sente quando gli manca la madre (e lui l'ha persa qnd aveva 12/13 anni). Continuate a cantare pure Materazzi figlio di p*****a, ma è più uomo lui di tutta la Curva Sud messa assieme. Ho messo un pò di ironia nel commento di oggi perchè se avessi parlato seriamente sarei risultato pesantuccio come sempre dopo le sconfitte. Chiedo solo una cosa ai ragazzi: già saranno giorni pesanti a scuola ed al lavoro per noi interisti a contatto con i tifosi di altre squadre, evitatiamo almeno dichiarazioni come quelle di Ibra ("L'abitro ha vinto non il Milan" ) perchè se no semrba davvero di essere l circo... Andrea 9月25日 C'Era Una Volta... C'era una volta un ragazzino, che sbarcò a Milano con un volo diretto dall'Argentina. Era in compagnia di un connazionale. I due erano Javier Zanetti e Sebastian "Avioncito" Rambert. La storia vuole che Javier fu portato a Milano solo per riuscire a convincere l'attaccante di belle speranze a giocare nell'Inter. 6 mesi dopo Rambert aveva collezionato 2 presenze, giocando da cani e nel mercato invernale viene venduto al Real Saragoza, mentre Javier Zanetti, arrivato in estatae in silenzio, senza fare rumore, senza clamori, a fine anno firma 32 presenza in Campionato, 2 in Coppa UEFA e 5 in Coppa Italia. Era lui il grande acquisto, correva dappertutto e non sbagliavamai un passaggio. Oggi, settembre 2008, Javier Zanetti, nostro mitico Capitano timbra il cartellino delle 600 presenza in gare ufficiali con la maglia nero-azzurra. 600 presenze! Una bandiera, l'emblema dell'interismo più profondo, un strepitoso esmpio per ogni ragazzo, un uomo con due palle così ed un cuore altrettanto grande. Grazie Zanna per questi 13 anni assieme, grazie per amare così profondamente una squadra come l'Inter, che sappiamo essere un amore difficile, ma forse proprio questo è il bello no? C'era una volta un Inter con un attacco per niente stellare ma fatto di corsa, fatica e grinta. Questo attacco era composto dal Fenomeno Ronaldo, dal Gladiatore cileno Ivan Zamorano, da Marco Branca e infine da Maurizio Ganz. El segna semper lù. Maurizio Ganz giunge all'Inter dopo varie stagioni nel Campionato di serie B, ottime stagioni, ma passare dal Campionato cadetto ad una squadra che voleva tornare ai fasti passati non era di certo facile. Eppure il ragazzo di Tolmezzo si mette in silenzio al lavoro, rendendosi sempre disponibile per l'allenatore anche a gara iniziata. Aveva due pregi Maurizio: 1)non faceva mai storie se veniva lasciato in panchina; 2) quando entrava erano cazzi per gli avversari, perchè la metteva dentro sempre e se non la metteva lui faceva segnare i compagni con i suoi movimenti in profondità. El segna semper lù. Poi la Premiata Ditta Mazzola (che come dirigente ha sempre fatto cagare) - Moratti lo lasciano andare via...dove? Al Milan, ai cuginastri. Ecco, là continua a segnare e porta a vincere uno Scudetto il Milan di Zaccheroni. Oggi Maurizio Ganz gioca nella selezione di calcio Padana, all'Inter c'è un altro giocatore che se lo lasci in panchina non si lamenta mai e quando entra, puntualmente segna: Julio Ricardo Cruz, "El Jardinero". El segna semper lù. Ieri sera in una gara terribilmente difficile per la compagine nero-azzurra, contro un Lecce chiuso come un'ostrica ed allenato da un milanista guastafeste come Beretta, serve l'ingresso in campo dell'argentino per darci i tre punti. Ieri sera non è stato Ibra l'eroe, nonostante una traversa bestiale che sta ancora tremando; non è Adriano l'eroe, lui che è stato sul trono per poi caderci miseramente e che ora sta cercando di riprendersi con la fatica ed il sudore; non sono Mancini o Quaresma gli eroi, i nuovi acquisti e neoppure Balotelli, giovane sbruffoncello ma di classe sopraffina. L'eroe per ora è lui, "El SEgna Semper Lù" Cruz...da Ganz a Cruz, per fortuna ci sono ancora giocatori che salvano la patria. C'era una volta Josè Mourinho, e neppure tanto tempo fa eh, circa una settimana, che appena vedeva un microfono, si gasava, si esaltava e tirava fuori il meglio di sè, con battutine sagaci, un pò caustiche talvolta, ma sempre argute e intelligenti. Con queste battute ha conquistato la stampa ma soprattutto il pubblico nero-azzurro. Oggi Josè sembra disperso nei meandri dei suoi pensieri, se ne frega delle critiche che vengono dagli avversari (vedi Beretta), se ne frega di vantarsi del suo record personale di 100 partite senza sconfitte in casa. Davanti ai microfoni ci manda Beppe Baresi, il suo vice, uno che ui microfoni li vedeva poco anche quando ci giocava a calcio, uno che a differenza di Mourinho non è per nulla arrogante e per nulla esuberante, sembra anzi quasi timido, intimorito da una stampa che, lui lo sa bene, non ha mai amato l'Inter. Prima del derby ci sarà Josè? Oppure vedremo ancora Beppe e ciò spiazzerà gli avversari a livello psicologico? Bah, sinceramente me ne frego, spero solo che l'Inter vinca, perchè c'era una volta l'Inter che i derby li perdeva tutti, oggi invece siamo la nuova Inter, quella che solitamente li vince i derby. Andrea 9月22日 Da Torino con Amore A Torino l'Inter ci va sicura e torna convinta della propria forza, xkè fare tre a uno in trasferta ad una squadra che era partita così bene in Campionato non era facile. Dominio assoluto in campo fino al 70° circa, tatticamente nulla da rimproverare a nessuno se non quel calo di tensione nel finale oramai tipico della nostra squadra e che neppure il cambio di 20 allenatori sembrano riuscire a eliminare. Mourinho a sorpresa manda in campo affianco a Mancini e Ibra, coppia inamovibile, Adriano, scelta che si rivelerà azzeccatissima, tanto che il brasiliano giocherà la sua migliore partita da due/tre anni a questa parte. Il tridente inizialmente sembra essere un pò lento sugli esterni e sembra puntare troppo sulla fisicità, lasciando spazio di avanzare a terzini granata. Fortunatamente a centrocampo il solito Cambiasso, l'infaticabile Zanetti ed il ritrovato Vieira recuperano palloni a bizzeffe, bloccando il Totino e facendo ripartire l'Inter. Proprio da un recupero di palla del Capitano nasce l'uno a zero: Adriano prova a sfondare centralmente, scarica poi sulla destra dove Mancini prova il traversone, deviato da Pisano nella propria rete. Il terzo autogol. Ok, culo abnorme, ma per avere culo bisogna anche attaccare e l'Inter lo fa da Dio, sia a livello di squadra sia a livello di singoli e l'esempio è Maicon. Il suo gol è un gioiello, una sborda di collo esterno sul palo lontano, un gol da fantasista firmato però dal migliore esterno destro difensivo attualmente in circolazione. Si va così al riposo sul due a zero. La ripresa si apre come si era chiusa la prima frazione: l'Inter attacca e su una ripartenza da scuola del calcio (tre tocchi e si è in porta), Mancini lancia Ibra che con un esterno delicato batte il povero Fontana. A questo punto Mourinho inserisce Balotelli e Quaresma, che però nn influiscono sulla partita ed aiutano poco i compagni un pò stanchi del centrcampo. Il Torino prende coraggio e finalmente ci prova, soprattutto sulla fascia destra dove Maicon lascia ancora molti spazi, mentre Chivu a sinistra controlla diligentemente. Peccato che proprio su un traversone si faccia sfuggire Elvis Abbruscato firmando il tre a uno. Il resto è Inter arrancante in difesa e Torino arrembante in attacco, con anche una traversa. Ma i tre gol bastano ed avanzano per farci andare in testa alla classifica a 7 punti dopo una buona prestazione, a braccetto con i rivali di sempre, la squadra che da due anni mancava lassù: la Juventus che grazie ad Amauri espugna il campo di Cagliari. Insomma c prendiamo il posto in classifica che è nostro da tre anni a qst parte ma con una vecchia compagna di battaglie, la Juventus, che dopo qualche lifting e con un pò di botulino sembra essere tornata ai fasti dell'era Moggi. Sarà davvero così? Intanto la Lazio crolla sotto i colpi di un Milan uscito dalla crisi, almeno così dicono i giornali...insomma ora hanno 3 punti in classifica, si lasciano alle spalle la zona retrocessione e puntano dritti alla fase a gironi di Coppa UEFA, le loro ambizioni sono piene di fasto. Bando alla ciance peccato per i bianco-celesti nostri amici, con i rosso-neri proprio non ci riescono. Vi rifarete, intanto aspettiamo il prossimo turno che sarà mercoledì sera ma soprattutto sarà la giornata prima del derby, un derby che potrebbe segnare la fuga dell'Inter sul Milan o la rinascita totale della squadra di Ancelotti che potrebbe iniziare a lottare per un posto in Intertoto. Andrea 9月17日 Cartoline dall'Europa La prima immagine di questo inizio di Champions League per noi interisti non può essere altro che la gioia degli occhi del tornato Imperatore di Milano, Adriano. Entra, si muove bene e segna chiudendo un match difficile ma ben condotto dalla truppa di Mourinho ad Atene. Illuminante Ibra, con due assist (uno per Mancini ed uno appunto per Adriano) e tanta corsaper aiutare la squadra che nella ripresa deve sopportare gli urti dell'attacco del Panathinaikos o come minkia si scrive. Strepitoso Mancini che oltre a segnare dialoga perfettamente con il Genio andando più volte vicino al gol. Invisibile invece Quaresma, non ancora ben inserito negli schemi di gioco. Ah, dimenticavo, superbo Cambiasso a centrocampo, vero ammiraglio, l'unico capace di aiutare una difesa a volte un pò ballerina, a recuperare palloni in quantità industriale e soprattutto a rilanciare l'azione offensiva cn perfetti lanci. Insomma, si torna da Atene con un soddisfacente due a zero a danno dei greci, due a zero maturato cn buon gioco ma anche con tanta sofferenza, come era prevedibile. Applausi a Mourinho ed ai ragazzi che finalmente portano a casa una prova importante nella prima gara europea. La seconda immagine invece mi piace dedicarla ad un uomo che ha un cognome decisamente ironico, ma è riuscito a ridicolazzare la Roma a livello Inter-nazionale: MAURIZIO TROMBETTA. Il suo Cluj (chi l'hai mai sentito prima??) batte a Roma la Roma con un due a uno. La sua espressione gongolante a fine partita ai microfoni di sky è una goduria se paragonata a quella mogia e cupa di Spalletti e Totti. Passiamo ora a stasera, ove cis aranno matches decisamente più interessanti sulla carta rispetto a quelli di ieri. La Juventus del "settantenne" Ranieri affronterà in casa i detentori di Coppa UEFA e Supercoppa Europea, cioè i russi dello Zenit. La sfida è interessante perchè nonostante la Juve stia passando un ottimo momento di forma, gli uomini di Advocaat sono nel pieno del Campionato ed inoltre hanno giocatori di alto livello quali Arshavin, Pavlychenko e Timoschyuk. Sarà da gustare come sfida. La Fiorentina sarà invece ospite del Lione, sarà durissima perchè i francesi oramai dopo 7 campionati consecutivi vinti in patria, non nascondono la loro ambizione europea. Vantano inoltre maggiore esperienza dei toscani, che hanno dalla loro però la freschezza e l'intraprendeza di chi torna in Champions dopo 9 anni. L'ultima immagine la dedicherei ai Campioni d'Europa, cioè al Manchester United. Alex Ferguson è davvero incazzato nero e ne ha tutte le ragioni di esserlo: i Red Devils hanno iniziato malissimo la stagione con una vittoria, una sconfitta ed un pareggio in Premier League; la Supercoppa Europea è stata malamente persa; John Terry avrebbe dovuto saltare per squalifica la partita di domenica tra Chelsea e Manchester appunto, ma la disciplinare inglese ha annullato il rpovvedimento, cosa che non è andata molto giù a Ferguson. Infine, come se non bastasse tutto ciò, una brutta ombra va ad oscurare i brillanti bilanci della Società, difatti i proprietari americani fanno parte della gigante assicurativa americana AIG, sponsor anche del Manchester, che sta rischiando seriamente il fallimento in seguito alla crisi economico/finanziaria che si è abbattuta in questo momento su Wall Street. Il contratto con l'AIG era di 70 milioni di euro in 4 anni, una cifra enorme, ma la crisi che sta passando la casa assicuratrice porterà probabilmentealla rottura del contratto e nonostante l'ottimismo dei proprietari sarà dura trovare chi offrirà cifre almeno paritarie. Ci si avvia verso un declino dello strapotere economico targato Red Devils? Chi lo sa, intanto godiamoci qst seconda giornata di Champions con tutta calma, perchè noi un piccolo passo avanti l'abbiamo già compiuto ieri Andrea 9月14日 Sfacciatamente Inter (Inter 2-1 Catania)A ME MI PIACE.
Mi piace questa Inter così sgrammaticata vista sabato sera contro il Catania, perché,
sinceramente, circa la formazione messa in campo da Mourinho, non ci ho capito
un emerito cazzo: Balotelli, Ibra, Figo e Quaresma tutti assieme...boh. Fatto sta
che mi è piaciuta. Mi è piaciuto anche Quaresma, questo ragazzo così
terribilmente tamarro in ogni mossa, in ogni movimento, in ogni gesto, in ogni trivela.
Mi è piaciuto l'atteggiamento dell'Inter, che nonostante si sia trovata di
fronte un Catania paurosamente chiuso (zero tiri in porta, se non
nell'occasione del gol) è riuscita a vincere con grinta e orgoglio. Mi piace il
fatto che finalmente anche noi abbiamo avuto un culo abnorme. Forse non è ancora l’Inter che vorrebbe Mourinho, cioè ordinata, cinica e veloce. Ma guardando la classifica di stasera, possiamo renderci conto che, aspettando la Juve, tra le grandi siamo l’unica squadra ad essere imbattuta: la Roma ieri s’è sciolta davanti al Palermo di Ballardini; la Fiorentina non è stata certo aiutata dal calendario, ma dopo il pari con i gobbi, ha trovato un Napoli ottimo; infine i cuginastri…ah, povero Milan. Dopo il roboante Bologna ed il pimpante Lugano, s’è trovato di fronte lo spumeggiante Genoa. Ma è chiaro che i ragazzi di Ancelotti avessero già la testa alla difficilissima gara di Coppa UEFA contro lo Zurigo, squadra temibile visto le recenti prestazioni degli svizzeri del Lugano e del Locarno. Insomma, siamo sempre la squadra da battere, la più sfacciata, la più forte, la più fortunata, ma c’è ancora da lavorare. Sicuramente meno che da altre parti, vero Berlusca? Andrea 8月30日 Leit Motif (Samp 1 - 1 Inter)Commento a caldo: PORCA PUTTANA Commento a freddo: ci può stare. E' tornato, l'incubo di ogni fidanzata, di ogni casalinga, di ogni moglie, di ogni piccola figlia. E' tornato il campionato, ufficialmente alle ore 18, ma per tutti noi interisti alle ore 20 e 30. La nuova Inter di Mourinho debutta, in un campo difficile come il Marassi, in casa della Sampdoria di Mazzarri. La gara inizia e l'Inter sembra riprendere dove aveva lasciato: scorso campionato vinto e soprattutto Supercoppa vinta, convincendo. La Samp è un pò impaurita, si vede, ed il primo quarto d'ora lo lascia in mano ai nero-azzurri che provano a bucare la difesa blucerchiata con però scarsi risultati. Vedendoci un pò contratti, i genovesi si fanno avanti e prendono in mano il pallino, sfruttando l'assenza di una prima punta pura, l'immenso talento di Cassano ed i perfetti tempi d'inserimento di Delvecchio. Nonostante ciò al 33° minuto l'Inter passa con il solito Ibra: dopo una stupenda azione nata sulla sinistra offensiva, Mancini e Ibra sfoderano un bellissimo uno due al limite dell'area blucerchiata e dopo un controllo non perfetto (forse con leggero tocco di braccio) lo svedese insacca Mirante che rimane immobile. 1 a 0 ed il primo tempo si chiude su quest risultato senza altre particolari emozioni. La ripresa non regala azioni rilevanti, se non alcune ripartenze neroazzurre, e alcuni batti e ribatti nell'area di Julio Cesar. E proprio da uno di questi, al 24° della ripresa, arriva il pareggio di Delvecchio: Padalino, entrato al posto di Stankevicius arriva al cross dalla destra, la palla resta li e dopo un primo tocco sampdoriano Delvecchio riesce ad infilare il nostro portierone. Subito dentro Jimenez e Crespo, mentre Balotelli era già entrato al posto di Mancini. L'Inter prova a farsi più aggressiva, guadagna vari calci d'angolo senza però successo, mentre la Samp si affida al talento di Cassano ed ai grandi polmoni degli esterni per veloci ripartenze che mettono i brividi alla nostra acciaccata difesa. L'ultimo brivido arriva al 43° qnd Jimenez incorna un stupendo traversone di Ibra dalla sinistra, ma la palla va alta. Rosetti fischia la fine, il Marassi esulta. Che si può dire, non abbiamo giocato male, certo non era l'Inter travolgente vista a San Siro contro la Roma, ma la Samp ha davvero azzeccato ogni movimento difensivo e i guizzi di Cassano, che svariava da destra a sinistra, avrebbero messo in crisi qualunque difesa. Di fatto incominciamo il Campionato come l'avevamo iniziato l'anno scorso, con un uno a uno. I pari ad inizio stagione sembrano oramai essere un leit motif dei nostri ragazzi che faticano ad entrare in forma subito e soprattutto faticano a trovare i giusti equilibri nelle prime partite. In più non ho potuto fare a meno di notare almeno altri due elementi che a mio parere saranno temi ricorrenti di questa stagione: 1) le decisioni arbitrali. Rosetti non ha arbitrato male, ha azzeccato quasi ogni cosa ed ha seguito tutte le indicazioni dettate da Collina e proprio per questo motivo ci sono state molte ammonizioni per proteste (neppure tanto accese) e comportamenti non eccessivamente cattivi o irregolari. Perciò qst'anno abituiamoci a veder molti gialli e rossi sventolare (Muntari, Materazzi, Maicon ed anche Ibra...siete avvisati!); 2) i telecronisti non possono fare a meno di ricordare ogni due o tre tocchi Mancini (Roberto s'intende). Il primo tempo me lo sono gustato su Sky, con un commento ottimo devo dire, ma ad ogni nuovo schema messo in atto ed ideato da Mourinho, nelle parole dei due telecronisti, sembrava esserci sempre un "Eh, ma con Mancini lo avrebbero fatto diversamente"; il secondo tempo invece me lo sono gustato al bar, sul Digitale, con commento di Piccinini......e diciamo che la situazione è tragicamente peggiorata. Mourinho dovrà farci l'abitudine, lui è il nuovo allenatore dell'Inter, ma Mancini sarà sempre e comunque il metro di paragone per il suo lavoro. Forza Mou, ora sta a te dimostrare qnt vali ed ai ragazzi riconfermarsi, ma non mi preoccupo: m sembra che le spalle le hai abbastanza larghe per poter sopportare non solo lo spettro del mitico Mancio, ma anche di tutti gli altri allenatori dell'era Moratti. Andrea P.S. Da oggi le Pagelle e le Intervista del Dopo Partita saranno di nuovo aggiornate... 8月25日 Il Ritorno Il calcio estivo non è che mi entusiasmi particolarmente, difatti in questo mese di agosto sono stato più impegnato nel seguire le Olimpiadi piuttosto che a guardare e commentare partitelle sotto il cocente sole estivo. Ma ieri sera era diverso, ieri sera c'era il ritorno. Il ritorno della nostra Inter in una gara che contava contro la rivale oramai affermata di qst ultimi anni, la Roma, carica più che mai dopo la morte (condoglianze vivissime) del Presidente storico Sensi. L'Inter è forte, cm sempre stata negli ultimi tre anni, ma lo è ancora di + qst volta, xkè spinta dalla voglia di fare bene x il suo nuovo allenatore Josè Mourinho. San Siro non è pieno, ma è addobbato a festa cm nelle migliori occasioni e come sempre la Curva Nord non manca mai il suo sostegno ai beniamini nero-azzurri. E così si inizia, in una tiepida serata d'estate, il calcio ritorna a farsi serio e qnd il gioco si fa duro, l'Inter risponde presente. ll pallino del gioco è sin da subito nelle nostre mani, con un centrocampo che funziona a meraviglia cn Capitan Zanetti, Deki e il nuovo Muntari che recuperano ed impostano, mentre il lume del centrocampo dello scorso anno, Cambiasso, guidava magistralmente la difesa aiutando un Burdisso che nelle gare ufficiali va sempre un pò in crisi. L'attacco invece crea tnt, ma fatica a finalizzare, cn Ibra magico come sempre ma ancora un pò offuscato sotto porta, e Mancini e Figo che invece devono ancora trovare le giuste misure ai lati dell'attacco. X fortuna Maxwell e soprattutto Maicon sn due grandi terzini che sanno qnd attaccare e come farlo. La partita si accende subito grazie ai nostri ragazzi, mentre la Roma rimane schiacciata dalla forza nero-azzurra che finalmente passa dopo una bella azione sulla destra con Muntari che scarica un sinistro potente dopo che la pala aveva colpito la traversa. L'Inter continua ad attaccare senza xò trovare il raddoppio. E ciò viene pagato nella ripresa, qnd la Roma, entrata in campo + carica e ddecisa a fare bene, inizia ad alzare il baricentro e nonostante la difesa nero-azzurra si dimostri ancora una volta arcigna, i giallorossi passano cn un gran tiro da fuori di De Rossi, su cui cmq l'Acchiappa Sogni Julio Cesar non è stato impeccabile. Josè capisce che l'Inter necessita di gambe fresche e nuova linfa offensiva, toglie così Figo e mette SuperMario Balotelli, che all'ottantesimo, dopo vari attacchi trova lo spazio e batte Doni. 2 a 1 e sembra qasi fatta...ma niente, la sfiga è con noi e sugli ultimi arrancanti attacchi giallo-rossi, in seguito ad un calcio d'angolo, Stankovic devi sfortunatamente la palla nella nostra rete, x il godimento di tutti i Romanisti, Juventini e Milanisti.I supplementari sn ancora pallino nero-azzurro seppur l0'occasone + netta capiti nei piedi di Okaka. Si va così ai calci di rigore. I cuori di tutto San Siro battono a mille, visto che Mourinho nn ha mai avuto tnt fortuna ai rigori...l'incubo sembra diventare realtà qnd Stankovic tira una sminellata in piena traversa mentre De Rossi trasforma (uno dei poki rigori della sua carriera probabilmente). Poi tocca a lui, Capidano Totti, l'unico uomo che ha il coraggio di chiamare una figlia Chanel, e x un uomo con cotale coraggio, cosa sarà mai segnare un rigore? PAM, parte alta della traversa, tutto da rifare x la Roma ed io e tutta la Milano nero-azzurra gode profondamente, senza pudore. E qnd julio Cesar riesce a respingere con la sua manona il rigore di Juan e il vero, l'unico, inimitabile Capitano, Javier Zanetti trasforma il rigore decisivo, l'urlo si fa spazio nelle nostre gole, x gridare la gioia dell'ennesima vittoria della nostra Inter, la prima vittoria cn noi di Josè Mourinho che a fine partita dimostra di essere un grande uomo, dedicando parte della vittoria a Roberto Mancini, cosa che tutti noi tifosi facciamo molto volentieri. Il calcio d'estate finisce, qll serio riprende. Ancora una volta cn l'Inter sul gradino + alto del podio, ancora una volta cn noi tifosi a gridare il nostro amore x l'Inter... Andrea P.S. mentre noi vinciamo il Milan perde l'ennesima amichevole estiva...ed io godo...ah, inoltre la rubrica delle pagelle e delle interviste del post-partita ritorneranno attive solo dall'inizio del Campionato, x problemi tecnici...un saluto 8月5日 La Sfida Eterna Nella storia dello sport ci sono sfide eterne, che nel susseguirsi degli anni si ripetono di volta in volta con maggiore pathos per gli osservatori e gli appassionati...nel basket indimenticabili sono le sfide tra la Virtus Bologna e la Fortitudo Bologna, oppure in NBA Boston Celtics VS Los Angeles Lakers; e come dimenticare le appassionanti sfide su due ruote tra Vale Rossi ed i vari Max Biaggi, Sete Gibernau ed ora Stoner? Insomma, lo sport è fatto da sfide che ricorrono nel tempo. Quella tra Mourinho e Ranieri inizia nell'estate del 2004, quando Abramovich caccia senza troppi riguardi Ranieri, reo di non essere riuscito, neppure con i suoi fantamiliardi, a vincere qualcosa di serio, ed ingaggia l'astro nascente degli allenatori europei, Josè Mourinho. Di fatto il romano (dev'essere nella loro indole rosicare) se la piglia male, poichè sostituito da un novellino come il portoghese, seppur già molto + vincente di lui. Estate 2008: la sfida riprende dopo una sosta dovuta al ritorno alla panchina di Ranieri e soprattutto dalla lontanaza dei due. Dopo la pesante batosta subita a Londra contro l'Amburgo, Ranieri rilascia delle dichiarazioni un pò...come dire...fuori luogo e dettate da un senso eccessivo forse di megalomania "Mourinho? E' un ottimo allenatore, che ha vinto tanto sia in Portogallo che in inghilterra. Ma in Italia è diverso, dovrà capire bene il nostro calcio. Mi dispiace che Lampard non sia venuto in Italia come avrebbe voluto lui, ho un ottimo rapporto col ragazzo, ed ho anche una certezza: se lo avessi chiesto io ad Abramovich, ora sarebbe già qui ad allenarsi, con Mourinho è un altro discorso" sorrisetto beffardo dell'allenatore Juventino, che poi continua "Perchè? Perchè io non sono come lui, non ho bisogno di vincere per avere certezze, mi fido del mio lavoro e della mia esperienza" Pesantuccio il romano, mai stuzzicare can che dorme. Mourinho, seppur sia giunto in Italia in punta di piedi, cercando di contenere la parte egocentrica e presuntuosa del suo carattere (che sicuramente è una componente essenziale del personaggio Josè assieme alla simpatia a cui ci ha recentemente abituato), non ha potuto fare altro che rispondere alle frecciatine bianconere: "Sono in Italia per lavorare e non per fare guerra di parole. E sono qui per fare tutto il meglio che posso fare per l'Inter, quindi voglio veramente dimenticare il lavoro degli altri. Ma Claudio Ranieri ha ragione in quello che dice, io sono una persona molto esigente con me stesso, ho bisogno di vincere per essere felice, per avere la sicurezza che tutte le cose stiano andando bene, anche per questo ho vinto tante cose nella mia carriera. Lui, per avere la sua mentalità, ha detto che non ha bisogno di vincere. Lui, forse avendo questa mentalità, proprio per questo a quasi 60 anni ha vinto una Supercoppa, una piccola coppa. Non ha mai vinto trofei importanti. Forse ha bisogno di cambiare la sua mentalità, ma forse è troppo vecchio per farlo" Eh già...impassibile, pacato, ma forte. Se Ranieri ha usato delle frecciatine, Josè risponde con un fucile a canne mozze...ma la guerra nn è finita, poche ore fa infatti, Ranieri ha di nuovo risposto al "collega" nero-azzurro. Cadendo nel vittimismo oramai abituale dei bianconeri, l'allenatore ha ribattuto dicendo: "Ecco chi è il vero Mourinho, il vero stile di Mourinho. Non mi piace fare polemiche e ritengo che le parole del pre-campionato si perdano facilmente, però vorrei sottolineare come Mourinho abbia mostrato a tutti la sua vera personalità. Questo è ciò che pensa e dice dei colleghi. Vedremo se riuscirà a vincere più di Mancini, sarà molto dura per lui. Ora però parliamo di calcio..." A conclusione di questa triste chermesse verbale, vorrei solo fare qualche riflessione: 1) Ranieri fa anche la vittima, ma, come si dice quando si è bambini, è stato lui a cominciare!; 2)Mourinho era e rimane l'allenatore + amato da Abramovich, tanto che il russo ha regalato al portoghese macchine, case e a momenti gli regalava anche una squadra di calcio, la preferita (qll di Setubal) di Mou. I disaccordi ci sono stati come ogni qualvolta un rapporto finisce, ma di certo non meno di quanti ne ha avuti col signor Ranieri nell'estate del 2004, pertanto non sono sicuro che Lampard sarebbe stato ceduto tanto volentieri alla Juve. E poi chi ce lo dice che l'inglese volesse andare alla Juve? Magari voleva e vuole anche adesso SOLO L'INTER x il suo futuro; 3) Parliamo pure di calcio Ranieri: ma le tre pere prese dall'Amburgo come le mettiamo?? Siamo ancora sicuri di poter vincere tutto con una difesa del genere o è meglio concentrarsi un poco alla volta? Inizi a pensare a come fermare l'Artmedia, se no sono cazzi!!! P.S. Mitico Mou...finchè insulti i gobbi mi starai sempre simpatico...ah, direi di iniziare anche coi giallorossi, il Milan lascialo pure stare, ci ha già pensato Anelka Andrea 7月30日 Più Nero che AzzurroPremettendo che il Trofeo Tim è un'amichevole + per il pubblico che per le squadre e che secondo Piccinini e l'amico di merende Serena la storia della Stagione 2008/2009 è già scritta (cioè Juve che vincerà Scudetto e Champions League senza troppi problemi, il Milan vincerà la UEFA e l'Inter si barcamenerà tra la zona retrocessione e zona intertoto), dal triangolare di ieri sera si possono estrapolare alcuni primi dati interessanti sul lavoro di Mourinho, che per ora cmq m sembra chiaro (almeno spero) deve ancora dare i suoi frutti: Nuovi Acquisti: Mancini e Muntari, a cui aggiungerei il tornato Adriano. L'ex giallorosso s'è comportato bene, seppur ancora indietro come molti compagni nella preparazione è sicuramente stato l'uomo + attivo davanti, svariando da una parte all'altra della fascia offensiva e dando anche mostra di buona capacità di copertura, seppur non ancora altissima. L'africano appena arrivato è invece + avanti nella preparazione fisica, e s'è visto nella reattività che aveva, xò non ha ancora, anzi per niente assimilato le idee di Josè ed è ancora un elemento estraneo al gioco, ma c'era da aspettarselo. Infine Adriano. Che dire, sembra essere sulla buona strada, sembra avere molta buona volontà, però ancora non ci siamo, un attaccante deve segnare o almeno rendersi pericoloso, e lui non l'ha fatto. LAVORI IN CORSO Difesa: Nota dolente, anzi, dolentissima. Non tanto per le prestazioni, ma per gli uomini: Samuel e Cordoba nn sn ancora pronti, anzi...Chivu non si sa qnd si riprenderà finalmente dall'intervento alla spalla; Rivas ha problemi che si spera possano essere risolti a breve; Burdisso sarà squalificato nella prima sfida di Champions ma quanto meno x la Supercoppa c sarà. C'era solo Materazzi ma anche lui s'è rotto, insomma la sfiga nn ci lascia mai, ed anche qst'anno le cose non sono partite bene. I Terzini invece sembrano stare bene, Maxwell sopratutto, dalla sua parte non si passa...mentre Maicon è ancora un pò indietro, la sua mole necessita probabilemente + tempo per metabolizzare il lavoro precampionato, in + Mourinho sembra volere puntare molto su Santon, 17enne talento della Primavera e che sembra oramai sicuramente aggiunto nella lista UEFA del Mister Portoghese. Per la difesa quindi Mourinho ha molto lavoro da fare e soprattuto dovrà inventarsi sin da subito qualche statagemma x coprire i buchi delle assenze. DA REINVENTARE Centrocapo e Attacco: Il centrocampo è nel calcio moderno la zona del campo + importante. Qll della nuova Inter deve fare un gran lavoro essendo a tre, ma dimostra di noin avere inventiva e probabilemtne proprio x qst Mourinho avrebbe voluto avere con sè Lampard, sicuramente in grado di far eil regista molto meglio di Muntari, che cmq aggiunge reattività e forza fisica. L'attacco invece deve imparare nuovi movimenti rispetti a qll presenti nelle tattiche manciniane, e la cosa sembra non essere ancora stata ben compresa. Ieri sera s'è creato poco, concluso ancora meno e rimanere a secco qnd si hanno a disposizione così tnt punte è una cosa abbastanza imbarazzante. Nonostante ciò le attenuanti ci sono e anche il Mister ha sottolineato che il lavoro da fare è ancora tanto. Insomma, + ombre che luci ha messo in mostra il Trofeo Tim di ieri sera x noi nero-azzurri, ma il cammino è ancora lungo fino alla SuperCoppa contro la Roma. Inoltre siamo i Campioni d'Italia e con un allenatore o cn un altro bisogna sempre dimostrarlo! Andrea 7月11日 Lettera del Mancio Girando per alcuni dei mie preferiti blog nero-azzurri ho trovato una piacevole sorpresa. Nel blog iostoconmancini.com, è stata messa una lettera che il nostro ex Mister Roberto Mancini ha scritto a loro, come a tutti noi tifosi nero-azzurri che difficilmente dimenticheremo i 5 anni assieme a lui. La riporto nella sua commovente immediatezza: Cari ragazzi, come sapete non mi piace molto parlare, soprattutto di me, ma da giorni sentivo il bisogno di dirvi qualcosa e credo che sia arrivato il momento giusto. Ho letto tutti i vostri messaggi, sono rimasto molto colpito da tante manifestazioni di affetto e confesso che mi sono anche un po’ emozionato ripensando ai momenti belli di questi anni che abbiamo passato insieme. Vi ringrazio con tutto il cuore, non potete immaginare quanto sia bello essere ricordati così. Ma io sono stato un allenatore dell’Inter e gli allenatori, così come i giocatori, passano. L’Inter invece resterà per sempre e voi siete soprattutto tifosi dell’Inter, questa è la cosa più importante: la squadra ha bisogno di voi. Grazie ancora e un abbraccio forte, anch’io non vi dimenticherò mai Roberto Mancini Poche parole, ma giuste, come sempre sono state quelle del Mancio...grazie di tutto Mancio, ma come dici tu, noi tifiamo Inter ed allora adesso forza Mourinho...sperando che l'arrivo di un omonimo del Mancio (Amantino Mancini) porti bene... Andrea 7月4日 Sogni di Una Notte d'Inizio EstateInnanzitutto vorrei salutare tutti e scusarmi x la mia lunga assenza suq st blog, causata da impegni abbastanza importanti quali gli Esami di Maturità ch ho ora ho finalmente e cn grande felicità portato a termine. In qst settimane sn successe varie cose che vorrei brevemente riassumere in qst intervento La vecchia Italia: La sfida cn la Spagna è stata la fine della bravissima era Donadoni e la fine soprattutto di un ciclo di giocatori in maglia azzurra a mio parere, protagonisti sia del Mondiale che delle qualificazioni. Toni, Di Natale, Cannavaro, Zambrotta, Materazzi, Ambrosini, Panucci sn giocatori già avanti con l'età (calcisticamente parlando) che hanno dato tnt alla maglia azzurra, ma rappresentano un'Italia vecchia, fuori forma, senza idee. La mancanza di alternative tattiche, l'assenza di carattere da parte di alcuni giocatori, la oscena prestazione contro l'Olanda, le appena sufficienti prestazioni con Romania e Francia ed infine la arrendevole sfida con la Spagna mostrano una Nazionale da rimettere in sesto. Molte sn le colpe di Donadoni, che cmq ammiro x eleganza e pacatezza, ma molte sn anche le colpe di coloro che hanno scelto un uomo con così poca esperienza lavorativa x allenare gli Azzurri, cioè Abete ed Albertini. Uomini con maggiore esperienza sarebbero sicuramente stati + inclini ad affrontare i vari problemi che il Mondo del Calcio internazionale pone ad un Mister. Insomma Lippi avrà molto da fare...ah, dimenticavo, chapeau alla Spagna x la vittoria e x il gioco espresso, giovane e frizzante, il contrario del nostro. Sogni di una notte d'inizio estate: Lampard e Quaresma. Due nomi, due sogni x noi tifosi interisti. Il primo, nonostante le mega offerte di rinnovo (si parla 9.5 milioni di € all'anno offerti dai bleus x la Leggenda del Chelsea cm lo chiamano i tifosi), sembra sempre + vicino ai neoazzurri grazie alle pressioni emotive di Mourinho e sarà molto probabile l'anno prossimo vederlo passeggiare lungo i Navigli piuttosto che lungo il Tamigi. Il secondo è abbastanza giovane, talentuoso, ma direi che 40 milioni cash oppure 30 + Pelè (giovane di grandi prospettive) mi sembrano davvero tnt x un calciatore che a parte qualche bella giocata ha finora fatto vedere davvero poco, inoltre Mancini della Roma sembra già nostro, e nn è un acquisto da sottovalutare, seppur nn sia un fuoriclasse, e Bastian Schweinsteiger ha avuto il permesso di Klinsmann, suo nuovo CT, di trattare cn Branca. E proprio Branca stesso sembra stia vivendo in un sogno, visto che se con Mancini era stato un pò accantonato a favore di Lele Oriali, ora può sfoderare ttt il suo fascino da tombeur de femmes in giro x tutta Europa, cercando ali offensive e centrocampisti che vadano bene al nuovo mister Mourinho. Insomma il portoghese sembra davvero essere uno special one, visto che in circa un mese di lavoro all'Inter ha già iniziato a fare sognare un centrocampo stellare, un attacco mirabolante ed una coppa dalle grandi orecchie a tutti i tifosi nero-azzurri. Continuate pure a lavorare così, di sogni ce n'è sempre bisogno. Via libera al secondo extracomunitario: Questa è una notizia fresca datta ieri tardo pomeriggio. Il Consiglio Federale ha dato il via libera al tesseramento del secondo extracomunitario in serie A accettando la richiesta della Lega calcio. La norma per la stagione 2008-09 prevede la possibilita' per le societa' di A di tesserare 2 calciatori extracomunitari in due casi: in sostituzione di un extracomunitario in scadenza contratto o che vada all'estero oppure in sostituzione di un altro extracomunitario che vada all'estero. E' una notizia importante xkè sposta tutti gli equilibri che finora s'erano imposti nel calcio-mercato, permettendo così la ricerca di nuovi talenti nel Sud America. Un esempio? L'Inter potrebbe tranquillamente acquistare Kerlon e nn darlo via x forza in prestito, potrebbe anche tenerlo e faro crescere al fianco dei grandi Ibra, Cruz, Figo, ecc...Insomma, il mercato si ravviva e sn sicuro che vedremo nuovi colpi di grande interesse. Andrea 6月14日 Hai un momento Dio? Forse è esagerato, ma in certi casi ti chiedi se qualcuno lassù ce l'abbia cn te. Ieri è tornata in campo l'Italia ed il risultato, nonostante la buona prova in generale di gran parte degli elementi della Nazionale, non è stato qll che tutti ci aspettavamo. 1 a 1 contro un'arcigna Romania, guidata dagli "italiani" Chivu, Radu e Mutu ed aiutata (ed anche molto visto la prestazione che ha sfoderato) dall'ex portiere della Fiorentina Lobont. Donadoni ha cambiato molti elementi rispetto alla sfida con l'Olanda, addirittura 5/11 della squadra. Chiellini, Perrotta, De Rossi, Del Piero, Grosso. E la differenza s'è vista: Grosso, che in Nazionale si trasforma rispetto al giocatore opaco che è nei club, spingeva come un dannato sulla sinistra facendo vedere i sorci verdi ai romeni; Perrotta e De Rossi invece, oltre ad aiutare molto Pirlo coprendolo in fase di costruzione di gioco, hanno mostrato la loro abilità migliore, cioè la capacità di inserirsi negli spazi lasciati dai nn perfetti difensori in maglia gialla; infine i due juventini sono stati all'altezza delle prestazioni stagionali, con un Chiellini un pò impacciato ma sempre efficace ed un Del Piero che quanto meno ha provato a creare qualcosa (seppur ci si aspettasse qualcosina in + dal Capitano). Ma non è bastato. Nonostante un primo tempo dominato, a passare in vantaggio ad inizio ripresa è la Romania con Mutu su un deprimente errore di Zambrotta, ologramma rispetto a quel grande terzino di spinta che giocava nella Juve. Per fortuna l'Italia si scuote subito ed in seguito ad un calcio d'angolo, su sponda di Chiellini, il vecchio Panucci firma il pareggio. Poi è solo Italia ancora, che però rischia ancora una volta, all'80° circa, di andare in svantaggio: Panucci trattiene in area un attaccante rumeno e l'arbitro (vecchia conoscenza x noi interisti) senza indugi indica il dischetto. Il rigore in Italia non l'avrebbero mai fischiato, ma in Europa è tutto un altro calcio, ci può stare come decisione. Per fortuna che in porta, contro il fiorentino Mutu, c'è San Gigi Buffon che con un gesto da miracolato spinge la palla fuiori dalla porta e tiene a galla le speranze di tutti noi Italiani. Finisce così, con un deludente risultato nonostante la buona prestazione. Certo tutto sarebbe stato diverso se non avessero annullato un gol regolarisso a Toni nel primo tempo. Ma probabilmente la sfiga è con noi e Dio è da altre parti (probabilmente ama l'arancione Olanda, visto l'arbitraggio di Francia-Olanda). Oggi l'arbitro pelatone ha almeno avuto i maroni di ammettere il proprio errore, piccola soddisfazione per noi italiani che così potremo avere scuse buone se martedì sera dovessimo trovarci fuori dalla maggior competizione continentale x Nazioni. Io faccio solo una richiesta: Dio, so che avrai probabilmente problemi maggiori, ma per un'oretta e mezza, martedì sera, non potresti aiutarci un pò? Magari evitando l'ennesimo tortone anti-italiano agli Europei dopo quello Scandinavo di 4 anni fa e magari anche consentendoci di battere ancora una volta quei dannati francesi...oh, Signore, io mi accontenterei sinceramente anche di un gol di mano, in fuorigioco, a tempo scaduto...anzi godrei, xkè l'importante è passare e sai, si, insomma, qui ci sarremmo anche noi cazzo! Andrea 6月10日 La Caduta del Muro di BernaDonadoni VS Van Basten, i due grandi giocatori del Milan scuola Sacchi; Oranges VS Azzurri, i Campioni del Mondo contro le grandi promesse dei Paesi Bassi. Si poteva racchiudere in pochi elementi la sfida di ieri sera tra Italia e Olanda. L'Italia arrivava sicura, carica dal tifo di tutta la Nazione, consapevole di essere la squadra Campione del Mondo in carica. L'Olanda arrivava con mille dubbi e altrettante poche sicurezze: mancavano tutti e tre e trequartisti titolari che Vam Bastem avrebbe voluto schierare, la Nazione era da tempo che criticava il Cigno d'Amsterdam e la sfortuna ultimamente none ra proprio stata dalla loro parte. Fino a ieri sera. Come spesso accade nel calcio, quello che pochi avrebbero scommesso, è successo. 3 a 0 tondo tondo, bello secco degli oranges che mette in ginocchio un'Italia vacua, senza grinta, scoglionata. Ok, ci poteva stare una vittoria dell'Olanda, sono un'ottima formazione, con tanti giovani di grande talento, però non è concepibile una tale disfatta. Non è possibile che i Campioni del Mondo in carica giochino una prestazione del genere. Sicuramente anche la sfiga è stata tutta dalla nostra parte: primo gol, al 26° di Van Nistelroy, in netto fuorigioco, con Panucci fuori dal campo infortunato in posizione passiva (seppur ancora oggi la Federazione Europea Arbitri non abbia spiegato in modo preciso la propria opinione sul gol). L'Italia si lancia in avanti, con disordine, lasciando spesso da soli in difesa un Materazzi ancora lontano dalla forma Mondiale ed un Barzagli per niente adatto a fare il compagno difensivo dell'interista (sono entrambi forti fisicamente, ma lenti come lumache); e così dopo un salvataggio sulla linea di Van Bronkhorst, con un perfetto contropiede vecchia scuola, l'Olanda raddoppia con il talento merengues Snjeider. A questo punto l'Italia deve cambiare qualcosa ma Donadoni non fa assolutamente nulla. Si rientra in campo, un pò più decisi, ma sempre e comunque imprecisi e confusionari. Si cambia solo a ripresa inoltrata con l'ingresso di Del Piero, che si crea da solo, da grande campione, due occasioni da gol, e Cassano, che dispensa assist x tutti, sprecati in modo scandaloso da Toni&Co. L'Olanda a differenza nostra, è sempre ordinata, soffre ma contiene gli Azzurri ed alla fine mette a segno la stoccata finale: contropiede ancora una volta che inizialmente Buffon riesce a fermare in uscita, ma poi, sul colpo di testa a porta praticamente vuota di Van Bronkorst, non può nulla.3 a 0. Una bella batosta davvero, ma ciò che più addolora tutti noi tifosi italiani è l'aver visto in campo una squadra senza voglia, senza fame, impaurita. E di chi sono le colpe? Personalmente tendo a ritenere l'allenatore colpevole ma fino ad un certo punto. Sicuramente Donadoni ha fatto errori come quello di schierare titolare Panucci seppur si fosse infortunato in settimana e soprattutto l'errore abnorme di lasciare fuori De Rossi per schierare il centrocampo titolare del Milan, che con tutto il rispetto se è arrivato 5° in campionato ci sarà qualche motivo no?? La Roma è la squadra più equiibrata e che gioca meglio (mi duole ammetterlo ma è così) in questo momento in campionato e non concepisco la scelta di lasciare in panchina tutti e tre i giocatori autori di una strepitosa annata in giallorosso: De Rossi, Perrotta e Aquilani. Nonostante ciò, nonostante queste sceltre, non è possibile che i giocatori entrati in campo abbiano giocato così male. Non c'era ordine, non c'era grinta, non c'era una forma di gioco che si avvicinasse minimamente a quel gioco che chiamiamo calcio. Solo l'entrata di due grandi fuoriclasse come Del Piero e Cassano hanno camnbiato un minimo le cose. 6月2日 E Venne Il Giorno... Oggi, alle ore 14.27, sul sito ufficiale dell'Internazionale Football Club, compare qst annuncio ufficiale: "F.C. Internazionale annuncia l'arrivo di Josè Mourinho. Il tecnico portoghese ha firmato un contratto triennale e lavorerà, al nuovo progetto nerazzurro dei Campioni d'Italia, con i collaboratori Rui Farias, Silvino e Andrei Villas Boas. Il vice allenatore sarà Giuseppe Baresi, una carriera all'Inter, attualmente dirigente del Settore Giovanile." Era tnt che si attendeva qst annuncio, xkè era inutile oramai negare cm si è fatto x mesi, era inutile nascondersi dietro un dito. L'Inter è riuscita nelle difficile se non titanica impresa di prendere l'unico allenatore sul mercato internazionale + strafottente e antipatico (x gli avversari) del Mancio: Josè Mourinho, The Special One, l'uomo della Provvidenza, colui che Moratti è sicuro c farà fare il salto di qualità anche in Europa. Io tutte qst certezze nn le ho, ma Mourinho è un grande allenatore, il Mancio se n'è andato (sorvoliamo la tristissima faida giudiziaria che ha intenzione di intraprendere l'ex-allenatore dell'Inter contro la Società, e a mio parere fa anche bene) e quindi il tifoso nero-azzurro nn può fare altro che incrociare le dita e guardare avanti. Il dado è tratto, ora bisogna vedere se la scommessa di Moratti sarà vincente. La sua è una carriera diversa da qll di Mancini, ha fatto tnt gavetta il portoghese, partendo dalle giovanili di Barcellona e Benfica, passando x la squadretta del Leira, giungendo sul podio europeo col Porto e diventando il re di londra al Chelsea. Un pò di tempo fa avevo scritto un intervento su Inter e Chelsea, chidendomi se mai i destini di qst due squadre così simili nei rispettivi campionati, si sarebbero mai incrociati. Quel giorno è arrivato, xkè Mourinho si porta dietro collaboratori fidati, che aveva portato cn se nell'esperienza inglese, e insiste da qnt si dice fortemente cn Moratti affinchè porti a Milano anche alcuni giocatori che sn stati alla base delle sue vittorie (Carvalho, Lampard, Drogba, Deco, Essien, ecc...). Il mercato è ancora lunga, c'è tempo x creare la squadra stellare che il Presidente ed il nuovo Mister sognano. Mourinho porta cn se una mentalità forte, da duro, una convinzione nei propri mezzi e nelle proprie capacità che ha costruito nel suo lungo cammino partito dalla cittadina natale di Setubal. Dicono sia un grande stratega, le partite cm le prepara lui nn lo fa nessuno dichiarano i suoi giocatori, inoltre è abilissimo nell'affiancare in prima squadra grandi campioni a giovani di talento in crescita e qst nn può che essere un vantaggio x Balotelli & Co., cioè ragazzi giovani e di talento di cui l'Inter Primavera è ben provvista. Non si può sapere ora cosa otterrà Mourinho qua in Italia, sicuramente le prerogative ci sn tutte, ora bisogna sl aspettare e vedere. Il Mancio l'abbiamo già ringraziato abbastanza penso x ciò che ha dato, ora è tempo di girare pagina ed andare avanti, cm all'Inter si è fatto sempre, forse fin troppe volte. Qualche innesto importante servirà sicuramente xkè il giorno che tnt si aspettava da tempo è venuto: all'Inter oggi è iniziata la NUOVA ERA DI JOSE' MOURINHO. Andrea P.S. Vorrei fare un piccolo applauso alla primavera dell'Inter, che oggi nella prima partita dei play-off (quarti di finale) ha portato a casa un rotondo 4 a 0 ai danni dell'Ascoli. A segno Federici, Balotelli, e doppietta di Siligardi. Bisogna tenere conto di qst ragazzi, alcuni potrebbero già essere pronti x essere gettati nella mischia del vero calcio professionistico. Intanto complimenti ragazzi! 5月27日 Lettera aperta al Mancio Caro Roberto, m sento di darti del tu anche se nn ti conosco personalmente, cm tnt tifosi interisti, xkè sei entrato nel cuore di ogniuno di noi (a chi +, a chi meno) grazie a tutto qll che hai fatto x la società Inter. Sul tuo sito c'è scritto <<Molti la chiamano "Inter"... Io preferisco "Internazionale" Un nome. Un obiettivo>>. Un uomo che pensa, dice e scrive qst parole nn può che essere amato. Dal 2004 al 2008 hai vinto tnt in una società cm la nostra, forse troppo, difatti hai attirato su di te e sull'Inter l'antipatia di molti. Certo, nn che tu facessi molto x evitarlo eh, insomma, un pò strafottente lo sei a volte, ma lo sei xkè hai fiducia in te e qst fiducia in se stessi l'hai trasmessa ad ogni giocatore, gurdandolo negli okki, parlandogli. L'hai trasmessa a tutti noi tifosi che finalmente, dopo 15 anni di dolori siamo tornati a gioire x la nostra amata squadra. Dovevi parlare col Presidente, l'hai fatto, te ne sei andato. Non so cosa v siate detti, non so chi abbia deciso cosa, nn so se sei stato tu a volertene andare, ma spero vivamente sia così. Almeno t potrei capire visto tutte le infamie che t hanno lanciato addosso da qnd alleni l'Inter, mentre se a cacciarti è stato Moratti penso che nn sarei in grado di concepire qst scelta e fossi in te chiederei di essere pagato fino all'ultimo centesimo, almeno rimarrai x un bel pò sul groppone del Presidente. Ma il calcio è fatto così: c si affeziona a calciatori ed allenatori e poi all'improvviso tutto ricomincia da zero, i calciatori se ne vanno, gli allenatori cambiano, ma i ricordi rimangono. E allora t ricorderemo sempre così, con la testa bagnata mentre gridi la tua gioia alla tribuna nero-azzurra a Parma; t ricorderemo cn qll maglia al contrario cn su scritto "15: CAMPIONI" in quel di Siena; ti ricorderemo mentre mandi gentilmente, ma un pò alterato, a quel paese Ordine o Mauro; mentre rispondi stizzito a quelli che si sn permessi di mettere in dubbio la purezza del tuo lavoro e della tua società; ti ricorderemo nel post-Liverpool, qnd lasciasti tutti a bocca aperta e rivelandoci in anticipo ciò che sta avvenendo oggi: il tuo addio. T hanno paragonato a tnt allenatori, addirittura al Mago H.Herrera, ma nessuno ha capito, a parte noi interisti forse, che tu sei semplicemente Roberto Mancini. C'è chi fatica a sopportarti anche tra noi tifosi, ma nessuno può negare che TU SIA UN VINCENTE. Grazie x averci portato a vincere di nuovo, x averci portato sul tetto d'Italia, x averci difeso sempre e cmq da tutto e tutti, x averci reso così maledettamente stronzi e bastardi xkè eravamo e siamo vincenti finalmenti. Grazie Mancio, auguri x il tuo futuro e noi, bèh, speriamo di cavarcela! Andrea 5月25日 V per Vendetta E' stata una stagione dura, in cui si è arrivati alla fine cn poke energie fisiche e mentali nei giocatori che hanno giocato tutto l'anno, difatti a risolvere la stagione c ha pensato Ibra che a lungo è stato assente dall'atmosfera stressante che si respirava alla Pinetina e soprattutto a Milano. Ieri sera si giocava la Finale di Tim Cup tra Roma ed Inter, finale unica, allo stadio Olimpico di Roma. La Roma doveva vendicarsi, lo stadio era il loro (strana coincidenza vero?), il pubblico era il loro, l'Intr arrivava rillassata ma stanca. Vince la Roma 2 a 1 cm da copione appariva già scritto, ma nn cn qst distanza di gioco che hanno sempre detto di avere rispetto a noi nero-azzurri: il primo tempo è stato abbastanza sotto tono da parte di entrambe le formazioni, purtroppo però l'Inter, con una difesa fortemente rimaneggiata, si fa fregare da un calcio d'angolo al 36° in cui Mexes è rapidissimo e bravissimo a girare a rete al volo un pallone difficile. Uno a zero Roma. La ripresa si apre cn una Roma + aggressiva rispetto ad una Inter troppo chiusa dietro e giustamente al 54° arriva il raddoppio giallo-rosso: Perrota triangola molto bene cn Vucinic attraverso un uno-due in velocità molto bello e infila Toldo impotente. Solo ora l'Inter si sveglia e prova a reagire tnt che al 60° riesce ad accorciare le distanze: in seguito ad un cross respinto di Balotelli, Pelè (entrato ad inizio ripresa x Deki) si avventa sul pallone e fa partire un potente destro indirizzato nell'angolino destro. L'Inter c crede e continua a spingere, gudagnando metri e arrivando + volte vicina al gol, ne è un esempio la traversa clamorosa di Burdisso e che ancora una volta dimostra che i fotunati qst'anno nn siamo stati noi, ma i giallo-rossi, seppur insistano a negarlo. Dopo sei lunghi minuti di recupero il match finisce cn la vendetta della Roma che riceve per il secondo anno consecutivo la Coppa Italia. Qll di ieri sera era un'Inter cn tnt assenze, si giocava la Finale cn sl tre attaccanti a disposizione, e poki difensori. Il centrocampo (il reparto che durante ttt l'anno ha fatto maggiori sacrifici) era nettamente spompato e stanco. Insomma c sn poke colpe, poteva essere una vera debaclè ieri sera xkè la Roma fisicamente, s'era visto nelle ultime giornate di Campionato, sta molto meglio di noi. L'Inter ha retto, ha mostrato anche di sapere fare un buon gioco, nel culo di tutti qll che lo negavano, ma nn è riuscita a pareggiare la partita e protrarla fino ai tempi supplementari. La Roma ha avuto la sua piccola vendetta, ma ricordiamoci che di vittoria nn si è mai abbastanza pieni, quindi l'anno prox i giallo-rossi saranno + affamati che mai. Cn qst gara si è ufficialmente chiusa la Stagione 2007/2008 che c ha riempito di soddisfazioni. Ora bisogna pensare al mercato e soprattutto a chi metter in panchina. Io spero vivamente resti Mancini, xkè ciò che ha fatto qst'uomo x l'Inter l'ho visto fare a poki, se nn a nessuno dell'era Moratti. Tutto dipenderà dal Mancio, dalla sua decisione: avrà ancora voglia di farsi tirare merda addosso da mezza Italia sl xkè ama e difende l'Inter, oppure preferisce andarsene da vincente, lasciando un ricordo indelebile nei cuori di noi tifosi e di tutta la Società e di cambiare totalmente aria, lontano dal marasma e dallo schifo che è la stampa italiana (all'80% almeno) e la antisportività anti-Inter? Lo sapremo presto e saremo qui x commentare Andrea 5月22日 Destini incrociati Sarà che tifando Inter sn sempre stato abituato (fortunatamente ora molto meno) alla sconfitta, ma qnd ci sn delle competizioni importanti la mia attenzione del post-partita viene attirata magneticamente dai vinti e dalle loro reazioni. Ieri, mercoledì 21 maggio, si giocava LA finale, cioè la finale di Champions League tra Manchester United e Chelsea. Grande calcio e grande divertimento, una delle più belle finali senza ombra di dubbio degli ultimi anni nonostante le due squadre si conoscessero decisamente bene e avrebbero potuto quindi preferire annullare l'avversario piuttosto che attaccare. Invece è stata una lezione di calcio, decisamente un' altra cosa da qll finale che fu Milan-Juve in cui le italiane hanno sl mostrato al mondo cm NON giocare a calcio, ma qst è un'altra storia. Fatto sta che dopo 90 minuti giocati ad incredibile intensità e dopo due tempi supplementari giocati con la grinta e l'orgoglio, si è arrivati alla lotteria dei rigori, sul risultato di 1 a 1 e che ha vinto il Manchester. Ma la mia attenzione era tutta sul Chelsea. Il destino del Chelsea di qst mercato estivo sembra indissolubilmente legato a qll della nostra amata Inter: Mancini che sembra essere sulla strada x Londra mentre Lampard potrebbe, chissà, fare il viaggio a rotta inversa. Tifavo Chelsea in fondo, lo ammetto, xkè speravo che se avesse vinto, Abramovic nn avrebbe avuto i coglioni di cacciare un uomo come Avram Grant. Un allenatore da elogiare ed ammirare x ciò che ha fatto x i blues: giunge a sostituire lo Special One (l'uomo speciale) Josè Mourinho, il vincente Josè Mourinho che xò stava facendo un annata deprimente in campionato e deludente in Europa. Viene subito nominato The Ordinary One (l'uomo qualunque) in opposizione al suo predecessore ed anche x la sua pacatezza, x la sua mancaza totale di arroganza o strafottenza, x la sua educazione che da molti venne subito scambiata x mancanza di esperienza o debolezza. Mai niente di + sbagliato fu detto: il Chelsea finisce il campionato in testa, a pari punti cn i Red Devils che vincono xò x una migliore differenza reti, e riesce a portare x la prima volta nella storia i Blues in finale di Champions. Ieri sera il suo Chelsea ha giocato un secondo tempo spettacolare, fatto di corsa, spettacolo, sacrificio e intelligenza ma nn è bastato. Ai rigori il Capitano Terry sbaglia il rigore decisivo, qll che poteva dare la vittoria, xkè scivola, all'ultimo passo, sprando la palla a lato. Lacrime di disperazione x John Terry, anima di qst Chelsea ed a consolarlo chi va? Grant, lui che forse teneva + di chiunque altro a qll partita x dimostrare che nn era l'Ordinary One, ma semplicemente Avram Grant. La medaglia nn gli interessa, tnt che la lancia in mezzo ai suoi tifosi, in segno di ringraziamento ed essi logicamente apprezzano. A lui interessava dimostrare di valere qualcosa cm allenatore e lo ha fatto ma penso che + di tutto abbia dimostrato ad Abramovic ed al calcio intero qnt valga essere uomo oggi cm oggi in uno sport così inzozzato da scandali e dal danaro che ogni valore sembra perso. Pensaci Abramovic se vuoi cacciarlo, xkè Mancini nn direi proprio che è un Ordinary One....e tu Mancini pensaci bene a volere andare lassù, nella uggiosa Londra, hai visto che fine fanno gli Special One? Il calcio è fatto anche di destini incrociati, di squadre che pur nn incrociandosi in campo pssono cambiare i piani l'una dell'altra.....chissà cm andrà a finire la storia di Inter e Chelsea, chissà se i loro due destini si incroceranno alla fine Andrea |
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