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5月27日 Lettera aperta al Mancio Caro Roberto, m sento di darti del tu anche se nn ti conosco personalmente, cm tnt tifosi interisti, xkè sei entrato nel cuore di ogniuno di noi (a chi +, a chi meno) grazie a tutto qll che hai fatto x la società Inter. Sul tuo sito c'è scritto <<Molti la chiamano "Inter"... Io preferisco "Internazionale" Un nome. Un obiettivo>>. Un uomo che pensa, dice e scrive qst parole nn può che essere amato. Dal 2004 al 2008 hai vinto tnt in una società cm la nostra, forse troppo, difatti hai attirato su di te e sull'Inter l'antipatia di molti. Certo, nn che tu facessi molto x evitarlo eh, insomma, un pò strafottente lo sei a volte, ma lo sei xkè hai fiducia in te e qst fiducia in se stessi l'hai trasmessa ad ogni giocatore, gurdandolo negli okki, parlandogli. L'hai trasmessa a tutti noi tifosi che finalmente, dopo 15 anni di dolori siamo tornati a gioire x la nostra amata squadra. Dovevi parlare col Presidente, l'hai fatto, te ne sei andato. Non so cosa v siate detti, non so chi abbia deciso cosa, nn so se sei stato tu a volertene andare, ma spero vivamente sia così. Almeno t potrei capire visto tutte le infamie che t hanno lanciato addosso da qnd alleni l'Inter, mentre se a cacciarti è stato Moratti penso che nn sarei in grado di concepire qst scelta e fossi in te chiederei di essere pagato fino all'ultimo centesimo, almeno rimarrai x un bel pò sul groppone del Presidente. Ma il calcio è fatto così: c si affeziona a calciatori ed allenatori e poi all'improvviso tutto ricomincia da zero, i calciatori se ne vanno, gli allenatori cambiano, ma i ricordi rimangono. E allora t ricorderemo sempre così, con la testa bagnata mentre gridi la tua gioia alla tribuna nero-azzurra a Parma; t ricorderemo cn qll maglia al contrario cn su scritto "15: CAMPIONI" in quel di Siena; ti ricorderemo mentre mandi gentilmente, ma un pò alterato, a quel paese Ordine o Mauro; mentre rispondi stizzito a quelli che si sn permessi di mettere in dubbio la purezza del tuo lavoro e della tua società; ti ricorderemo nel post-Liverpool, qnd lasciasti tutti a bocca aperta e rivelandoci in anticipo ciò che sta avvenendo oggi: il tuo addio. T hanno paragonato a tnt allenatori, addirittura al Mago H.Herrera, ma nessuno ha capito, a parte noi interisti forse, che tu sei semplicemente Roberto Mancini. C'è chi fatica a sopportarti anche tra noi tifosi, ma nessuno può negare che TU SIA UN VINCENTE. Grazie x averci portato a vincere di nuovo, x averci portato sul tetto d'Italia, x averci difeso sempre e cmq da tutto e tutti, x averci reso così maledettamente stronzi e bastardi xkè eravamo e siamo vincenti finalmenti. Grazie Mancio, auguri x il tuo futuro e noi, bèh, speriamo di cavarcela! Andrea 5月25日 V per Vendetta E' stata una stagione dura, in cui si è arrivati alla fine cn poke energie fisiche e mentali nei giocatori che hanno giocato tutto l'anno, difatti a risolvere la stagione c ha pensato Ibra che a lungo è stato assente dall'atmosfera stressante che si respirava alla Pinetina e soprattutto a Milano. Ieri sera si giocava la Finale di Tim Cup tra Roma ed Inter, finale unica, allo stadio Olimpico di Roma. La Roma doveva vendicarsi, lo stadio era il loro (strana coincidenza vero?), il pubblico era il loro, l'Intr arrivava rillassata ma stanca. Vince la Roma 2 a 1 cm da copione appariva già scritto, ma nn cn qst distanza di gioco che hanno sempre detto di avere rispetto a noi nero-azzurri: il primo tempo è stato abbastanza sotto tono da parte di entrambe le formazioni, purtroppo però l'Inter, con una difesa fortemente rimaneggiata, si fa fregare da un calcio d'angolo al 36° in cui Mexes è rapidissimo e bravissimo a girare a rete al volo un pallone difficile. Uno a zero Roma. La ripresa si apre cn una Roma + aggressiva rispetto ad una Inter troppo chiusa dietro e giustamente al 54° arriva il raddoppio giallo-rosso: Perrota triangola molto bene cn Vucinic attraverso un uno-due in velocità molto bello e infila Toldo impotente. Solo ora l'Inter si sveglia e prova a reagire tnt che al 60° riesce ad accorciare le distanze: in seguito ad un cross respinto di Balotelli, Pelè (entrato ad inizio ripresa x Deki) si avventa sul pallone e fa partire un potente destro indirizzato nell'angolino destro. L'Inter c crede e continua a spingere, gudagnando metri e arrivando + volte vicina al gol, ne è un esempio la traversa clamorosa di Burdisso e che ancora una volta dimostra che i fotunati qst'anno nn siamo stati noi, ma i giallo-rossi, seppur insistano a negarlo. Dopo sei lunghi minuti di recupero il match finisce cn la vendetta della Roma che riceve per il secondo anno consecutivo la Coppa Italia. Qll di ieri sera era un'Inter cn tnt assenze, si giocava la Finale cn sl tre attaccanti a disposizione, e poki difensori. Il centrocampo (il reparto che durante ttt l'anno ha fatto maggiori sacrifici) era nettamente spompato e stanco. Insomma c sn poke colpe, poteva essere una vera debaclè ieri sera xkè la Roma fisicamente, s'era visto nelle ultime giornate di Campionato, sta molto meglio di noi. L'Inter ha retto, ha mostrato anche di sapere fare un buon gioco, nel culo di tutti qll che lo negavano, ma nn è riuscita a pareggiare la partita e protrarla fino ai tempi supplementari. La Roma ha avuto la sua piccola vendetta, ma ricordiamoci che di vittoria nn si è mai abbastanza pieni, quindi l'anno prox i giallo-rossi saranno + affamati che mai. Cn qst gara si è ufficialmente chiusa la Stagione 2007/2008 che c ha riempito di soddisfazioni. Ora bisogna pensare al mercato e soprattutto a chi metter in panchina. Io spero vivamente resti Mancini, xkè ciò che ha fatto qst'uomo x l'Inter l'ho visto fare a poki, se nn a nessuno dell'era Moratti. Tutto dipenderà dal Mancio, dalla sua decisione: avrà ancora voglia di farsi tirare merda addosso da mezza Italia sl xkè ama e difende l'Inter, oppure preferisce andarsene da vincente, lasciando un ricordo indelebile nei cuori di noi tifosi e di tutta la Società e di cambiare totalmente aria, lontano dal marasma e dallo schifo che è la stampa italiana (all'80% almeno) e la antisportività anti-Inter? Lo sapremo presto e saremo qui x commentare Andrea 5月22日 Destini incrociati Sarà che tifando Inter sn sempre stato abituato (fortunatamente ora molto meno) alla sconfitta, ma qnd ci sn delle competizioni importanti la mia attenzione del post-partita viene attirata magneticamente dai vinti e dalle loro reazioni. Ieri, mercoledì 21 maggio, si giocava LA finale, cioè la finale di Champions League tra Manchester United e Chelsea. Grande calcio e grande divertimento, una delle più belle finali senza ombra di dubbio degli ultimi anni nonostante le due squadre si conoscessero decisamente bene e avrebbero potuto quindi preferire annullare l'avversario piuttosto che attaccare. Invece è stata una lezione di calcio, decisamente un' altra cosa da qll finale che fu Milan-Juve in cui le italiane hanno sl mostrato al mondo cm NON giocare a calcio, ma qst è un'altra storia. Fatto sta che dopo 90 minuti giocati ad incredibile intensità e dopo due tempi supplementari giocati con la grinta e l'orgoglio, si è arrivati alla lotteria dei rigori, sul risultato di 1 a 1 e che ha vinto il Manchester. Ma la mia attenzione era tutta sul Chelsea. Il destino del Chelsea di qst mercato estivo sembra indissolubilmente legato a qll della nostra amata Inter: Mancini che sembra essere sulla strada x Londra mentre Lampard potrebbe, chissà, fare il viaggio a rotta inversa. Tifavo Chelsea in fondo, lo ammetto, xkè speravo che se avesse vinto, Abramovic nn avrebbe avuto i coglioni di cacciare un uomo come Avram Grant. Un allenatore da elogiare ed ammirare x ciò che ha fatto x i blues: giunge a sostituire lo Special One (l'uomo speciale) Josè Mourinho, il vincente Josè Mourinho che xò stava facendo un annata deprimente in campionato e deludente in Europa. Viene subito nominato The Ordinary One (l'uomo qualunque) in opposizione al suo predecessore ed anche x la sua pacatezza, x la sua mancaza totale di arroganza o strafottenza, x la sua educazione che da molti venne subito scambiata x mancanza di esperienza o debolezza. Mai niente di + sbagliato fu detto: il Chelsea finisce il campionato in testa, a pari punti cn i Red Devils che vincono xò x una migliore differenza reti, e riesce a portare x la prima volta nella storia i Blues in finale di Champions. Ieri sera il suo Chelsea ha giocato un secondo tempo spettacolare, fatto di corsa, spettacolo, sacrificio e intelligenza ma nn è bastato. Ai rigori il Capitano Terry sbaglia il rigore decisivo, qll che poteva dare la vittoria, xkè scivola, all'ultimo passo, sprando la palla a lato. Lacrime di disperazione x John Terry, anima di qst Chelsea ed a consolarlo chi va? Grant, lui che forse teneva + di chiunque altro a qll partita x dimostrare che nn era l'Ordinary One, ma semplicemente Avram Grant. La medaglia nn gli interessa, tnt che la lancia in mezzo ai suoi tifosi, in segno di ringraziamento ed essi logicamente apprezzano. A lui interessava dimostrare di valere qualcosa cm allenatore e lo ha fatto ma penso che + di tutto abbia dimostrato ad Abramovic ed al calcio intero qnt valga essere uomo oggi cm oggi in uno sport così inzozzato da scandali e dal danaro che ogni valore sembra perso. Pensaci Abramovic se vuoi cacciarlo, xkè Mancini nn direi proprio che è un Ordinary One....e tu Mancini pensaci bene a volere andare lassù, nella uggiosa Londra, hai visto che fine fanno gli Special One? Il calcio è fatto anche di destini incrociati, di squadre che pur nn incrociandosi in campo pssono cambiare i piani l'una dell'altra.....chissà cm andrà a finire la storia di Inter e Chelsea, chissà se i loro due destini si incroceranno alla fine Andrea 5月18日 Un noir da Campioni d'Italia Potevano solo gufare, tirarci dietro la sfiga, lanciare addosso a tutti noi ridicole intercettazioni e buffonesche critiche, ma tutto era nelle nostre mani, sia la vittoria che la sconfitta. Stranamente l'Inter ha preso la via che nessuno voleva se non il tifo nero-azzurro e qualche sporadico sportivo ancora presente in Italia: LA VITTORIA. Una settimana nel silenzio, costretti a farlo da una stampa sdegnosa che s'è spinta oltre i limiti entro cui sarebbe dovuta restare. Il campo pesante di Parma sembrava un segno del destino rispetto al pomeriggio splendente di Catania...ed invece cm un noir che si rispetti fino in fondo, c'è stato il colpo di scena, xkè sapevamo che x noi era + difficile, soprattutto mentalmente. 16 Scudetti, 3 di fila, 100 anni...sn numeri dell'Inter vincente di qst'anno e dell'era Mancini, un uomo che rispetto profondamente nonostante la sua tracotanza xkè ha riportato l'Inter sul tetto d'Italia, dove da troppo mancava; xkè c ha sempre difeso da tutto e da tutti; xkè in fondo qst squadra la ama qualunque sarà la sua scelta x il futuro. Grazie a tutti i ragazzi, dal mitico Genio Ibra che oggi ci ha salvato cn orgoglio svedese e grinta serba, fino al giovane Pelè, a Tyson Rivas, a Burdisso, passando x i mitici Capitano, Esteban, Julio Ricardo, Julio Cesar, SuperMario (nn sto qua a nomirali tutti, c vorrebbe troppo tempo) e tutti gli infortunati (che sn davvero tnt). Sto gioendo xkè anche l'anno prox potremo urlare a squarciagola in ogni città che andremo: "I CAMPIONI DELL'ITALIA SIAMO NOI"; sto godendo xkè dopo le dichiarazioni forse un pò eccessive di tnt giocatori della Roma oggi gli tocca 'rosicà'. Xò è anche giusto dirlo, complimnenti a loro x la stagione giocata ad altissimi livelli e x averci creduto fino alla fine. In conclusione xò abbiamo vinto noi, i migliori se mi è permesso dirlo: 2 anni in testa al Campionato, davanti sempre e cmq anche nei momenti in cui avevamo 10 infortunati (di cui almeno 6 possibili titolari) ed il morale era sotto le suole. E' la vittoria della grinta, della fatica, degli attributi, dei Cambiasso, degli Zanetti, dei Maicon, di tutti noi tifosi, presenti anche a Parma. Era durissima, sembrava davvero un giallo di un grande scrittore noir. l'Inter, la vittima perfetta: triste, attaccata da tutti senza motivi, sl xkè è ciò che è; la Roma, la xfetta antagonista: bella, forte, affascinante. Tutti erano cn lei, almeno così sembra. Infine il contorno, una settimana uggiosa, davvero poco a che vedere cn la Primavera che dovrebbe essere nel suo pieno. E dopo una lunga rincorsa si arriva allo scontro finale. Parma, la pioggia, la fatica. Catania, il sole, il sielo e dopo poco la Roma già in vantaggio. No, nn poteva finire così e allora c pensano loro: Ibra a Parma, Zenga a Catania. Lo svedese rientra dopo una lunghissima assenza e cm se niente fosse segna due gol ed ipoteca lo Scudetto; Walter Spiderman invece acchiappa un pareggio che vuol dire salvezza e annulla la bella Roma, anche oggi xò poco cinica seppur fortunatissima (2 o 3 traverse x il Catania). La trama è riscritta di nuovo, INTER CAMPIONE, ed in grado così di riscattarsi x tutte le ingiustizie subite da parte dei media negli ultimi 15 giorni. Si chiude una stagione durissima, ma affascinante, nn c'è che dire. Inter, CAMPIONISSIMA D'ITALIA, Fiorentina che acchiappa cn una magia di Osvaldo la Champion League mandando così i cugini in UEFA. Retrocedono, assieme al Livorno, Empoli e Parma. I verdetti sn scritti, si può chiudere il libro della Stagione 2007/2008, un noir da brivido che xò alla fine ha visto trionfare noi, una realtà fantastica del calcio italiano, un mondo a sè che x una volta nn è voluto cadere nel masochismo.... SIAMO CAMPIONI D'ITALIA, IN CULO A GUFI E "VEDOVE" ALLEGRE SIAMO CAMPIONI D'ITALIA, X LA SEDICESIMA VOLTA IN 100 ANNI DI STORIA SIAMO CAMPIONI D'ITALIA X LA TERZA VOLTA CONSECUTIVA SIAMO CAMPIONI D'ITALIA, SIAMO L'INTER, SIAMO L'ARMATA NERO-AZZURRA SIAMO SEMPLICEMENTE, FANTASTICAMENTE CAMPIONI D'ITALIA Andrea 5月11日 A volte mi sembra di avere le corna...Inter-Siena: 2-2...non m va di parlare della partita, penso possiate capire il xkè, il rammarico è tnt, ma preferisco soffermarmi, attraverso un vecchio intervento (purtroppo sempre attuale) che avevo scritto su un mio precedente blog e che ho riadattato x l'amara occasione, sulle emozioni che in qst casi prova ogni tifoso, rimasto deluso dalla propria squadra:
A volte mi sembra di avere le corna....tifando una squadra come l'Inter. Oramai si sa, l'Inter è una parte di me, la radiografia del mio cuore mette in mostra un cuore nero-azzurro. E come in amore, qnd pensi che la tua ragazza t'ha messo le corna, sfasi, ti incazzi, tiri giù tante bestemmie che nel giro di mezzo minuto ti sei giocato Paradiso, Purgatorio e pure Inferno xkè manco Satana si sogna certe cose (e cmq meglio non andarci all'Inferno, troppi rosso-neri, a partire dal capo). Fumi pacchetti di sigarette, ti dilanii xkè sapevi che era un amore difficile, ma il fascino di qst amore era troppo seducente, troppo ammaliante. Parli al passato xkè sei arrabbiato, un pò ferito forse, ma dentro di te è tutto al presente. Ecco oggi mi sento così. Qst Inter ci stava abituato troppo bene, troppo fedele al mio tifo cm a qll di tnt altri. Eppure giri l'angolo e la vedi là, a limonare cn lei, qll fottutissima cosa che ogni volta ci blocca qnd invece dovremmo dare il meglio di noi: la Paura. Tra l'altro devo ammettere che la Paura oggi non sembrava essere sto granchè: una squadretta (cn tutto il rispetto) di media classifica, già sicura della salvezza, senza motivazioni apparenti, se non qll di un allenatore apertamente milanista e di una vicinanza societaria sia alla Juventus che alla Roma un pò inquietante. Inoltre lo Stadio San Siro era un capolavoro: la Nord cantava, lo Stadio la supportava, sembrava quasi che noi tutti tifosi volessimo caricarci sulle spalle, attraverso le nostre voci, i ragazzi, il Mancio, la squadra. E all'inizio la squadra va, col gol di un buon Vieira, ma improvvisamente ecco la Paura: 1 a 1 di Maccarone. Allora ancora cori, ancora grida, ancora sudore, e l'Inter torna davanti, sperando di avere finalmente fottuto la Paura con il gol di Balotelli. Non è così: nella ripresa, circa alla mezzora, Kharja pareggia: è 2-2. E sn proprio queste cose che t fanno incazzare, ti fanno capire che, porco cane, la Paura cn cui l'Inter ci sta mettendo le corna nn aveva assolutamente nulla + di noi, xkè se vogliamo noi siamo + forti del Siena, siamo + forti del Milan, siamo + forti di ogni squadra d'Italia se solo si comprendesse il profondo amore che spinge ogni domenica, ogni tifoso allo Stadio! Ed è x qst che vuoi farglielo capire all'Inter, urlandoglielo x tutta qst settimana e anche domenica prossima a Parma, che siamo meglio noi della Paura, anche se nn sarà facile, xkè la fortunata Roma (anche oggi porco *** la traversa li ha salvati sull'uno a zero) è li, cn la sua capacità di fare sempre i punti + opportuni, ad un punto e xkè settimana prox sulla panchina opposta c sarà un uomo che x ogni tifoso interista è rimasto quasi un incubo: HECTOR CUPER. Si, lui, l'uomo del maledetto 5 maggio, l'uomo che forse nn aveva eccessive colpe, o almeno nn tnt qnt i giocatori in quel caso, ma che cmq rimane l'emblema della Paura degli interisti e l'emblema della follia suicida nero-azzurra. Inoltre cm se nn bastasse oggi era l'11 maggio, un'altra data infausta della storia centenaria nero-azzurra...tutto sembra essere programmato xkè qst Scudetto salti via dai nostri petti dove, forse incautamente e cn un bel pò di bausceria tipicamente interista, l'avevamo già piazzato cn onore e fiducia verso la Squadra. A volte mi sembra di avere
le corna...è vero, xò, non so voi, ma io nn sn in grado di smettere di amare così all'improvviso qualcuno che ho amato e sto amando da 18 lunghissimi anni...anche xkè la certezza di avere le corna,fortunatamente, nn c'è ancora.... FORZA RAGAZZI, NN MOLLIAMO ORA, LA NORD è QUI CON VOI!!!! 5月4日 Quando ti piange il cuore Quando ti piange il cuore, diceva una vecchia canzone...quando ti piange il cuore c'è poco altro da fare che asciugare le lacrime, rialzarti e riprovarci. Niente è ancora perduto, niente è ancora deciso. L'Inter perde il derby, lasciando i tifosi cn un grido strozzato in gola, e cn tnt speranze un pò infrante. Quando ti piange il cuore c'è poco da dire, xkè nn si può sempre pretendere che il cuore sorrida. Tifare Inter profondamente, cn tutti se stessi, come qualsiasi altra squadra, diventa molto + che un passatempo o una valvola di sfogo: diventa un rito domenicale, diventa un amore profondo ed insito in te, diventa un culto mistico di una divinità così astratta ma allo stesso tempo così materiale e concreta che fai fatica a mantenere la razionalità che t contraddistingue in qualsiasi altra situazione...e così oggi ad ogni interista, dopo la sconfitta cn il Milan e la vittoria rocambolesca della Roma, piange il cuore. Un pomeriggio caldissimo sia sul campo che negli animi di ogni tifoso: il Milan si gioca una grandissima occasione x il quarto posto, l'Inter si gioca addirittura uno Scudetto, il terzo di fila checchè se ne dica. Primo tempo che parte lento cn ritmi blandi ma che il Milan prende in mano subito, giocherellando con grande abilità con il pallone e con i centrocampisti dell'Inter, senza però mai cambiare ritmo e senza mai imprimere velocità alla manovra. E così i rossoneri costruiscono meno di qll che avrebbero potuto, arrivando cmq pericolasamente al tiro da fuori con Seedorf prima e Gattuso poi, ed un paio di volte in area con il solito Inzaghi che si mangia un gol e ne sfiora un altro facendo venire i tremori alla Nord. L'Inter nn è in palla, fatica, corre poco, Cambiasso deve coprire i buchi lasciati sulla destra da un Vieira assente e lento, Zanetti non si vede e Maniche in marcatura fissa su Pirlo non aiuta i compagnia di reparto. Se il primo tempo era stato un pò deludente x un derby ove ci si giocava tnt, la ripresa cambia totalmente faccia al match: il Milan entra in campo carichissimo e aumenta anche il ritmo giungendo finalmente e meritatamente al vantaggio: Kakà sfonda sulla sinistra nero-azzurra, Materazzi nn può competere in velocità, palla in mezzo dove Inzaghi è un combra ad insaccare anticipando tutti, siamo al 6° del sec. tempo. Siamo frastornati, ed il Milan colpisce ancora: Vieira fa una delle stupidate + grosse di tutta la sua carriera, perde palla sulla pressione di Ambrosini, Kakà è un falco, ed è due a zero al 56°. I tifosi nero-azzurri (tra cui il sottoscritto) inizia a sudare freddo, consapevole che poteva essere una Caporetto oltre ad un altra occasione sprecata. I ragazzi xò a qst punto iniziano a giocare, creando gioco sulle fasce e x vie centrali e proprio Crespo al 60° circa avrebbe una grande occasione, scattando sul filo del fuorigioco, che xò manda al vento tirando in bocca a Kalac. Al 76° El Jardinero viene atterrato, si conquista la punizione che con freddezza trasforma sul palo di Kalac: 2-1, è il momento di metterci i coglioni. E l'Inter ci prova, è un Inter bella, aggressiva con due armi in + in campo come Balotelli e Suazo, ma tutto è inutile, si chiude sul due a uno, e con il ritorno del Milan alla vittoria nella stracittadina. La Roma intanto vince 3 a 0 a Genova dove la Samp ha dominato x tutto il primo tempo, prendendo anche due traverse. Il rammarico è tanto, perchè se anche non si fosse vinto, si poteva e si doveva dare una dimostrazione diversa: non si può stare in balia di un Milan distante 20 punti per un'ora e non si può sempre svegliarsi e mettercela tutta sl qnd si è presa la tranvata dell'uno-due rosso-nero. Vero, loro avevano molto + da giocarsi oggi, noi possiamo ancora chiudere tutto settimana prox; vero, loro stavano meglio fisicamente e qst si sapeva; e vero anche infine che loro hanno meritato + di noi. Un anno fa contro la Roma, qst'anno contro il Milan: l'Inter alle grandi feste è allergica, xkè ha sempre qll pizzico di innata follia, che t fa odiare qst squadra ma che allo stesso tempo t tiene legata ad essa indissolubilmente. Tifando Inter si deve mettere in preventivo che ogni tnt ti piangerà forte il cuore, ma è proprio in quei momenti che si capisce qnt la si ama. FORZA RAGAZZI, IL TRICOLORE CI ASPETTA!!! Andrea |
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