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12月21日 Tutto in un AbbraccioNon è il titolo di un film e neppure di una canzone (almeno in
questo caso). E' la risoluzione di una partita rognosa e che appariva senza via
d'uscita. E' la risoluzione di Siena-Inter, al secondo gol di Maicon: Musigno
scatta e va ad abbracciare il suo terzino destro autore di una doppietta, se ne
fotte del sudore che va a sporcargli la sciarpa ed il giubbotto bello, se ne
frega di apparire come nuovo possibile protagonista per Brokeback Mountain 2.
Lui va perchè sapeva che le possibilità di vincere erano davvero poche. P.S. Volevo fare
un ringraziamento a Sergio per avermi permesso di iniziare a collaborare con il
blog C'è Solo l'Inter e con voi lettori che ogni settimana mi date la
possibilità di scrivere. Auguroni a tutti per questo Natale e soprattutto
auguri di un buon 2009, che abbiate tanta gioia.
12月14日 La Prima alla Scala (del calcio) Qualche settimana fa avevo scritto che non invidiavo chi aveva fatto l'abbonamento quest'anno, perchè di spettacolo, a San Siro, la nostra Inter ne aveva dato ben poco. Poi oggi (sarà l'aria del Natale, o cazzo ne so) i ragazzi hanno messo in scena nella Scala del calcio uno dei più belli spettacoli finora visti in Serie A. Uno show in 4 atti, uno più emozionante dell'altro. Non mancava nulla: gioia, paura, la tragedia sfiorata, la rinascita, la rabbia, ancora la gioia. Ecco un breve riassunto dell'opera: Atto Primo: Ibra affiancato da Obinna sembra l'ennesima presa per il culo al popolo calcistico italiano di Mourinho. Eppure l'Inter se ne frega ed entra in campo con voglia. Questo è l'atto della freschezza, della gioia, della magia. Perchè magica è l'azione con cui Maxwell va a segno: scambi rapidi tra il terzino, Obinna e Deki che lancia nello spazio di nuovo Maxwell, il quale dribla un difensore e batte Sorrentino. Uno a zero, pubblico in delirio per il calcio spettacolo, 11° giocatore dell'Inter a segno in questa stagione. Le cose vanno bene, andiamo vicini al due a zero, controlliamo, il Chievo non ci fa paura, siamo forti e si vede. Atto Secondo: L'atto della tragedia sfiorata. L'inizio della ripresa nero-azzurra è sulla falsa riga del primo tempo: controlliamo, giochiamo alla grande e manco a farlo apposta andiamo subito a segno, ancora con una azione spettacolare. Palla al centro, Ibra di tacco la smorza e mette li una palla che Deki calcia con una potenza inaudita in rete. Due a zero, tutto il pubblico è con noi. Ma come tutte le storie con protagonista l'Inter, niente è così facile. Dieci minuti di black-out mentale ci fanno mollare la presa sulla preda che sembrava oramai sfinita, invece con un guizzo di Pellissier (qualche colpa Julio Cesar nostro ce l'ha però) il Chievo si mostra ancora vivo, e come se non bastasse riesce anche a trovare il pari con una fortunata serie di rimpalli nella nostra area. La tragedia sta per verificarsi sotto gli occhi dello Stadio, annichilito. Atto Terzo: Il terzo atto è quello introspettivo. Narra le vicende esterne al campo, ovvero i pensieri del Comandante Musigno. Io una partita dell'Inter la seguirei con una telecamera fissa sul volto del Mister, e non capirei un emerito cazzo di ciò che avviene in campo. L'Inter gioca alla grande e lui è li impassibile, ogni tanto chiama il Capitano o Cambiasso e gli da qualche indicazione, facendo delle facce che manco Arturo Brachetti riuscirebbe a imitare. Poi il Chievo accorcia e mentre Baresi sorride come per dire "Ma si, un golletto lasciamoglielo pure fare" Musigno inizia ad inalberarsi, sguercia come un pescivendolo e si incazza perchè nessuno lo capisce. Infine arriva il due a due e li te ne accorgi: Baresi sembra l'urlo di Munch versione moderna, Oriali perde 3/4 del suo fascino e Musigno inizia ad insultare tutti in portoghese. La partita lo sta provando fisicamente, si dimena, poi lentamente di tranquillizza (3 a 2 per noi) infine ritorna a stare zitto, impassibile senza emettere emozioni (4 a 2). Complimenti per il self-control Mister, ma un Comandante dev'essere così. Atto Quarto: L'eroe risolve tutto, il suo nome è Zlatan Ibrahimovic. La scena si stacca da Musigno e torna sul campo, dove i nostri eroi stanno riprendendo le loro facoltà mentali ed hanno ripreso ad attaccare affannosamente il Chievo, grazie anche all'ingresso di Figo, Crespo e Balotelli (praticamente difendevano solo Julio, Cordoba, Samuel e ogni tanto un raccattapalle a turno). Al minuto 79, il nostro eroe si libra in cielo, su cross di Maicon dopo una splendida combinazione con Luigi Figo, ed è 3 a 2 per noi. Esultano tutti, la gente ritorna a gioire. Il Chievo stavolta dimostra i suoi limiti, le sue difficoltà e alla fine crolla: Stankovic mette una palla invitante in mezzo all'area, Ibra giunge e lascia partire un missile pauroso che si insacca sotto la traversa. 4 a 2, le danze si chiudono, la tragedia è stata sventata ed ha lasciato spazio alla favola a lieto fine. Insomma quante emozioni ci ha regalato l'Inter. A livello puramente tecnico vorrei sottolineare comunque la cosa più positiva: nonostante abbiamo vinto grazie a due gol di Ibra, oggi non siamo stti dipendenti da lui, anzi è stato lui a dipendere dalla squadra. Senza Deki, Cambiasso, Zanna, Maxwell, Maicon, Figo, oggi Ibra non avrebbe segnato. +9 su Milan e Juve, sperando stasera di poter essere a +8. Intanto però possiamo sederci in poltrona stasera e sperare di vedere uno spettacolo almeno pari a quello messo in atto dai nostri ragazzi oggi pomeriggio alla Scala del Calcio Andrea 12月7日 Ed il Cielo è Sempe più Nero-BluMea culpa, mea maxima culpa. Ammetto di non essere riuscito a vedere l’Inter ieri sera e ciò un po’ mi ha seccato. Soprattutto perché abbiamo asfaltato l’ennesima avversaria, e non una qualunque: la Lazio di Zarate, di Pandev, di Ledesma, di Rocchi. La stessa Lazio che in settimana, imbottita di riserve, ha dato una lezione al Milan; la stessa Lazio con l’attacco stellare e che prima del derby faceva sfraceli. Milan e Juve si erano aggrappati con le loro speranze a questa partita, pregando che la Lazio riuscisse in qualche modo a fermare questa Inter che in Campionato di partita in partita si sta dimostrando sempre più convincente. Non avendo visto il match farei la figura del baluba descrivendolo e parlandone, penso che quindi sia meglio fare una breve analisi dei risultati ottenuti finora dai nostri beniamini.
Mourinho: ha preso in mano l’Inter Manciniana, un’Inter vincente, convincente e schiacciasassi. Lui era la scommessa di Moratti, ma soprattutto era la scommessa fatta sui sentimenti di noi tifosi: cambiare per l’ennesima volta, quando finalmente le cose sembravano girare dal verso giusto. Subito Musigno (anche ieri negli spezzoni che ho visto di match grande exploit di faccette da parte di Josè, mitico! Lo amo solo per quelle faccette) divide il pubblico nero-azzurro: spavaldo, arrogante, pieno di sé, ma anche sincero, schietto, chiaro, vincente. Di fatto la sua fissa per il 4-3-3 ci ha fatto penare per tutta la prima parte della stagione, ma sia chiaro, non è scomparsa come molti giornali vogliono fare credere per poi cadere dall’albero quando sarà riproposto, semplicemente Josè ha capito che con i giocatori che ha a disposizione e con Mancini e Quaresma ancora fuori dalla mentalità tattica la cosa migliore era il 4-3-1-2. Il fatto di capirlo prima che fosse tropo tardi ci sta permettendo di essere sopra tutti con il migliore attacco, una difesa incredibile, e +9 (almeno per oggi) su Milan e Juve.
Samuel: sembra banale ma quando lui c’è le cose vanno sempre meglio. L’anno scorso fin quando c’era lui l’Inter del Mancio girava che era una meraviglia, vincevamo alla grande sia in Campionato che in Champions e avevamo vantaggi paurosi sulle avversarie. Poi si ruppe e rischiammo un nuovo 5 maggio, per non parlare delle figuracce europee. Quest’anno torna in un momento delicato, in cui fatichiamo a convincere e ci dimostriamo troppo ballerini in difesa: no problem, con lui nelle ultime 5 giornate di Campionato un solo gol subito. Non sono io a dirlo, ma i numeri e quando parlano quelli, bè, c’è ben poco da ribattere.
Cambiasso: uno dei pochi a rimanere punto fisso sia col Mancio che con Musigno. Il suo talento non si può discutere: incontrista di quantità, piede fino da rifinitore, polmoni alla Zanna e due coglioni alla Rambo. Il centrocampo senza lui è nulla e questa stagione quando è mancato la squadra sembrava senza cervello. El Cuchu è il cuore pulsante dell’Inter di Musigno, come lo era dell’Inter del Mancio: El Cuchu è il cuore pulsante dell’Inter, punto e basta.
Ibra: sempre presente, neppure un cagotto, una febbriacciattola, la scusa del figlio vhe non riesce a far ei compiti. Nulla. Lui c’è sempre con Musigno, nel culo di chi diceva che ‘sto ragazzone svedese non aveva continuità. Ok, forse a livello di prestazioni non ha ancora una continuità paurosa, ma quando uno non fa una nerchia tutta la partita e poi mi fa un colpo di tacco come quello con cui ieri sera ha servito in corsa Dejan Stankovic e per spiegarlo mi dice “Beh, ragazzi, è l’unica cosa che si poteva fare, se no era palla persa. A chi non sarebbe venuto in mente un colpo di taekwondo in quel momento?” (tipo a me Ibra) va solo osannato. Musigno sognava di allenarlo ed adesso che può farlo si sta sbizzarrendo, sta provando a trasformarlo in un bomber di classe pura e col piedino (sto cazzo, un 47) da mago, sta provando a renderlo l’anima dei nero-azzurri, anche a rischio di trasformare l’Inter in Ibra-dipendente. Ma ciò non accadrà mai. Noi siamo l’Inter, potremo avere mille amori, ma nessuno ci prenderà mai totalmente se non quello per la maglia nero-azzurra.
Quaresma – Adriano – Balotelli: i primi due sono le scomesse del Musigno, l’altra la scommessa del Mancio che s’è ritrovato in mano il portoghese. E’ inutile sottolineare come per ora sono tutti e tre scommesse perse. Ma il calcio è una ruota, e forse a parte il Briatore brasiliano Adriano che ne ha avute fin troppe di chance, gli altri due hanno tutto il tempo e le qualità per uscire da questa situazione. Balotelli sembra già poter tornare titolare martedì, Quaresma invece starà ancora un po’ fuori ma arriverà il suo turno.
A mio parere son questi gli elementi principali della storia di Musigno all’Inter. Certezze ancora non ne abbiamo del suo lavoro qua all’Inter, tranne forse una: il cielo della Serie A è sempre più nero-blu dopo ieri sera e così Milan e Juve se vogliono sperare ancora dovranno per fora vincere.
Andrea P.S. ho 19 anni, 7 o 8 in meno di Adriano, tutto ieri nn avevo fatto sforzi tipo allenamento, eppure non ho retto fino alle 3 in una serata in disco. Lui si allena tutti i santi giorni (almeno dovrebbe) e non sente la stanchezza? Cioè, ragazzi, bisogna fargli i complimenti. 12月1日 L'importanza di Chiamarsi Sulley E si vola. +6 su Juve e Milan e si vola sempre di più in testa alla classifica, sempre più soli. Con la vittoria di ieri contro un Napoli mai domo, dimentichiamo (almeno momentaneamente) la figuraccia di Champions e mettiamo un punto esclamativo su un mese di novembre che in Campionato ci ha permesso di tornare sopra tutti ed allungare il vantaggio. E' difficile dire quali siano stati gli elementi che abbiano permesso questa accellerazione, ma io penso di averne trovati due: 1) Finalmente Musigno l'ha capito, l'Inter non è ancora psicologicamente preparata per il 4-3-3, se un tifoso lo vede, rischia di finire al cotolengo coi matti. Il centrocampo a rombo permette copertura difensiva, maggiore spinta dei terzini (Maicon ne usufruisce al massimo) e soprattutto inserimenti dei centrocampisti; 2) Muntari e Stankovic giocano nei ruoli a loro congeniali, ed il centrocampo a rombo gli permette di inserirsi in area con tempi giusti, anche se poi la mira può essere giusta (Sulley) o sbagliata (Deki). Ed eccoci arrivati or dunque giunti a lui, Sulley Muntari, il centrocampista ghanese arrivato in estate tra la poca euforia di noi interisti che ci aspettavamo come minimo Lampard (il massimo non si è ancora capito da chi fosse rappresentato) e per il quale i più pragmatici hanno storto il naso, affermando con un pò di disgusto "Cazzo, non ci bastavano Matrix e quel pirla di Burdisso, adesso anche sto qua! Se giocano tutti e tre assieme, mettiamo in conto di finire la partita in 8!". Orbene, ammettiamolo, abbiamo sbagliato. Finora è lui l'acquisto più azzeccato. E non solo perchè gli altri due, Mancini (che sta ancora cercando di capire quale minkia è il suo ruolo) e Quaresma (che invece è da quando è arrivato che, a parte quando scende in campo, si ordina la sua pettinatura da iper-tamarro) stanno penosamente non rispettando le attese, ma perchè sta dimostrando che l'anno in Inghilterra lo ha maturato. Nel 4-4-2 è a proprio agio, ancora di + che nel 4-3-3 dove comunque stava facendo bene. Se Musigno non lo schiera trequartista, Sulley dimostra di saper randellare al punto giusto, di sapere recuperare palloni, di sapere far ripartire l'azione, ma soprattutto di azzeccare tutti gli inserimenti: i due gol contro Juve e Napoli sono la dimostrazione che il ragazzo ha tempi perfetti d'inserimento e anche un pò di giusto fiuto del gol, cosa che non guasta mai. Per il resto però bisogna dire chapeau anche a Ivan Ramiro, per il suo gol da attaccante d'area puro (imparassero Adri ed anche Ibra, che mette i gol da Genio, ma quelli da ciula li canna tutti) ed a tutti i ragazzi per come hanno saputo subire senza mai soffrire veramente; complimentissimi a Lavezzi/Zalayeta per il loro gol, degno di quello Cruz/Maicon/Muntari; uno schiaffetto invece a Mario e Ricardo...Musigno ha ragione, siete giovani, belli (così dicono) e forti, dovete allenarvi, perchè non è possibile avere più presenze in discoteca che in campo!! Imparate da Sulley, che non avrà di certo un gran bel nome, ma sta dimostrando la sua importanza Andrea |
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