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    October 30

    Il Bicchiere Mezzo Pieno

    Mi dispiaccio in anticipo per la brevità di questo intervento, ma ammetto che dopo la partita di ieri contro la Fiorentina mi girano abbastanza i cogli**i. Il gioco manca e quando si attacca lo si fa con disordine, Mourinho non s'è dimostrato il Comandate che serviva (vedi prec. articolo) ed il centrocampo senza Cambiasso è come una casa senza fondamenta. E non parliamo dell'attacco che è meglio.
    Ma guardiamo il bicchiere mezzo pieno, in 5 parole:

    quanto meno non prendiamo gol

    Che amara soddisfazione amici interisti...

    Andrea
    October 27

    Comandante Mou

    E’ stata senza dubbio una giornata non indimenticabile, tolti i colpi di genio di Ibra, unica luce in un reparto confusionario e buio, ed il pauroso culo che ha evitato al Genoa di uscire da San Siro con tre punti non tanto demeritati. Insomma, rimaniamo comunque davanti a tutti, ma assieme a Udinese e Napoli e col Milan che accorcia la distanza ad un solo punto, grazie ad il solito Kakà, che anche nelle giornate meno positive, tira fuori dal cilindro numeri da fuoriclasse.

    Tornando all’Inter, c’è molta delusione, non tanto per lo zero a zero che è un risultato onorevole contro una squadra ben organizzata e temibile come il Genoa, ma piuttosto per come è maturato il pareggio, cioè in una partita dove i grifoni hanno avuto le migliori occasioni ed anche con un uomo in meno non hanno mai sofferto. Una squadra con le individualità e lo strapotere fisico come siamo noi, non dico che debba dominare e stravincere, ma quantomeno dimostrare in campo sempre e comunque la sua superiorità. Poi una sconfitta o un pareggio possono arrivare, ma noi tifosi e penso anche la Società vorrebbe una squadra con gli attributi e sempre pronta a lottare per la vittoria.

    In una giornata che ha lasciato a tutti noi interisti un po’ di amaro in bocca una nota positiva la voglio trovare comunque, senza soffermarmi troppo sulla tattica o sulle singole prestazioni, e la trovo nella reazione e nelle parole di Mourinho nel post-partita. Andare davanti ai giornalisti e dire menzogne ed ipocrisie è oramai pane quotidiano e la base oratoria di ogni allenatore che vuole calcare i “campi” televisivi della Serie A. Il Mister portoghese sta, giornata dopo giornata, rompendo ogni schema, prima criticando apertamente chi gli sta sulle palle, poi mandando a parlare il suo collaboratore ed infine dicendo chiaramente che così non andava. Di Allenatore, ha precisato, ce n’è uno e tutti, chi gioca e chi sta in panchina o addirittura in tribuna, deve rispettare le direttive del Mister. La squadra, ha inoltre aggiunto, dovrà essere totalmente rivista, sistemata ed eventualmente cambiata in gran parte per la partita di mercoledì, sia dal punto di vista tattico che mentale, perché giocare a San Siro come si è giocato ieri non è concepibile. Piccola autocritica dunque per le scelte finora effettuate, ma soprattutto messaggi chiari ad alcuni elementi della rosa che giustamente non sono stati nominati (i panni sporchi si lavano in casa, lo sa bene il Mou a differenza di altri suoi colleghi) almeno in pubblico, nonostante le allusioni di giornali e tivù. Mi sono soffermato molto volentieri anche ad ascoltare Spalletti, dopo la dura sconfitta per 3 ad 1 contro l’Udinese, per sentire finalmente ammettere una crisi chiara di gioco e di risultati della sua Roma. Niente. Solita blanda difesa per i giocatori, nessun rimprovero, la Roma non è in crisi, solo in un momento difficile che passerà. Mourinho, in testa alla classifica, era incazzato nero per uno zero a zero, Spalletti sembrava semplicemente amareggiato dopo una batosta come quella di ieri. C’è qualcosa che non va: i giocatori è giusto difenderli, lasciarli tranquilli, ma giocare a calcio è il loro lavoro, se qualcuno sbaglia o il gruppo intero sbaglia è giusto che il loro “superiore” si incazzi e gli faccia una bella tirata d’orecchie, se necessario anche in televisione, senza entrare nei singoli errori. Spalletti non ha sbagliato, ma è chiaramente succube di un sistema ipocrita dove sorridere e fare il buono ha sempre la meglio su chi magari decide di togliersi qualche sassolino dalle scarpe (Herrera, Zeman, il Mancio). Ci vuole poco ad essere simpatici in Italia, come poco ci vuole a risultare antipatici, la differenza sta nella capacità effettiva poi di essere buoni comandanti in momenti difficili e non. Se Mou riuscirà a rigirare l’Inter come un calzino dal punto di vista mentale per il match contro la Fiorentina sarà l’ennesima conferma che è di lui che l’Inter ha bisogno, mentre mi sembra oramai chiaro che il calcio italiano avesse bisogno di un allenatore di fama Mondiale con due coglioni così.


    Andrea

    October 23

    Parlando di Calcio

    Nella memorabile giornata in cui giunge la notizia dell'imminente arrivo alla Clinica Milanello, Reparto Geriatria, dell'inglese David Beckham (che troverà come compagni di briscola Maldini, Emerson e Favalli), da San Siro arriva la vittoria per uno a zero dell'Inter ai danni dell'Anorthosis Famogosta.
    Nel pomeriggio, uscendo dall'Università Statale in Milano, passando per Piazza Duomo, nel vedere una manciata di tifosi ciprioti con le loro magliettine bianche e azzurre, m'è venuta una sorta di tenerezza nei loro confronti: lo ammetto, mi aspettavo una brutta batosta per loro. In realtà è stata una delle più noiose partite che abbiamo visto in tv, seconda solo alla finale di Champions tra Juventus e Milan. L'Inter fa girare alla grande palla, mentre i bianco-azzurri si difendono ad oltranza. Sentire dire da pseudo-opinionisti che l'Inter ieri ha deluso perchè doveva assolutamente stravincere, l'ho trovata una dimostrazione di ignoranza calcistica. Per ballare il liscio, bisogna essere in due e ieri sera invece c'era solo l'Inter a cercare di muovere qualche passo, e penso che vedere 21 giocatori (tutti tranne logicamente Toldo) nella metà campo dell'Anorthosis faccia capire quanto l'Inter abbia provato più volte a creare gioco, ma soprattutto quanto i ciprioti abbiano fatto di tutto per non giocare a calcio ieri sera. Se Ibra illumina, Cambiasso detta e Stankovic morde i polpacci degli avversari, Maicon è devastante come sempre ed Adriano finalizza. L'Inter non ha giocato affatto male, il discorso è che giocare a pallone contro squadre che si difendono ad oltranza e salgono solo per calci piazzati, diventa davvero difficile, e le partite si sbloccano solamente per colpi di genio dei singoli (Ibra,Maicon, Adriano). Noi comunque le nostra occasioni le abbiamo avute con Muntari, Maicon, Ibra, Quaresma, ma solo quella di Adriano è andata dentro, capita.
    In una partita così noiosa, l'unica cosa positiva per un osservatore (oltre logicamente ad i 3 punti portati a casa e la buona presstazione della squadra) è stata la possibilità di vedere molti dettagli del gioco delle squadre di Mourinho, poichè i giocatori dell'Anorthosis non pressavano alto e permettevano di fare girare palla ai nero-azzurri. Innanzitutto finalmente la difesa è apparsa parte della squadra e non elemento estraneo: si alzava a ritmo con centrocampo ed attacco, tanto da andare oltre la linea del centrocampo per accompagnare il fraseggio degli altri due reparti. Era quello che voleva Mourinho e adesso che l'infermeria si sta svuotando può attuare con tanto lavoro. Il centrocampo è la parte più interessante: Cambiasso gioca come giocava Makelelè nel Chelsea, cioè è il regista di ogni azione, la palla passa sempre, costantemente da lui e quando ce l'hanno gli avversari è il primo a portare pressing alto ed aiutare i difensori che escono sugli esterni a pressare, in più se il primo passaggio lo sbaglia al 28 del primo tempo, si può dire che Mou abbia trovato il suo ruolo perfetto. Peccato davvero per l'infortunio, che si spera non sia nulla di grave, perchè il Cuchu ci serve. Altra nota positiva è Stankovic, finalmente tornato quello che conoscevamo e Muntari che quando non fa falli è importantissimo per noi. L'attacco ha come unica certezza Ibra, tutto il resto gira intorno a lui.
    Primi in Campionato, primi in Champions League. Qualcuno diceva che non eravamo più quelli dell'anno scorso?

    Andrea
    October 19

    Una Notte da Leoni

    Lo abbiamo criticato, lo abbiamo insultato ed abbiamo storto il naso ad alcune sue affermazioni. Ma alla fine ha sempre ragione. Stasera Mourinho ha messo in campo ancora una volta il 4-3-3 ed abbiamo visto un Inter straripante. Ogni ripartenza era un'occasione da gol, perchè Obinna, Quaresma e Ibra andavano con la potenza di un treno ad affrontare i difensori giallorossi, che non coperti da Aquilani e De Rossi, cadevano puntualmente in crisi. Stasera non ci avrebbe bloccato nessuno, e per la prima volta ci siamo alzati sulla poltrona ad applaudire il gioco di una squadra con un modulo che fino a due setitmane fa odiavamo profondamente, esaltati come un bambino in un negozio di caramelle dentro un negozio di giocattoli dentro a Gardaland. Insomma, un'estasi totale.
    Come cambiano facilmente le cose nel calcio: eravamo i vincitori che non convincevano, quelli che prendevano i tre punti solo grazie alle individualità ed alla fortuna. Stasera ci aspettava la vera prova del nove, cioè affrontare in trasferta una Roma affamata, alla ricerca di una vittoria scaccia crisi, una squadra che in ogni situazione quando ci affronta tira fuori i maroni. I giallo-rossi sono stati spazzati via dalla migliore condizione e dalla fisicità dei nero-azzurri, è stata annullata totalmente, poche storie. La Roma non s'è mai vista realmente in attacco e Totti che tanto doveva impensierirci ed aiutare loro a ritrovare la vittoria, s'è perso nei meandri della coppia Cordoba-Chivu che stasera è stata impeccabile ed ha azzeccato tutto. Certo, avevano una difesa tirata su come un palazzo abusivo sulla costiera amalfitana (alla cazzo insomma), ma non è tanto il risultato finale in sè a rendere soddisfatti tutti noi, quanto piuttosto il gioco espresso: il centrocampo era perfetto con Cambiasso faro a recuperare e smistare palloni, Muntari e Stankovic invece a correre come dannati e a provare più volte le incursioni in area avversaria, tanto che alla fine Deki il gol lo trova, e che gol ragazzi; la difesa non soffre, sta alta come vuole Mourinho, pressa ed evita il fraseggio stretto tipico dei giallo-rossi; Maicon divora kilometri e si rende sempre pericoloso, senza mai soffrire dietro; infine i tre là davanti fanno ottime cose, con Ibra in stato di grazia e Quaresma ed Obinna ad intercambiarsi sulle fasce e soprattutto a rendersi pericolosi. Già, Obinna. Quando l'ho visto in campo mi sono chiesto che cacchio avesse fumato o bevuto Josè, perchè lasicare in panchina Balotelli o Adriano per Cruz o Mancini ci sta, ma per Obinna proprio no!! Ed invece, come spesso capita, mi sono dovuto fare andare di traverso le parole, perchè la scelta del nigeriano è la + azzeccata del match: lavora tanto, sbaglia molti passaggi, è vero, però è una spalla perfetta per la fisicità di Ibra con la sua velocità, in più alla fine trova anche un bel gol con una sberla di sinistro dal limite.
    Insomma è stata una serata particolare, una serata giocata da undici leoni che hanno trasformato gli avversari in pecorelle smarrite, una serata che ci ridà il posto che ci confà, ovvero la testa della classifica in solitaria. Una notte da leoni che spero si prolunghi almeno fino a mercoledì, perchè ora ci tocca la Champions...ma per adesso godiamoci questa bella vittoria, ci voleva proprio...

    Andrea

    P.S. dimenticavo, vedere la Juve perdere a Napoli, non ha prezzo.
    October 05

    Chapeau...

    Il calcio di oggi fa cagare. Una volta era poesia allo stato puro, con degli scrittori (Corso, Suarez, ecc...), degli interpreti (mitico Brera) e soprattutto grandi lettori (il tifo accesissimo). Oggi è business, soldi, tanti soldi, e poche, pochissime emozioni se non nei cuori di noi tifosi veri. Però ogni tanto allo stadio avvengono cose che per un istante sembrano riaccendere qull'aria poetica che si respirava entrando a San Siro o in qualsiasi altro campo di gioco italiano...ci sono giocate che illuminano una buia sera di inizio ottobre e scaldano gli animi di ogni amante del calcio. Il gol di Ibra di ieri sera è di una inenarrabile bellezza e precisione, di una velocità pazzesca tanto che fatichi a vederlo bene anche al replay. Quel colpo di tacco ha improvvisamente fatto luce in una partita dove ancora una volta l'Inter creava, creava, ma non segnava, non ci riusciva proprio. C'è voluto un colpo di genio del Genio per sbloccare il risultato.
    Il Bologna aveva solo tre punti in classifica, cioè quelli presi dalla vittoria proprio a Milano contro il Milan. Ieri sera giunge di nuovo a Milano speranzosa la squadra romagnola, pensando che chissà, i miracoli possono accadere due volte. La valutazione era errata, perchè vincere col Milan non era stato un miracolo, ma un semplice colpo di culo. Dopo l'uno a zero di Ibra su uno stupendo assist di un Adriano in gran forma, il Bologna si rintana uscendo poco e dando la possibilità all'Inter di creare molte occasioni. Ancora una volta però non segnamo, anche perchè le fasce, che dovrebbero produrre la maggior mole del nostro gioco per le due punte non funzionano granchè: Quaresma ci prova, si fa vedere, è + in palla rispetto alle ultime apparizioni, ma è poco incisivo; Mancini è un corpo estraneo, non trova la posizione, continua a cambiare, sembra un'anima in pena. L'incostanza dell'ex romanista si sapeva e la sta mettendo ampiamente in mostra; l'enigmatica mancanza di incisività del tamarrissimo lusitano invece richiede un'analisi più approfondita che sinceramente non ho voglia di fare e lascio volentieri agli scienziati del CERN che oltre ad accelerare particelle non hanno un cazzo da studiare. La ripresa riprende con noi in attacco e su un cross di Mancini, Volpi va a deviare di mano: secondo l'arbitro è rigore. Anticipo tutti i gufetti "gobbi", "cacciaviti" e "porchettari": non era rigore. Volpi devia il pallone prima col piede e poi gli rimbalza sulla mano, per il regolamento in questo caso il rigore non dev'essere assegnato. Francamente me ne infischio, l'importante è che Adri lo trasformi, dopo che Ibra gli ha lasciato la gentil concessione di batterlo. 2 a 0. Poi la partita cala decisamente, anche se appena 5 minuti dopo il nostro raddoppio, Capitan Zanetti s'addormenta e passa la palla, dopo uno stop inguardabile in piana area, a Moras che sigla il finale due a uno al 56°. Il resto è occasioni nero-azzurre (sprecate) e l'infortunio di Rivas che costringe Cambiasso ad entrare come difensore centrale. Giusto, dimenticavo. Ho solo una critica da muovere: non si può mai, MAI lasciare fuori Cambiasso, a meno che non stia per morire. Poi sinceramente lasciarlo in panca per Vieira o Muntari mi sembra un attentato alla comune intelligenza.
    Comunque è andata bene e sono contento: la Lazio ha pareggiato, noi l'abbiamo raggiunta in classifica. Mi hanno detto che ha debuttato Obinna, io sinceramente non me ne ero manco accorto; due attaccanti hanno ritrovato il gol, seppur per vie impervie ma l'hanno trovato e speriamo sia un importante sblocco per loro perchè anche ieri abbiamo creato tanto, ma se la palla non entra ci sono poche scuse. Intanto noi ci godiamo il Genio ventisettenne, che finchè s'inventa colpi di tacco del genere avrà sempre qualcuno pronto ad acclamarlo e che penserà di nuovo al calcio come a poesia. Chapeau.....

    Andrea


    October 02

    Mamma li Crucchi!

    Nel post-derby tanti tifosi nero-azzurri hanno "attaccato", o meglio criticato, Mourinho per la scelta degli 11 schierati contro il Milan. Gli si era soprattutto imputata la presenza di Burdisso e non di Cordoba, Mancini e Quaresma invece di due a scelta tra Balotelli, Adriano e Cruz. Ieri sera la solfa è cambiata, difatti il portoghese sembra avere ascoltato ogni parola del tifo, ed ha schierato una formazione ottima a mio modesto parere e che infatti ha controllato ottimamente il match. Unico errore? Oltre al pasticcio Maicon - Julio Cesar nell'occasione del gol subito, il non essere riuscito a fare il due a zero quando ce n'era l'oppurtunità e se in attacco hai tre campioni come Ibrahimovic, Balotelli ed Adriano il gol in un modo o nell'altro DEVE arrivare. Invece non è arrivato. Tenendo conto che abbiamo avuto culo nel primo gol, perchè è vero che Maicon è stato molto bravo ad evitare Wiese con il tocco sotto, ma la palla gli era arrivata con un fortunoso rimpallo, si può dire che ieri non abbiamo giocato affatto male. Il controllo della partita è stato sempre nostro, eravamo noi a dettare i tempi ed il Werder si rendeva pericoloso solamenta quando noi arretravamo troppo, lasciandogli appunto spazio di manovra. Il gol di Pizarro è nato da un perfetto assist di Diego, ma anche da un accenno di uscito di Julio Cesar che manda fuori ritmo Maicon, il quale non tiene l'attaccante avversario e lo lascia segnare indisturbato...un brutto errore, però uno dei miei dubbi principali sull'Inter di Mourinho non è tanto nel modulo o nell'uso degli attaccanti, ma è nella difesa: confermo che ho sempre detto che la nostra difesa è arcigna, che corriamo pochi rischi, però è innegabile che quelle poche volte che corriamo rischi, al 60% la palla entra e così tanti gol su palla in movimento non li prendevamo da un bel pò di tempo. Non voglio di certo fare parallelismi da stampa italiana tra Mourinho e il Mancio, dico solo che forse una buona cosa sarebbe iniziare a mettere bene a posto i movimenti difensivi, anche perchè è chiaro che con il portoghese in panchina ed il suo gioco capita spesso di fare un gol solo e di doverlo difendere coi denti, cosa che ieri non ci è riuscita. Per concludere il discorso sul reparto arretrato farei un complimento a Zanna che da terzino sinistro si comporta bene (anche se un paio di volte si fa prendere alle spalle dai movimenti del terzino) e invece tirerei un pò le orecchie a Maicon, che come sempre in fase offensiva è massacrante (un gol ed un palo quasi al 90° che poteva cambiare la storia) ma in difesa è un pò regredito rispetto all'inizio della scorsa stagione. Note positive invece giungono da centrocampo ed attacco. Il primo reparto ieri sera ha trovato qualità e soprattutto sostanza nelle interdizioni di Cambiasso e soprattutto Muntari, che finalmente si rivede in campo. Il ghanese ha recuperato una enormità di palloni, commettendo pochi falli e facendo ottime aperture e cambi di gioco; Stankovic è ancora un pò indietro di condizione, ma dialoga bene con gli attaccanti ed aiuta in difesa quando serve. Il centrocampo deve però fare il doppio della fatica se davanti si hanno Ibra, che ieri ha giocato molto bene, ma troppe volte ha peccato di driblomania sprecando così occasioni importanti; Balotelli ed Adriano. Proprio gli ultimi due erano quelli che dovevano fare più sacrifici ed a sorpresa...GLI HANNO FATTI! Fino a 6 mesi fa se si chiedeva ad Adriano di aiutare Maicon o Zanetti sulla facia sinistra ti avrebbe riso in faccia e sarebbe andato a ballare la samba con una bottiglia di vodka in mano. Ieri ha corso, s'è sacrificato e mi è piaciuto; Balotelli è stato meno presente nelle occasioni da gol rispetto al brasiliano, ma ha fatto un incrdibile lavoro di ripiegamento e se non ci fosse stato lui tante volte avremmo corso rischi.
    In generale quindi la partita è stata buona, abbiamo rivisto alcuni giocatori ma soprattutto abbiamo rivisto un Inter propositiva. Nonostante questo non sono arrivati i 3 punti che ci avrebbero permesso di andare a 6 punti in testa al girone da soli. Ci accompagna il temibile e fortissimo (ma chi cazzo sono??) Anorthosis Famagosta...e se ieri sera abbiamo urlato contro la sfortuna, ma soprattutto contro sti dannati crucchi, spero di non dovere urlare "Mamma li ciprioti" la prossima partita di Champions, perchè suona un pò male.

    Andrea