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January 29 Pochi Ma Buoni Pochi ma buoni i gol di Udinese e Genoa con cui sono stati fermati Juventus e Milan; pochi ma buoni i ragazzi ieri in campo a Catania dopo l'espulsione di Muntari; poche ma buone le parole di Beppe a fine partita; pochi ma buoni i punti di vantaggio sulle inseguitrici; pochi ma buoni gli anni di Santon. Come spesso capita nella vita, i detti popolari sono sempre quelli con più fondamento perchè nati da esperienze di vita. Sono bastati i gol di Quagliarella e Di Natale per fare tornare l'Udinese alla vittoria dopo 3 mesi, e non contro l'ultima arrivata, ma contro la Juventus. Le lacrime a fine partita di alcuni giocatori friulani dimostrano l'attaccamento verso l'allenatore mentre la delusione negli occhi degli altri bianco-neri dimostrano la pessima partita della Juventus, che perde così il treno dell'Inter e deve tornare a sperare nei nostri passi falsi. A Milano intanto splende la luce d Beckham, fuoriclasse senza tempo e la partita di ieri ne è la prova, ma i rosso-neri fanno i conti senza l'oste, che in questo caso è il Principe Milito. Mancato l'aggancio alla Juve dunque, diventano 8 i punti di distanza da noi nero-azzurri. Intanto l'Inter dopo cinque minuti di gioco era in vantaggio grazie al gol di Deki, in un campo difficile come Catania e giocava con ordine e attenzione, mettendo in campo il carattere di Beppe Baresi, per la prima volta allenatore dell'inter dopo una vita in nero-azzurro. Calma, aggressività, attenzione e controllo. Quattro punti che i ragazzi rispettano giocando la miglior partita del 2009, seppur il Catania trovi il pareggio, ma su una azione viziata da un evidente fallo di gioco pericoloso di morimoto su burdisso.Alla mezzora poi l'arbitro vede un intervento da rosso diretto di Muntari: per l'ennesima volta Sulley Ali paga la cattiva nomea che s'è costruito negli anni e viene espulso per un intervento che al massimo era da giallo. Cose che succedono purtroppo (o forse c'è la sudditanza psicologica a favore del Catania? Bah). L'ultimo quarto d'ora del primo tempo, in dieci, soffriamo contro un Catania che preme e che ci prova, ma il risultato è salvo e nella ripresa le parole di Beppe e le indicazioni di Musigno ridanno compattezza e ordine alla squadra che si difende bene ed attacca seppur con un uomo in meno, soprattutto in contropiede. E proprio su una ripartenza Stankovic lancia sul filo del fuorigioco Ibra che salta Bizzarri con un dolce pallonetto ed appoggia con calma la palla in rete. Partita chiusa. Nel post partita due sono le cose che saltano all'occhio: innanzitutto la felicità di un Baresi, che può ben dire a tutti, compreso la fratello, che la migliore Inter del nuovo anno s'è vista con lui in panchina e con 10 uomini contro 11; in secundis è bello vedere come molti giocatori vadano ad abbracciare e a complimentarsi con Santon. Il ragazzo, alla terza partita di fila, s'è dimostrato ancora una volta quasi perfetto, senza sbavature in difesa, aggressivo e costante in attacco, umile nel seguire le decisioni e attento a captare ogni consiglio. Pochi anni, gestiti alla grande a differenza del suo amico Balotelli. L'avere rifiutato la convocazione per ieri dimostra quanto debba ancora crescere il ragazzo, viziato dal proprio talento e dall'eccessivo clamore mediatico che lo ha sin dall'inizi circondato. A 18 anni non è possibile rifiutare una convocazione all'Inter (non stiamo parlando della Poggibonsi, con tutto il rispetto), pretendendo qualcosa in più da tutti, hanno ragione sia Baresi quando dice "Santon è la dimostrazione che se anche qualcun'altro (Balotelli) ascoltasse i consigli e avesse umiltà, anche se sei giovane in questa Inter puoi giocare" ed anche Ibra che spiega "Anche io a 18 anni parlavo tanto, ma lavoravo sodo. Si può parlare solo quando si lavora sodo e si è sicuri di dare sempre il massimo. Balotelli non lo sta facendo, prima lavori, poi parli". Peccato che in una serata invernale ma stranamente calda per noi interisti, a rovinarci un pò la gioia sia un ragazzino di 18 anni, pochi anni, ma non tanto buoni in questo caso. Andrea January 25 L'Ennesima Rinascita Sono stato lì lì ad addormentarmi, lo ammetto, e solo la paura che la Samp ci segnasse mi ha evitato di cadere in stato catarchico. Non è stata una bella partita, ci sono state più botte che occasioni o azioni. Doveva essere la partita di Ibra e Cassano, è stata la partita di Adriano. Il ragazzone brasiliano è stato anche stasera il più brillante tra i nerazzurri, anzi, brillante è dire troppo, diciamo il più reattivo. Oltre al gol ha cercato di fare reparto da solo, perchè Mancini, si è visto, era totalmente fuori luogo in quella posizione per lui atipica, seppur a mio parere in quel ruolo, affianco ad una vera prima punta di prestanza fisica possa fare bene. Il gol vittoria è stato il suo, contro la Roma ha giocato bene, contro l'Atalanta è stato il migliore in campo: la domanda sorge spontanea, siamo di fronte all'ennesima rinascita di Adriano? Forse, ma scordiamoci di rivedere il fuoriclasse dei primi anni italiani, quello là era un altro giocatore. Questo è una vera prima punta, un attaccante di peso, di sostanza, perfetto da mettere in mezzo all'area a raccattare palle sporche e cross dalle fasce. Caro Adriano, siamo interisti, oramai ci hai conosciuti, prima di tornare a comprare le magliette con il tuo nome ed andare in giro orgogliosi di mostrare la nostra fede da te rappresentata ce ne vorrà ancora di tempo, perchè ne abbiamo subite tante e darti piena fiducia dopo tutto quello che hai fatto, beh, non ce la sentiamo ancora. La domanda pertanto rimarrà, ne sono sicuro, ancora per un pò di tempo (forse fino alla sfida contro il Manchester) lì, sospesa, senza risposta. Se vogliamo ora analizzare la partita, c'è poco da dire. Abbiamo giocato male, la difesa mi è parsa per l'ennesima volta nelle ultime partite un pò troppo ballerine e impaurita, Santon dimostra tenacia, grinta, ottime doti offensive, ma in difesa deve ancora migliorare, soprattutto nelle diagonali e nel comprendere prima i movimenti degli avversari. La Samp è rimasta chiusa in difesa per larghi tratti e sappiamo quanta difficoltà abbia la nostra squadra a trovare varchi contro questo tipo di formazioni, ma nonostante ciò i tre punti che Mourinho voleva con forza sono arrivati. La Juve l'abbiamo respinta indietro a 3 punti di distanza ancora. Degna di nota invece l'espulsione di Musigno...dire all'arbitro "hai paura" per ben due volte facendo anche il segno del "ti stai cagando addosso eh..." mi ha fatto ridere come un pirla. Molti altri, dopo l'ennesima ammonizione dubbia verso i nostri, avrebbero forse mandato a fare in culo l'arbitro oppure avrebbero accusato sua madre di lavorare sulla tangenziale est. Non sto dicendo sia stato un bel gesto, ma è stato divertente dai! Musigno è fatto così, se secondo lui l'arbitro è sottoposto ad eccessive pressioni causa cazzate dei colleghi, non lo manda a quel paese, ma gli fa una seduta psicologica momentanea e lo mette innanzi alla realtà. Che poi la realtà sia quella giusta, beh, chissene frega, quantomeno i giornali hanno anche questa settimana qualcosa da scrivere. Ed ora via, verso Catania, con l'obbiettivo di vincere ancora, lasciandoci alle spalle il momentaccio di inizio 2009. Stasera potrebbe essere stata la rinascita dell'Inter schiacciasassi di un pò di tempo fa, ma la prima rinascita, non l'ennesima come quella di Adriano. Andrea January 18 Mosca Cieca La sconfitta di oggi con l'Atalanta è l'ultimo capitolo di una storia iniziata prima di Natale e speriamo conclusasi oggi. La storia narra di una squadra con un forte potenziale (non immenso come si vuole fare credere...perchè penso che sia Juve che Milan abbiano in attacco giocatori più forti di Obinna come riserve e a centrocampo gente più integra di Vieira) che in Campionato, grazie alla forza dei singoli ed alla grinta di squadra, vince, ma non convince. Eppure i risultati arrivano meritatamente, seppur senza il calcio champagne con cui ad esempio la Roma s'è ubriacata ma non ha mai vinto un emerito cazzo, fino a questo nefasto inizio di 2009: Inter-Chievo: 4-2, la squadra domina solo nel finale e a tratti, il resto soffre e dal 2 a 0 di vantaggio si fa recuperare con paurosa facilità, che inizi a cambiare qualcosa nelle teste dei giocatori? Siena-Inter: 1-2, vinciamo, ma non meritiamo. Solo Maicon con le sue giocate ci trasporta ad una vittoria ingiusta, il pari sarebbe stato meritato per il Siena. Qualcosa non funziona, ma sarà il Natale alle porte. Inter-Cagliari: 1-1, stavolta ci è andata proprio di culo, perchè i sardi sono venuti a Milano e ci hanno cotti come un porcheddu sulle fiamme della loro reattività. E' il match della ripresa, ma siamo l'Inter, si deve dare di più. Atalanta-Inter: 3-1, il tracollo. A Bergamo non perdavamo dalla metà degli anni '90, oggi li abbiamo dato una grande rivincita. Con questo piccolo schema volevo solo fare capire che purtroppo oggi non si può solo dire "Eh, ghe n'è minga, l'è stato un dì stort, l'è andata inscì", non si può, perchè prima dei bergamaschi abbiamo giocato altre tre sfide e potevamo perderle tutte e tre anch'esse. E' un periodo che le cose non vanno e neppure la pausa invernale ci ha aiutato. Sembriamo una squadra che scende in campo a giocare a mosca cieca, senza una vera meta, corriamo a caso, la porta è un optional. Oggi l'Atalanta ci ha, per merito suo e demerito nostro, legnato per bene. Bagno di umiltà e via, tutti a casa. Potrei dire che sono incazzato perchè così abbiamo riaperto tutto, se la Juve vince stasera torna a meno 1. Ma non è così, non sono incazzato, può capitare di perdere, il calcio è un gioco. Però sono preoccupato, perchè è quattro partite che soffriamo e con i nostri risultati diamo forza ai bianco-neri che ci seguono, e si sa che gli avversari prendono sempre forza dalle disgrazie altrui. In più il 24 febbraio c'è il Manchester. E' vero, manca tanto, ma spero solo che la smettano i ragazzi di giocare a mosca cieca, perchè i Red Devils ci vedono. Ci vedono eccome. Andrea January 11 Un Pareggio Tutte le Cagate Porta Via (o almeno spero) C'è stato spettacolo nonostante i tre punti non presi. Peccato che non si giocava contro Manchester o Barcellona, ma a San Siro contro il Cagliari. Tutto il rispetto per la squadra di Allegri eh, soprattutto dopo ieri sera, ma tutti ci aspettavamo l'armata nero-azzurra. Invece l'Inter è sembrata contratta, intirizzita, infreddolita direi. E ci può anche stare. Si torna al lavoro dopo circa 2 settimane e mezzo di stop, nella gelida Milano, di sera. Ròb de màt. Primo tempo noiosetto, dal ritmo blando e da serata davanti il camino a fare un cazzo (si, insomma, due palle di partita), poi la ripresa si cambia registro: a Mourinho iniziano a girare e inserisce subito Quaresma al posto di Cordoba ed ir agazzi capiscono il messaggio ed iniziano a premere sull'acceleratore, ma proprio nel momento in cui sembravamo più vicini al vantaggio, su un lancio lungo Samuel scivola e lascia Aquafresca solo a tu per tu con Julio Cesar che non può nulla. Uno a zero Cagliari nel gelo di una Milano polare e di un pubblico zittito. Musigno ricorre così alla sua tattica oramai classica, la "li metto dentro tutti, anche alla cazzo, così in una fottuta palla vagante in area magari finalmente sto coso rotondo entra in rete porco dinci". Fuori Figo, vecchio marpione oramai affaticato, e Samuel, dentro Crespo e Mancini. Prova e riprova, finalmente il pari arriva su una bellissima azione di Crepso che mette in mezzo un rasoterra che Ibra deve solo spingere a rete, c'è però da dire che il gioco latita, se non per azione dei singoli, e che il Cagliari quando arriva vicino alla porta di Julio fa cacare in mano (vedi Biondini che spara alto a porta aperta innanzi a lui). Il resto del match è emozioni da entrambi le parti, con Acquafresca che si mangia un gol incredibile e Muntari che accarezza il palo esterno della porta di Marchetti dopo un bel uno-due con Cambiasso. Ultimo ululato di San Siro arriva sul gol annullato, giustamente, per fuorigioco di Mancini, che si dimostra più contento di giocare con la neve che a pallone (vedi foto sito Inter FC). Un pari era il risultato giusto per quanto visto in campo e saranno felici tutti perchè così c'è la possibilità che il Campionato si ravvivi un pò. Sono comunque contento sia tornato il week-end calcistico, più che altro per non sentire più notizie su le affermazioni da campagna elettorale dei bianco-neri ("Vinceremo il Campionato"; "Io ci credo"; ecc....) ma soprattutto le notizie su Beckham: attenzioni signori, Beckham ha starnutito e la moglie gli ha pulito il naso! Ma ce la fate?? Ragazzi il calcio è quello di ieri sera, insomma, quello giocato sul campo, non una sala stampa o davanti i microfoni. Spero, di cuore, che per il paregio di ieri riporti le notizie sulla loro strada, spazzando via le cagate. Parlate pure di crisi Inter, basta che non mi piazzate ancora in prima pagina Backham al guinzaglio di quel cagnaccio della moglie. Andrea |
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